Impero tedesco

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Versailles 1871: proclamazione dell'Impero tedesco. Al centro del quadro, con l'uniforme bianca, Otto von Bismarck, sul podio Guglielmo I di Germania

Citazioni sull'Impero tedesco o Secondo Reich.

  • Il Reich bismarckiano e l'esercito prussiano sono indissolubilmente collegati. Bismarck ritenne sempre opera sua massima l'aver guadagnato il re di Prussia e l'armata prussiana all'idea nazionale di una Germania unita. Egli vide l'errore del 1848 nel fatto che la borghesia aveva voluto effettuare la fondazione del Reich con le proprie forze, senza prendere in considerazione le dinastie tedesche e soprattutto senza riguardo per la Prussia divenuta storica. Bismarck procedette diversamente. Egli ha alleato l'aristocrazia militare prussiana con la borghesia tedesca, ha messo a capo di tutto la casa Hohenzollern, fondando così il Reich secondo i suoi propri intendimenti. La storia dell'impero neo-tedesco consiste nella vicendevole attrazione e repulsione di queste due forze connesse da Bismarck. La fine subentrò quando nel 1918 l'aristocrazia militare prussiana fu travolta nel crollo e la borghesia conquistò il potere. (Arthur Rosenberg)
  • L'impero di Bismarck, fondato a Versaglia[1] nel 1871, fu distrutto nella stessa Versaglia nel 1919[2]. (Arthur Rosenberg)
  • L'impero germanico, fondato a Versailles nel gennaio 1871, può esser considerato come il caso tipico di costituzionalismo puro. L'influenza del Reichstag sul governo imperiale federale era qui ridotta al minimo già per il fatto statuario che un ministero non c'era (e Bismarck curò che esso si istituisse), ma semplicemente un cancelliere di nomina imperiale il quale aveva sotto di sé dei funzionari, i maggiori dei quali erano "segretari di stato". (Luigi Salvatorelli)

Giuseppe Civinini[modifica]

  • Come l'antico Impero [il Sacro Romano Impero] era figlio di un'idea straniera e non tedesca, e in tutto il corso della sua storia mantenne questo carattere, in opposizione alle necessità e alle idee della Germania, così il nuovo [il Secondo Reich] esce, come effetto naturale e logico, dallo sviluppo storico del rinnovamento germanico.
  • E come potrebbe altri meravigliarsi che non solo il volgo letterato o illetterato, ma anche uomini di Stato e pubblicisti insigni abbiano sentito corrersi un brivido per le ossa, quando Guglielmo Hohenzollern[3] si è fatto salutare Imperatore di Germania? E qual meraviglia che tali terrori abbiano trovato espressione, non solo nella stampa, ma anche nel Parlamento italiano, e che si sia giunti fino a vedere in quel fatto una diretta minaccia alla nostra esistenza nazionale? Gran parte della scienza volgare dei popoli consiste nei nomi, ed il nome da secoli temuto e maledetto d'Impero tedesco, non era sperabile che alla prima risvegliasse in Italia idee grate, benevole, amiche.
  • Io dunque, come conservatore e liberale, mi rallegro dell'avvenimento dell'Impero germanico. Come conservatore, sono lieto che si stabilisca in Europa una grande monarchia che non debba la sua origine al capriccio della piazza o alla paura de' contadini, ma con grande dignità e potenza rappresenti il principio d'autorità; sono lieto che alle furie socialistiche si opponga il riparo dell'individualismo germanico, costituito in un forte Stato.

Note[modifica]

  1. Versailles.
  2. Con il trattato che, dopo la sconfitta tedesca, pose fine alla prima guerra mondiale.
  3. Guglielmo I di Germania (1797 – 1888).

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