Henry John Temple, III visconte Palmerston

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Henry John Temple

Henry John Temple terzo visconte Palmerston (1784 – 1865), politico inglese.

Citazioni di Henry John Temple[modifica]

  • Gli abusi che la maggioranza della popolazione [di Roma] meno sopporta, sono tanto redditizi e convenienti per coloro che detengono il potere, e lo spirito del governo pontificio è così avverso a qualsiasi innovazione che, forse, ci sarebbero voluti gli sforzi congiunti e solleciti di tutti i principali governi europei, per ottenere dal collegio dei cardinali una reale ed efficace riparazione dei torti che il popolo romano lamenta; in ogni caso, è certo che il governo di Roma non cercherà mai verosimilmente di rimuovere il malcontento con miglioramenti, finché può sperare di reprimere l'espressione di questo malcontento con il pronto intervento delle truppe austriache.[1]

Attribuite[modifica]

  • [Ultime parole] Morire, caro il mio dottore, è l'ultima cosa che farò!
Die, my dear doctor, that's the last thing I shall do![2]

Citazioni su Henry John Temple[modifica]

  • Lord Palmerston fu favorevole all'unità nazionale d'Italia, ma la Polonia e la Danimarca furono da lui miseramente abbandonate. Univa le isole Jonie alla Grecia, ma nel tempo stesso cambiava la dinastia Ellenica; e queste contraddizioni non si spiegherebbero ove non si ricorresse alla regola degli interessi inglesi. (Giacomo Bonafede Oddo)
  • Lord Palmerston sarà scuola ai futuri ministri inglesi e a quei governi in generale che tutto sacrificano ai vantaggi della propria nazione, ma sarà giudicato severamente da quanti vogliono collocare sopra i troni dei Re e degli Imperatori i troni della libertà e della giustizia. (Giacomo Bonafede Oddo)

Note[modifica]

  1. Da una lettera a Seymour, 21 agosto 1832, ripr. in Emilia Morelli, La politica estera di Tommaso Bernetti, Roma 1953, pp. 213-14; citato in Denis Mack Smith, Il Risorgimento italiano. Storia e testi, Gius. Laterza & Figli, 1968; edizione Club del Libro, 1981, p. 91.
  2. (EN) Citato in The dictionary of biographical quotation, Taylor & Francis, p. 584.

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