I delitti del BarLume

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I delitti del BarLume

Serie TV

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Titolo originale

I delitti del BarLume

Lingua originale italiano
Paese Italia
Anno

2013 – in produzione

Genere commedia, poliziesco
Stagioni 5
Episodi 10
Ideatore Marco Malvaldi
Rete televisiva Sky Cinema
Interpreti e personaggi

I delitti del BarLume, serie televisiva italiana trasmessa dal 2013.

Stagione 1[modifica]

Incipit[modifica]

Signore e signori permettetemi di presentarvi Pineta. Paesello incastonato nella riviera Toscana, anche conosciuto come la perla del Tirreno. La sua gente ha un carattere esuberante, generoso, leale e tenace. E anche quest'estate il barometro sale, è arrivato il sol leone e Pineta si gode i suoi quaranta gradi all'ombra. (Voce narrante)

Episodio 2, La carta più alta[modifica]

  • A chiedere a noi se si sa qualcosa sulla famiglia Carratori è come chiedere al culo se sa cacare. (Ampelio)

Stagione 2[modifica]

Episodio 1, La tombola dei Troiai[modifica]

  • Cari tutti, nel caso dovessi tagliare le cuoia prima di quei brodi, lascio a Massimo Viviani la rottura di coglioni di esaudire i miei ultimi desideri. In Chiesa non mi ci vedrete manco morto per l'appunto, e non voglio né bare, né tombe, anzi vorrei essere cremato invece, che con tutto l'alcool che c'ho in corpo dovrei fare una bella fiammata. All'aldilà io tanto non ci credo, anche perché con tutti i moccoli che ho tirato, se c'era Dio m'aveva bell'e che fulminato. Le mie ceneri disperdetele in mare, all'alba, così io mi fo l'ultimo bagno e voi vi dovete fare tutti una bella levataccia. Le donne mi mancheranno tutte, quelle che ho visto passare di sfuggita e quelle che ho amato fino all'ultimo respiro, le magre e le ciccione, le vecchie e le giovani, le brutte no, perché di donne brutte non ce ne sono. Omini invece me ne mancheranno pochi, Aldo, Gino e Pilade. Nel caso qualcuno si chiedesse se gli ho lasciato qualcosa, ho sempre pensato che gli unici soldi che possiedi, sono quelli che spendi. A un solo fortunato invece va il mio regalo alla prossima tombola dei troiai. Alla fine sono morto come sono vissuto: sfavato. E l'unico consiglio che mi viene di darvi, specialmente a te Massimo, e di non trattenere le scuregge, e fai di più all'amore che il tempo è poco. E bisogna volersi bene. Godetevela, merde. (Massimo, leggendo il testamento di Ampelio Viviani)

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