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Lucia Mascino

Da Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà.
Lucia Mascino nel 2022

Lucia Mascino (1977 – vivente), attrice italiana.

Citazioni di Lucia Mascino

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Citazioni in ordine temporale.

Intervista di Gaia Piccardi, 27esimaora.corriere.it, 29 gennaio 2018.

  • Di sicuro ha la voce profonda che vorrei se fossi maschio. Con Filippo abbiamo un metabolismo simile: è una persona di rara sensibilità, con un fiuto per gli ultrasuoni delle emozioni. Un cane da tartufi...
  • In camera avevo il suo poster. Non la Meryl Streep del cinema, però: quella con la maschera di cerone del teatro.
  • Per vivere la vita mi serve il salto nel fuoco: religione o arte, i riti laici dell'essere umano.

«Sono cresciuta senza la tv ascoltando le storie di papà. Con Timi un rapporto unico»

Intervista di Gaia Piccardi, Corriere della Sera, 21 gennaio 2022.

  • Le canzoni di De André con la loro svagata malinconia erano la colonna sonora dei miei pomeriggi. Totò, che mi ricordava mio nonno Lillo, e Manfredi, che somigliava allo zio Bibo, avevo la sensazione che fossero persone di famiglia. Mio padre sembrava un incrocio tra Bud Spencer e Terence Hill.
  • Ho fatto cose folli con Filippo Timi, incontrato in un centro sociale a Bologna mentre cercava di fare la ruota senza mani: l'Amleto in spaccata, "Favola" en travesti, "Promenade de Santé" di Giuseppe Piccioni. Ho variato stili e generi, mezzi e autori. La prima volta che ho fatto tv, con un po' di puzza sotto il naso lo confesso, era perché dovevo sopravvivere: non c'erano le serie belle di adesso, non esisteva il Bar Lume. Con la "Mamma imperfetta", il primo ruolo da protagonista, ho cambiato opinione.
  • Il mio obiettivo è fortificare il mio girovagare, passare dalla serietà assoluta al grottesco, frequentare il più spesso possibile testi che toccano il comico e il tragico insieme. È una indefinizione che toglie chiarezza a chi ti guarda, ma anche un'enorme libertà.
  • L'arte non era una possibilità. Era l'unica scelta possibile.

Intervista di Mario Manca, vanityfair.it, 23 gennaio 2023.

  • [Su Ancona] È una città di porto che nasce con un istinto di difesa e di protezione e nella quale spesso si dice "come fai, sbagli". È una città fatta di persone un po' burbere ma dal cuore tenero [...]
  • [«Pensa di avere una vena malinconica?»] Ammazza se ce l'ho. Se sto normale la gente mi chiede perché sia triste: ho una zona Bergman che mi risuona dentro. [...] Il problema della malinconia è che l'accogliamo poco: se ci facessimo dei pianti in più staremmo meglio. La respingiamo un po' troppo e, così facendo, non ce ne liberiamo anche se concederci di essere malinconici è il modo più dolce per avere a che fare con noi stessi. Forse faccio l'attrice proprio per mettermi nella zona in cui è obbligatorio sentire i propri sentimenti e quello che provi.
  • È importante come ti ritraggono i registi perché è sempre una grande occasione per un attore. Un ruolo bello per un interprete è una carezza che ti permette di fiorire: è una cosa che ti cambia e ti rende più bravo, capace.

Intervista di Gianmaria Tammaro (a cura di), fanpage.it, 3 giugno 2023.

  • Quando reciti, devi imparare a fidarti degli istinti. Devi imparare ad ascoltare una parte di te che in qualche modo è più intelligente e presente, e che sa, quasi intimamente, dove andare. In scena, vince quello ciò che questa parte nascosta ti dice di fare.
  • Mi capita spesso di rivedermi in scene, in dialoghi e in quello che i personaggi vivono e provano. Ci sono dei momenti in cui finisci per riconoscerti. A volte alzi la voce, altre volte abbassi lo sguardo. E sono sfumature che ti entrano dentro, che non vanno imprigionate, che vanno lasciate libere.
  • Quello che gli spettatori vivono arriva molto a noi, che siamo sul palco. Non dipende solo dalle risate o dagli applausi: quelli sono segnali evidenti. Dipende anche dalle piccole cose, dalle sfumature. Dalla consistenza stessa del silenzio, dall'ascolto. [...] L'arte è misteriosa, ed è misterioso anche il teatro. Ma è misterioso soprattutto quello che avviene tra il pubblico, tra le persone. Quando all'estero vado ai festival di cinema e vedo un film con degli sconosciuti che mi sembrano così distanti e che parlano una lingua che non capisco, scopro che ci commuovono le stesse cose. Anche se parliamo una lingua differente.
  • Le attrici, in Italia, non possono essere brutte. Solo belle. Belle e, si aggiunge subito dopo, brave.
  • È una gabbia soffocante, questa del successo, e lo è per tutti. Anche per gli attori. Se fai dieci film in un anno, finisci per non respirare più. Per non avere più niente da dare.
  • Io preferisco un film che fa degli errori, ma che è vivo, vibrante e profondo, a uno che non ne ha e che perde, perciò, la sua anima. C'è il rischio di essere tutti identici, e in questa uguaglianza forzata, non ottenuta, si rischia di perdere la propria identità artistica.

Intervista di Francesca D'Angelo, rollingstone.it, 24 novembre 2024.

  • Il teatro [...] è una palestra fantastica, dove puoi osare dire qualsiasi cosa.
  • Onestamente mi sento un'artista in esilio: non ho accesso a certi mondi narrativi. Non so perché. Si tende a dividere gli attori per universi e [...] al cinema [...] non ho accesso a film che non siano commedie. Per carità, è un genere che adoro, mi diverte, ma da attrice scalpito: mi sento come una macchina a cui romba il motore. Vorrei correre di più, ancora più veloce. Ma forse è solo per via della mia ipercosa. [...] Filippo Timi ed io ce la siamo autodiagnosticati anni fa. [...] è una sorta di smania come condizione esistenziale: vivo bene nell'esplicitazione esagerata e non so stare nella diluizione. Ti faccio un esempio? [«Meglio, grazie»] Da bambina, alle elementari pensavo: "Se invece di andare a scuola, tornare, fare i compiti e poi giocare, mi mettessi a scavare con una paletta, arriverei dall'altra parte della Terra?". Avevo questi pensieri di verticalità, di esagerazione.
  • OnlyFans risolve sicuramente un problema economico, e pure in modo facile, ma ti induce a cambiare il tuo rapporto con il corpo. Chi sta su questa piattaforma si fa chiamare creator, però di fatto stiamo parlando di un sexual job. Per carità, va benissimo, ma chiamiamo le cose con il loro nome, anche perché la vendita del proprio corpo è un tema etico serio, che imporrebbe delle valutazioni.

Filmografia

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Film

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Serie televisive

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Altri progetti

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