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Fiaba

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Cappuccetto rosso (Gustave Doré, 1862)

Citazioni sulla fiaba.

  • Care fiabe che commossero i popoli del tempo dei tempi, e che rallegrano, allorché volte in prosa, i ragazzi d'oggi. (Olga Visentini)
  • Edulcorare le favole è un doppio errore: è ingannare i piccoli e allontanarli da un genere potenzialmente utile in pedagogia. I piccoli normali, diligenti torturatori di mosche cui strappano le ali e le zampe a una a una, preferiscono decisamente le favole orride e scabrose, e hanno ragione da vendere. Diamogli le favole più orride e scabrose, le rileggeranno da adulti, ancora con profitto. (Sergio Ricossa)
  • Io credo che le fiabe, quelle vecchie e quelle nuove, possano contribuire a educare la mente. La fiaba è il luogo di tutte le ipotesi: essa ci può dare delle chiavi per entrare nella realtà per strade nuove, può aiutare il bambino a conoscere il mondo. (Gianni Rodari)
  • L'analisi delle forme della fiaba è possibile e con la medesima precisione con la quale viene elaborata la morfologia delle formazioni organiche. (Vladimir Jakovlevič Propp)
  • La leggenda può servire alla storia e la fiaba alla vita: ma storia e vita non sono poi l'una continuazione dell'altra? (Olga Visentini)
  • La leggenda è del popolo, la fiaba è per il fanciullo: ma l'una e l'altra si somigliano fin quasi a identificarsi: infatti, i popoli nelle loro origini storiche e le creature nella loro infanzia vedono il mondo con lo stesso sguardo: par quasi che un prisma azzurro sia posto tra il loro occhio e quello che gli uomini adulti chiamano la Realtà. (Olga Visentini)
  • Morfologicamente possiamo chiamare fiaba un qualunque svolgimento che da un danneggiamento o da una mancanza, attraverso funzioni intermedie, giunge al matrimonio o altre funzioni utilizzate in qualità di conclusione [...] Un tale svolgimento è stato da noi definito passo. Ogni nuovo danneggiamento, ogni nuova mancanza genera un nuovo passo. Una sola fiaba può comprendere più passi [...] un passo può seguire immediatamente all'altro; essi però possono anche intrecciarsi. (Vladimir Jakovlevič Propp)
  • Nelle favole i fantasmi d'onnipotenza sono e restano dominanti. Proprio là dove dobbiamo inchinarci maggiormente di fronte alle forze della natura, la favola ci soccorre con i suoi motivi tipici. Nella realtà siamo deboli: per questo gli eroi delle favole sono forti e invincibili; nella nostra attività e nel nostro sapere siamo limitati e ostacolati dal tempo e dallo spazio: per questo gli eroi delle favole vivono in terno, sono contemporaneamente in cento posti diversi, leggono l'avvenire e conosocno il passato. Pesantezza, durezza, impenetrabilità della materia ci si oppongono e ci ostacolano: nelle favole, invece, l'uomo possiede ali, il suo sguardo penetra attraverso le pareti, la sua bacchetta magica gli apre ogni porta. (Sándor Ferenczi)
  • Tutte le favole parlano di oppressione femminile. La bella e la bestia illustra la sindrome di Stoccolma: Bella si innamora della bestia che l'ha imprigionata. La sirenetta deve perdere la voce per avere un fidanzato e non mi far parlare di Biancaneve. (Sex Education)

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