In guerra per amore

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In guerra per amore

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Titolo originale

In guerra per amore

Lingua originale italiano
Paese Italia
Anno 2016
Genere commedia
Regia Pif
Soggetto Pif, Michele Astori
Sceneggiatura Pif, Michele Astori, Marco Martani
Produttore Mario Gianani, Lorenzo Mieli, Fausto Brizzi
Interpreti e personaggi
  • Pif: Arturo
  • Miriam Leone: Flora
  • Andrea Di Stefano: Philip Catelli
  • Stella Egitto: Teresa
  • Vincent Riotta: James Maone
  • Maurizio Marchetti: don Calo’
  • Sergio Vespertino: Saro
  • Maurizio Bologna: Mimmo
  • Antonello Puglisi: Agostino
  • Samuele Segreto: Sebastiano
  • Mario Pupella: Don Tano
  • Orazio Stracuzzi: Zio Alfredo
  • Lorenzo Patané: Carmelo
  • Aurora Quattrocchi: Annina
  • David Mitchum Brown: Franklin Roosevelt
  • Forest Baker: Generale Patton
  • Rosario Minardi: Lucky Luciano
  • Salvatore Ragusa: Tommaso Lo Presti
  • Domenico Centamore: Tonino

In guerra per amore, film italiano del 2016 con Pif e Miriam Leone, diretto da Pif.

Incipit[modifica]

[Voce fuori campo] Dalle mie parti, quando si va a casa di qualcuno è buona creanza non presentarsi a mani vuote, e visto che la persona che dovevo incontrare era una persona importante, molto importante, ho portato una storia: una storia che riguardava l'America e la Sicilia, e che stava cambiando il corso della Seconda guerra mondiale e anche la nostra vita. Tutto era cominciato nel gennaio 1943, l'Europa era da tempo dominata dai nazisti e Hitler aveva come fedele alleato l'Italia fascista di Benito Mussolini. Gli Stati Uniti insieme agli Alleati decisero di aprire finalmente un fronte in Europa per liberarla dalla dittatura. Nonostante l'ottimismo del Presidente Roosevelt, gli americani della Sicilia sapevano un po' pochino e per preparare un piano militare a regola d'arte chiesero aiuto ad una loro vecchia conoscenza. In quei giorni non facevo ancora parte dell'esercito americano e il mio unico pensiero era Flora. E come tutti gli innamorati, anche noi avevamo grandi sogni, grandi progetti, grandi speranze, ma purtroppo non era ancora il nostro momento. (Arturo)

Dialoghi[modifica]

TriangleArrow-Right.svg Citazioni in ordine temporale.

  • Arturo [voce fuori campo]: Alla fine a mettere veramente in difficoltà gli americani in Sicilia non furono gli italiani fascisti, non furono neanche i tedeschi nazisti. Furono i greci, gli antichi greci.
    Maggiore James Maone: [osservando il Tempio di Segesta] Don Calò, ma il soffitto perchè non c'è? Lo abbiamo bombardato noi?
    Don Calò: Tranquillitatevi Maggiore, quel danno non lo facistivu vuavutri. Aviti idea di quanti conquistatori passaru per questa terra nei secoli dei secoli? Vui siete soltanto l'ultimi.
    [Voce fuori campo, Arturo]: E i siciliani dopo secoli di conquistatori erano diventati maestri nell'arte della trattativa
    Don Calò: Voi ne capite fimmini? La Sicilia è comu na bedda fimmina. Ha bisogno di essere corteggiata, omaggiata, bei regali. Insomma deve capire se si può fidare oppure no.
    Maggiore James Maone: Voi siete sicuro che questa femmina non vi fa cornuto, come dite voi?
    Don Calò: A fimmina siciliana è fedele, basta trattarla bene. E io ho un suggerimento: un lista di fedeli antifascisti.
  • Mimmo: Arturo era felice eh?
    Saro: Eh già.
    Mimmo: Abbiamo passato una bella serata Sarù.
    Saro: Ah sì.
    Mimmo: Saro, ti ricordi quando ho detto che anche a me piacerebbe dichiarare il mio amore ad una persona?
    Saro: Ah sì, che è? Assicutasti na fimmina?
    Mimmo: No che c'entra? No, nel senso che io con te mi ci trovo bene.
    Saro: E pure io mi ci trovo bene, altrimenti non saremmo così...da vent'anni!
    Mimmo: No Sarù, cioè tu mi piaci.
    Saro: E mi fa piacere. È importante piacere. Aumenta la fiducia in se stessi.
    Mimmo: No Sarù, io ti amo.
    Saro: Mimmo, già ci considerano come degli scarti perchè io sono cieco e tu sei zoppo, ci manca solo che gli diciamo che siamo arrusi. Non ce lo possiamo permettere.
    Mimmo: No.
    Saro: Giusto?
    Mimmo: Sì.
    Saro: Buona notte Mimmo.
    Mimmo: Buona notte Saru.

Explicit[modifica]

Cari crisafulliani, è il vostro nuovo sindaco che vi parla. Oggi, cari amici, è una giornata speciale, una giornata felice, perchè grazie agli amici americani abbiamo ricevuto un regalo, una cosa bellissima: a Crisafulli è arrivata la democrazia! Ora, chi è sta democrazia? Vu spiegu. La democrazia è comu quannu nasci un picciriddu, è una festa! E perchè è una festa? Perchè stu picciriddu è il nostro futuro, e così anche la democrazia. Sulu ca stu picciriddu nui ce lo dobbiamo curare, lo dobbiamo proteggere, lo dobbiamo tenere per mano, sennò si po' fari mali, poviru nuccenti, lo dobbiamo fare crescere al sole di questa nostra bella terra, lontano dal freddo, dal gelo, di certe terre buie dove abita il diavolo. Perchè parramuni chiaro: a noi sti russi, sti comunisti, nun ni piaciuni, ed è per questo che l'americani si fidanu di noi. Ora io lo so che a qualcheduno chista storia nun ci piacerà, perchè dicono che noi non siamo gente perbene, noi non siamo presentabili, noi siamo un pericolo. Noi?! Un pericolo? E allora vi domando a voi, ca vi canusciu unu per unu: quando avevate bisogno di protezione, da chi siete andati?! Da loro o da noi?! Quando avevate bisogno di un lavoro, da chi siete andati? Da loro o da noi?! Quando avevate bisogno di giustizia! Da chi siete andati? Da noi. Siete venuti da noi! Noi, che siamo sopravvissuti a tutto, alle guerre, ai governi, ai fascisti, ai nazisti, e sopravviveremo anche ai comunisti! Perchè la verità è che in questo Paese noi siamo la democrazia! (Don Calò)

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