Jean-Paul Marat

Da Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà.
Jump to navigation Jump to search
Jean-Paul Marat in una litografia del 1824

Jean-Paul Marat, detto l'amico del popolo (1743 – 1793), politico, medico, giornalista e rivoluzionario francese.

Citazioni di Jean-Paul Marat[modifica]

  • Mi scusino i leggitori se oggi li intrattenga di me: non è né amor proprio né fatuità, ma desiderio di meglio servire la cosa pubblica. Come farmi un delitto di mostrarmi tal qual sono, quando i nemici della libertà non cessan di rappresentarmi come un pazzo, un antropofago, un tigre assetato di sangue, onde impedirmi il bene che vorrei fare? Nato con un cuore sensibile, una immaginazione di fuoco, un carattere bollente, franco, tenace, uno spirito retto, un cuore aperto a tutte le passioni esaltate, e soprattutto all'amor della gloria; allevato colle più tenere cure nella casa paterna, son giunto alla virilità senza essermi mai abbandonato alla foga delle passioni. A ventun anni era puro, e da lungo tempo già dato allo studio ed alla meditazione.[1]

Citazioni su Jean-Paul Marat[modifica]

  • Marat era il rappresentante del proletariato moderno: egli introduceva nella scena politica quella moltitudine fin allora relegata nella propria impotenza, e bruttata dai suoi cenci. Quel che spingeva Marat a questa parte non era soltanto passion di dominazione, ma ancora la passione di riabilitare le classi povere della specie umana. (Alphonse de Lamartine)
  • Marat non si limitava più a far uscire la voce dai sotterranei che abitava, come un gemito dal fondo del popolo; ma si mostrava con affettazione alla moltitudine, ai Giacobini, ai Cordiglieri, al palazzo di città, alle sezioni, in tutti i tumulti. Ormai cominciava ad emanciparsi dalla tutela di Danton che aveva lungo tempo brigata e subìta, e cominciava a disputare a Robespierre gli applausi dei Giacobini. Quest'ultimo non prometteva al popolo che il regno delle leggi popolari che ripartirebbero più equamente il benessere sociale fra tutte le classi: Marat prometteva rovesciamenti completi, e prossime spoglie; l'uno conteneva il popolo colla sua ragione, l'altro lo trascinava colla sua follia; il primo doveva essere più rispettato, l'altro più paventato. (Alphonse de Lamartine)
  • Se studiamo il pensiero dei più illustri fra i montagnardi e i giacobini, Danton e Marat, vediamo come essi non abbiano concepito, sia pure a diversi livelli, un sistema sociale preciso. Danton predicava contro la ricchezza e gli abusi che derivavano dall'ineguaglianza ma erano mere dichiarazioni, anche se sincere. A Marat si è attribuito qualcosa di più. Il suo pensiero sociale fu più radicale ma egli non fu mai il feroce predicatore della legge agraria che i suoi nemici presentarono alla storia per spaventare i possidenti. (Albert Soboul)

Note[modifica]

  1. Da un articolo su L'Ami du peuple, citato in Alfonso de Lamartine, Storia dei girondini, versione italiana con note di Raffaele Colucci, vol. II, Stamperia dell'omnibus, 1851, libro XXXVIII, pp. 188-189.

Voci correlate[modifica]

Altri progetti[modifica]