Javier Cercas
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Javier Cercas Mena (1962 – vivente), scrittore e saggista spagnolo.
Citazioni di Javier Cercas
[modifica]- La menzogna più grande è che la Spagna di oggi sia franchista: un oltraggio alle vittime del franchismo, quello vero. La seconda bugia è che la Catalogna fosse antifranchista. Aveva ragione Vázquez Montalbán: nell'ora più nera della dittatura gli antifranchisti di Barcellona avrebbero potuto prendere tutti lo stesso autobus.[1]
- Parlare molto di se stessi è il modo migliore per nascondersi.[2]
- Per sapere chi siamo, tutti abbiamo bisogno di vederci da fuori.[3]
- Viviamo la crisi più grave del dopoguerra. Rischiamo di diventare un'Irlanda del Nord senza le bombe. Gli arresti alimentano il vittimismo, che è il carburante del nazionalismo.[1]
Intervista di Annalisa Cuzzocrea, repubblica.it, 5 marzo 2026
- Tutti noi sogniamo un mondo retto dal diritto internazionale, almeno per me è così. Ma quel diritto Donald Trump e Vladimir Putin lo stanno distruggendo perché entrambi riconoscono un'unica regola, quella del più forte.
- [Sulla guerra d'Iran] Le persone come me pensano che sia meglio vivere in un mondo in cui ci sono regole e non capisco come si possa condannare quello che succede in Ucraina o a Gaza e invece accettare quello che fa Trump in Iran.
- Se fare una cosa buona dà un guadagno dal punto di vista elettorale, a me va bene. Il problema è quando quel guadagno arriva dal fare cose malvagie. Se Sanchez avrà un beneficio dopo aver preso una posizione corretta, non potrò che dirgli bravo. E io non sono un suo fan, l'ho votato, ma in seguito anche molto criticato.
- Siamo in un momento di depressione democratica e bisogna fare attenzione a usare le giuste definizioni. Sono sicuro che il fenomeno Trump negli Stati Uniti non possa essere definito fascismo, e allo stesso tempo credo che possa essere peggio.
- [Sulla crisi economica del 2008-2014] [...] il sisma che ha provocato ha portato alla nascita e al consolidamento di quel che io chiamo nazional–populismo. Che ha sì alcuni tratti del fascismo e del totalitarismo, ma è addirittura più pericoloso.
- I totalitarismi hanno sempre denunciato la democrazia come non funzionante, e pretendevano di sostituirla. Gli assalitori del 6 gennaio invece credevano di agire in difesa della democrazia. [...] Il nazional populismo attacca la democrazia con la bandiera della democrazia. È quello che fa Orbán in Ungheria ed è quello che sta facendo Trump: svuotare la democrazia. È un gioco più sottile, più cinico, più furbo.
- [Sulla guerra d'Iran] Nessuno può negare che la fine del regime atroce degli ayatollah sarebbe magnifica per il mondo e per gli iraniani, ma l'intervento militare è molto pericoloso per tutti. E l'Europa è troppo divisa per essere la forza stabilizzatrice che serve al mondo.
Anatomia di un istante
[modifica]Verso la metà del marzo 2008 ho letto che, stando a un sondaggio pubblicato nel Regno Unito, circa la metà degli inglesi pensa che Winston Churchill sia un personaggio di finzione.[4]
Soldati di Salamina
[modifica]Fu nell'estate del 1994, più di sei anni fa, che sentii parlare per la prima volta della fucilazione di Ráfael Sanchez Mazas.[4]
Note
[modifica]- ↑ a b Citato in Aldo Cazzullo, Nella Barcellona in cerca di eroi neanche Leo Messi si fa arruolare, Corriere.it, 17 dicembre 2017.
- ↑ Da La velocità della luce, traduzione di Pino Cacucci, Editore Guanda.
- ↑ Da Vivere fuori, Internazionale, n. 1062-1064, 1 agosto 2014, p. 9.
- ↑ a b Citato in Giacomo Papi, Federica Presutto, Riccardo Renzi, Antonio Stella, Incipit, Skira, 2018. ISBN 9788857238937
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