Jeanne-Marie Leprince de Beaumont

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Jeanne-Marie Leprince de Beaumont

Jeanne-Marie Leprince de Beaumont, nata Vaimboult (1711 – 1780), scrittrice francese.

La bella e la bestia[modifica]

Incipit[modifica]

Carlo Collodi[modifica]

C'era una volta un mercante che era ricco sfondato. Aveva sei figliuoli, tre maschi e tre femmine; e siccome era un uomo che sapeva il vivere del mondo, non risparmiò nulla per educarli e diede loro ogni sorta di maestri. Le sue figlie erano bellissime: la minore soprattutto era una maraviglia, e da piccola la chiamavano la bella bambina, e di qui le rimase il soprannome di Bella, che fu poi cagione di gran gelosia per le sue sorelle.

Gabriella Messi[modifica]

C'era una volta un mercante che era molto, ma molto ricco. Aveva sei figli, tre ragazze e tre ragazzi. E quel mercante, poiché era un uomo intelligente, non badò a spese per la loro educazione, scegliendo i migliori insegnanti. Le figlie erano bellissime, ma era soprattutto la minore a essere ammirata tanto che, quando era piccina, la chiamavano soltanto Bella Bimba, e così questo nome le rimase, suscitando le gelosie delle sorelle.

Citazioni[modifica]

  • "Conosco degli uomini che sono più mostri di voi", disse Bella, "e quanto a me, mi piacete più voi con codesta vostra figura, di tant'altri che, sotto l'aspetto d'uomo, nascondono un cuore falso, corrotto e sconoscente."
  • "Bella", le disse questa Signora, che era una fata e di quelle coi fiocchi, "venite a ricevere la ricompensa della vostra buona scelta: voi avete preferito la virtù alla bellezza e allo spirito, e meritate per questo di trovare tutte quelle cose raccolte in una sola persona. Voi state per diventare una gran Regina: ma spero che il trono non vi farà scordare le vostre virtù. Quanto a voi, mie care signore" disse la fata alle due sorelle della Bella "conosco il vostro cuore e tutta la cattiveria che c'è dentro: diventerete due statue; ma nondimeno serberete il lume della ragione sotto la vostra forma di pietra. Starete alla porta del palazzo di vostra sorella; e non vi impongo altra pena che quella di essere testimoni della sua felicità. Non potrete ritornare nello stato primiero, se non quando riconoscerete i vostri errori: ma ho una gran paura che dobbiate restare statue per sempre. Si può correggere l'orgoglio, le bizze, la gola, la pigrizia; ma la conversione di un cuore invidioso e cattivo è una specie di miracolo."

Citazioni su La bella e la bestia[modifica]

Incipit di Il principe amato[modifica]

C'era una volta un Re, il quale era proprio una persona tanto perbene, che i suoi sudditi lo chiamavano il Re buono. Un giorno, mentre trovavasi a caccia, accadde che un coniglio bambino, che stava lì per essere ucciso dai cani, venne a gettarsi fra le sue braccia.
Il Re fece delle carezze alla povera bestiolina e disse:
"Giacché si è messo sotto la mia protezione, non voglio che nessuno gli faccia del male".

Film[modifica]

Bibliografia[modifica]

Altri progetti[modifica]