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Javier Cercas

Da Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà.
Javier Cercas, 2009

Javier Cercas Mena (1962 – vivente), scrittore e saggista spagnolo.

Citazioni di Javier Cercas

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  • La menzogna più grande è che la Spagna di oggi sia franchista: un oltraggio alle vittime del franchismo, quello vero. La seconda bugia è che la Catalogna fosse antifranchista. Aveva ragione Vázquez Montalbán: nell'ora più nera della dittatura gli antifranchisti di Barcellona avrebbero potuto prendere tutti lo stesso autobus.[1]
  • Parlare molto di se stessi è il modo migliore per nascondersi.[2]
  • Per sapere chi siamo, tutti abbiamo bisogno di vederci da fuori.[3]
  • Viviamo la crisi più grave del dopoguerra. Rischiamo di diventare un'Irlanda del Nord senza le bombe. Gli arresti alimentano il vittimismo, che è il carburante del nazionalismo.[1]

Intervista di Annalisa Cuzzocrea, repubblica.it, 5 marzo 2026

  • Tutti noi sogniamo un mondo retto dal diritto internazionale, almeno per me è così. Ma quel diritto Donald Trump e Vladimir Putin lo stanno distruggendo perché entrambi riconoscono un'unica regola, quella del più forte.
  • [Sulla guerra d'Iran] Le persone come me pensano che sia meglio vivere in un mondo in cui ci sono regole e non capisco come si possa condannare quello che succede in Ucraina o a Gaza e invece accettare quello che fa Trump in Iran.
  • Se fare una cosa buona dà un guadagno dal punto di vista elettorale, a me va bene. Il problema è quando quel guadagno arriva dal fare cose malvagie. Se Sanchez avrà un beneficio dopo aver preso una posizione corretta, non potrò che dirgli bravo. E io non sono un suo fan, l'ho votato, ma in seguito anche molto criticato.
  • Siamo in un momento di depressione democratica e bisogna fare attenzione a usare le giuste definizioni. Sono sicuro che il fenomeno Trump negli Stati Uniti non possa essere definito fascismo, e allo stesso tempo credo che possa essere peggio.
  • [Sulla crisi economica del 2008-2014] [...] il sisma che ha provocato ha portato alla nascita e al consolidamento di quel che io chiamo nazional–populismo. Che ha sì alcuni tratti del fascismo e del totalitarismo, ma è addirittura più pericoloso.
  • I totalitarismi hanno sempre denunciato la democrazia come non funzionante, e pretendevano di sostituirla. Gli assalitori del 6 gennaio invece credevano di agire in difesa della democrazia. [...] Il nazional populismo attacca la democrazia con la bandiera della democrazia. È quello che fa Orbán in Ungheria ed è quello che sta facendo Trump: svuotare la democrazia. È un gioco più sottile, più cinico, più furbo.
  • [Sulla guerra d'Iran] Nessuno può negare che la fine del regime atroce degli ayatollah sarebbe magnifica per il mondo e per gli iraniani, ma l'intervento militare è molto pericoloso per tutti. E l'Europa è troppo divisa per essere la forza stabilizzatrice che serve al mondo.

Incipit di alcune opere

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Anatomia di un istante

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Verso la metà del marzo 2008 ho letto che, stando a un sondaggio pubblicato nel Regno Unito, circa la metà degli inglesi pensa che Winston Churchill sia un personaggio di finzione.[4]

Soldati di Salamina

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Fu nell'estate del 1994, più di sei anni fa, che sentii parlare per la prima volta della fucilazione di Ráfael Sanchez Mazas.[4]

Note

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  1. a b Citato in Aldo Cazzullo, Nella Barcellona in cerca di eroi neanche Leo Messi si fa arruolare, Corriere.it, 17 dicembre 2017.
  2. Da La velocità della luce, traduzione di Pino Cacucci, Editore Guanda.
  3. Da Vivere fuori, Internazionale, n. 1062-1064, 1 agosto 2014, p. 9.
  4. a b Citato in Giacomo Papi, Federica Presutto, Riccardo Renzi, Antonio Stella, Incipit, Skira, 2018. ISBN 9788857238937

Altri progetti

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