Hashish

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Citazioni sull'hashish.

  • Questa specie di confettura verde è l'ambrosia che Ebe serviva alla tavola di Giove. [...] Siete un uomo positivo, e l'oro è il vostro idolo? Gustate di questa, e le miniere del Perù, di Gizerate e di Golgonda vi saranno aperte. Siete un uomo di immaginazione? Siete poeta? Gustate di questa, e le barriere del possibile spariranno; vi si apriranno i campi dell'infinito, e passeggerete libero di cuore, di spirito nei domini senza confine dell'ideale. Siete ambizioso? Correte dietro le grandezze della terra? Gustate di questa, e dopo un'ora sarete idealmente, mon re di un piccolo regno nascosto in un angolo d'Europa, come la Francia, la Spagna o l'Inghilterra, ma sarete il Re del mondo. Il vostro trono sarà eretto sopra le montagne di Satanasso, e senza aver bisogno di fargli omaggio, senza essere costretto a baciarne gli artigli, sarete il sovrano, padrone di tutti i regni della terra. [...] Una certa erba che li trasportava nell'Eden, in mezzo a piante sempre fiorite, a frutti sempre maturi. [...] Questo è hashish, tutto ciò che si fa di meglio e di più puro in hashish ad Alessandria, l'hashish d'Abou Gor, il gran confetturiere, l'uomo al quale si dovrebbe fabbricare un palazzo con questa iscrizione:
    AL MERCANTE DELLA FELICITÀ, IL MONDO RICONOSCENTE. (Alexandre Dumas, padre)

Charles Baudelaire[modifica]

  • L'hashish, allora, si distende su tutta la vita come una vernice magica; la colora con solennità, ne illumina tutta la profondità.
  • L'hashish (o erba, cioè l'erba per eccellenza, come se gli Arabi avessero voluto definire in una sola parola l'erba, fonte di tutte le voluttà immateriali) porta nomi diversi a seconda del tipo di composizione e del modo di preparazione che ha subito nel paese dov'è stato raccolto: in India si chiama bangie; in Africa, teriaki; in Algeria e nell'Arabia Felice, madjound ecc.
  • Mai uno Stato ragionevole potrebbe sopravvivere con l'uso dell'hashish. Non plasma né guerrieri né cittadini. Infatti non è consentito all'uomo, pena la decadenza e la morte intellettuale, alterare le condizioni primordiali della propria esistenza e rompere l'equilibrio tra le sue facoltà e l'ambiente che lo circonda. Se esistesse un governo che avesse interesse a corrompere i suoi sudditi, non dovrebbe far altro che incoraggiare l'uso dell'hashish.
  • Sappiano dunque la gente di mondo e gli ignoranti, curiosi di conoscere gioie eccezionali, sappiano che non troveranno nell'hashish nulla di miracoloso, assolutamente nulla che non sia la loro natura portata all'eccesso. Il cervello e l'organismo sui quali opera l'hashish non produrranno altro se non i lori fenomeni ordinari, individuali — accresciuti, è vero, in quantità e in energia —, ma pur sempre fedeli alla loro origine. L'uomo non sfuggirà alla fatalità del suo temperamento fisico e morale: l'hashish sarà, per le impressioni e i pensieri familiari dell'uomo, uno specchio ingranditore, ma pur sempre uno specchio.

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