Ivan Graziani

Da Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà.
Jump to navigation Jump to search

Ivan Graziani (1945 − 1997), cantautore italiano.

Citazioni di Ivan Graziani[modifica]

  • A me della politica non me ne può fregare di meno. Mi interessa, invece, raccontare storie che toccano il sociale. C'è una bella differenza.[1]
  • [Sulla discografia] È una specie di colonia. Poche persone a imporre i gusti a tutti. E a smorzare tanti entusiasmi. Se dovessi smettere di suonare? Mi metterei a incartare caramelle. Non è una battuta. Sono uno specialista.[2]
  • Io credo di avere la voce di una bimba perversa. Ma soprattutto di usare la voce come uno strumento, spesso duello col pianoforte.[3]
  • Io la forza del mio lavoro, l'essenza di quello che ho messo nelle mie canzoni in gran parte la devo a Teramo, alla gente tra cui sono cresciuto.[4]
  • La chitarra va amata come forme, se non ami questo lascia perdere. È come una donna, già il nome è al femminile. La chitarra non è il mandolino, il basso, il clavicembalo, il pianoforte, il trombone: è la chitarra. E poi, guarda caso, ha un buco in mezzo. La chitarra ti prende perché è avvolgente, è calda e poi è comoda. Te la porti al mare, in montagna, in macchina: prova a rimorchiare al mare con un pianoforte, portatelo sulla spiaggia. Voglio vedere come cazzo fai.[5]
  • Le disgrazie altrui sono un ottimo incentivo ad assumere atteggiamenti democratici che ci fanno apparire migliori.[6]
  • Non ne ho neanche uno dei miei. Anzi no, conservo "I lupi" perché ci sono particolarmente legato: ha rappresentato una grossa rivalsa per me quel disco.[2]
  • Un vero chitarrista muore, deve morire sul palco.[1]

Citazioni tratte da canzoni[modifica]

  • E se in mezzo a questa gente tu rimani indifferente allora meglio un bambino solo perché un bambino va contro il vento la vita è un rischio e te ne accorgerai te ne accorgerai… (da Tutto il coraggio che hai)
  • E sei così bella che più bella non c'è e sei così dolce che più dolce non c'è. E sei così quieta quando parli di noi che m'incanto a guardarti, da non credere sei. (da E sei così bella)
  • Signore, è stata una svista, abbi un occhio di riguardo per il tuo chitarrista. (da Il chitarrista)
  • Non è un delitto essere il migliore vedere dove gli altri non san vedere fiutare il vento come un animale e avere un'anima senza frontiere. Non è un delitto essere sicuri là dove gli altri possono sbagliare aver ragione sempre, che ci vuoi fare non è un delitto essere il migliore non è un delitto, no. (da Non è un delitto)
  • Vita, vita, e che non si dica che io non ti ho vissuta mai vita, vita, sei la mia vita anche diversa ti amerei, vita. (da Vita)
  • Ieri ho sognato un giardino, nel sogno con me c'era un uomo. Lui mi voltava le spalle solo perché non vedessi il suo viso. (da Fuoco sulla collina)
  • Lei diceva sempre che l'amore è un dono degli dei, è una colomba che si posa sul tuo cuore. (da Cleo)
  • Io vivo in un paese che confonde, e qualche volta sporca il mio cuore e la mia mente. (da Cleo)
  • Come un illuso io vorrei che fosse vero che ogni mano che apre il tuo ventre fossi tu a partorirla. (da Taglia la testa al gallo)
  • E se continuo a bere | i miei liquori inquinati, | è vero che quei giorni | non li ho dimenticati. (da Agnese)
  • In nome della fame ho ammazzato le illusioni, piegando le ginocchia ho sfruttato le occasioni. E ho lavorato come un pazzo a cose in cui io non credevo, lasciando che morisse l'erba che io calpestavo. (da Fame)
  • Mentre di là nella sala si gioca alle carte, coi volti infuocati ed i nasi paonazzi, e le bocche allargate a masticare canditi, e gli occhi annacquati dal vino bevuto. Ed io ucciso di noia sto a contare le ore. Pensa un po' che Natale. (da Ballata per quattro stagioni)
  • Venti giorni di fuga e neanche un appello per radio. Evidentemente mia madre non è neanche una buona padrona: perfino per i cani smarriti si fanno appelli per radio. Ma io no, non ho imparato a leccare bene la mano di chi mi dà da mangiare. (da Scappo di casa)
  • E questa rabbia che ci tiene insieme ci lega più di un fascio di catene. (da Palla di gomma)
  • Che posso fare, tu che puoi fare, se navighiamo in senso inverso in mezzo al mare? Tu sei libeccio ed io maestrale. Son sempre venti sì, ma non è uguale. (da Navi)

Note[modifica]

  1. a b Citato in Mario Bonanno, Ivan Graziani – Il chitarrista, p. 56.
  2. a b Citato in Mario Bonanno, Ivan Graziani – Il chitarrista, p. 55.
  3. Citato in Mario Bonanno, Ivan Graziani – Il chitarrista, p. 54.
  4. Citato in Gente di Teramo, Profesnet.it.
  5. Citato in Mario Bonanno, Ivan Graziani – Il chitarrista, p. 5.
  6. Da un'intervista di Laura Schrader, Tante donne tante canzoni, Stampa Sera, 23 luglio 1984.

Bibliografia[modifica]

  • Mario Bonanno, Ivan Graziani – Il chitarrista, Bastogi Editrice Italiana, marzo 2005. ISBN 88-8185-735-9

Altri progetti[modifica]