James Hudson

Da Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà.
Jump to navigation Jump to search
James Hudson in una caricatura di Carlo Pellegrini, pubblicata nel 1874 su Vanity Fair

Sir James Hudson (1810 – 1885), diplomatico inglese.

Citazioni di James Hudson[modifica]

TriangleArrow-Right.svg Citazioni in ordine temporale.

  • Io penso che voi[1] non siate abbastanza consci delle difficoltà contro cui [Cavour] deve combattere. L'Italia, grazie all'Austria, al papa e ai Borboni, è priva di uomini politici, e cioè di uomini versati negli affari pubblici in quanto generalmente connessi sia con la politica interna che con la politica estera. Come possono esserci degli «uomini» fra 20 milioni di esseri umani nati sotto dei Concordati e sotto un Index Expurgatorius?[2][fonte 1]
  • Il re di Sardegna[3] non è riuscito, come voi giustamente dite, a compiacere i napoletani. Nessuno ci riuscirà mai; ma bisogna farli camminare alla luce della costituzione, e li si farà camminare che lo vogliano o no. Sono la razza più spregevole in Europa e fuori e, lo confesso, non vedo grandi difficoltà nel loro governo. Sono sicuro che neanche Cavour le vede.[fonte 1]
  • [Dopo una lunga conversazione con il re Vittorio Emanuele II, successiva alla proclamazione del Regno d'Italia e alla morte di Cavour] In complesso, pensai, il re in questa occasione si è davvero fatto onore; lo conobbi dieci anni fa e mi è sembrato che questi dieci anni abbiano migliorato il suo carattere. L'esperienza lo ha ammorbidito, la responsabilità lo ha moderato; da semplice soldato e cacciatore sta diventando un politico.[fonte 2]

Note[modifica]

  1. Sir Hudson, ambasciatore britannico nel Regno di Sardegna, si rivolge, tramite il ministro degli esteri Lord Russell, al governo di Sua Maestà.
  2. Lista di materiale vietato, in genere libri.
  3. Vittorio Emanuele II di Savoia.

Fonti[modifica]

  1. a b Da una lettera a Lord John Russell, 8 febbraio 1861, ripr. in Archivio storico italiano, a cura di N. Blakiston, Firenze 1961, vol. CXIX, pp. 373-74; citato in Denis Mack Smith, Il Risorgimento italiano. Storia e testi, Gius. Laterza & Figli, 1968; edizione Club del Libro, 1981, pp. 624-625.
  2. Da una lettera a Lord John Russell, 30 giugno 1861, in Public Record Office, London Archives, 30/22/68; citato in Denis Mack Smith, Il Risorgimento italiano. Storia e testi, Gius. Laterza & Figli, 1968; edizione Club del Libro, 1981, p. 687.

Altri progetti[modifica]