Itala Mela

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Itala Mela

Itala Mela (1904 – 1957), consacrata, mistica e teologa italiana.

Citazioni di Itala Mela[modifica]

  • Ch'io mi inabissi in te, Trinità beata, nei misteri del cielo donde in te, con te, potrò, d'un solo sguardo abbracciare tutta la Chiesa e in te, con te, per te, attirare a te tutte le anime! "Ecce venio".
    Accetto la separazione dal creato che pure porta l'impronta mirabile del tuo Spirito creatore, per essere tutta in te, Luce increata!
    E nell'attesa ch'io operi, preghi e soffra, ch'io viva e muoia negli abissi della tua vita, Trinità eterna! Ch'io nel profondo mi perda in te e consumi la mia oblazione e sia questa la mia opera per il Corpo mistico!
    Ch'io da tutto sia separata per aderire a te solo, Dio uno e trino, inabitante nell'anima mia.[1][2]
  • [Il dolore di Cristo] È nostro come tutte le cose che appartengono a noi e Lui insieme. Noi prendiamo questo dono supremo dal Maestro e a Lui lo riportiamo nel seno della Trinità... perché per Lui possa essere presentato al Padre e divenga prezioso ai suoi occhi. Allora il dolore di una piccola anima diventa ancora il dolore del Cristo, del Verbo umanato, e si trasforma in sorgente di grazia... per molte anime.[3]

Citazioni su Itala Mela[modifica]

  • Dopo il passaggio dal tenace ateismo adolescenziale a un abbandono incondizionato e perseverante a Dio, Itala affrontò l'ascesa al monte della santità superando ogni ostacolo psicologico e spirituale...Oltre alla preghiera e al consiglio, Itala, nonostante le sue non floride condizioni economiche, era generosa nella beneficenza. Nella Beata Itala Mela, la Chiesa lascia un messaggio di fiducia nella possibilità del laicato non solo di vivere in pieno la santità cristiana, ma anche di essere artefice e protagonista del rinnovamento culturale e spirituale della società. (Angelo Amato)
  • Effettivamente con il passare degli anni e l'aumentare dell'infermità fisica , la vita di Itala Mela diventava sempre più un riflesso incandescente dell'amore divino e nessuna parola le bastava ad esprimere ciò che avveniva nella profondità del suo essere. Perciò, scendendo nell'abisso del silenzio, stava sotto lo sguardo di Dio come una semplice offerta. Amore e dolore, infatti, sono spesso inseparabili e quando la loro intensità è estrema, soltanto il silenzio li può esprimere, poiché appartengono alla sfera dell'ineffabile. (Anna Maria Canopi)

Note[modifica]

  1. Preghiera scritta poco prima della morte. Cfr. La parola e il silenzio. Discorsi e scritti 1986-1995, p. 346.
  2. Da Nel dialogo delle tre Persone. Preghiere, La Spezia, 1993. pp. 51 s. Citato in Giuseppe Dossetti, La parola e il silenzio. Discorsi e scritti 1986-1995, a cura della Piccola famiglia dell'Annunziata, introduzione di Agnese Magistretti, Paoline, Milano, 2005, p. 346. ISBN ISBN 8831529579
  3. Da ms.3-51,79, citato in AA.VV., La trasfigurazione di Gesù, Communio, Rivista internazionale di teologia e cultura, n. 215, gennaio-febbraio-marzo 2008, Jaca Book, Milano, 2008, p. 57. ISBN 881670215X

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