La guerra dei Roses

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La guerra dei Roses

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Titolo originale

The War of the Roses

Lingua originale inglese
Paese Stati Uniti
Anno 1989
Genere commedia nera
Regia Danny DeVito
Soggetto Warren Adler
Sceneggiatura Michael J. Leeson
Produttore James L. Brooks, Arnon Milchan
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

La guerra dei Roses, film statunitense del 1989 con Michael Douglas, regia di Danny DeVito.

Frasi[modifica]

  • [All'avvocato divorzista] Mi scusi, avvocato Thurmond, bieco, lercio, schifoso pezzetto di merda: adesso io vorrei dire due parole alla mia signora. [a Barbara] Se questa è una gara di caduta rapida verso il basso, hai vinto: mostrandogli la mia lettera sei piombata di botto nel più profondo strato di merda fossile uscita dal buco di culo del più stronzo degli ominidi. (Oliver)
  • Le scarpe. Quelle sì che è brava a comprarle! Le scarpiere che ho comprato io... in quella casa camminavi sulle scarpe! (Oliver)
  • Barbara [parlando del fatto di vivere nella stessa casa]: È la cosa più idiota che tu abbia mai fatto!
    Oliver [riferendosi al loro matrimonio]: Diciamo pure la seconda!
  • Poi dicono che hanno nove vite! (Oliver) [dopo aver ucciso la gatta investendola]
  • [...] una coppia di ricchi francesi aveva ordinato un servizio particolare, ma al momento che era pronto stavano divorziando. Così lei mandò in briciole la sua metà e io convinsi lui a venderci il resto a metà prezzo per farle un dispetto. Ecco qua, e questa è la storia dei Bacarat. [fa tintinnare il bicchiere] (Oliver)
  • Non guarderò ancora l'orologio. Il mio onorario è 450 dollari l'ora. Quando un uomo che guadagna 450 dollari l'ora vuole raccontarle qualcosa gratis, deve ascoltare. (Gavin)
  • Quattro cose dicono alla gente com'è un uomo: la sua casa, la sua macchina, sua moglie e le sue scarpe. (Gavin)
  • Amor mio al momento che leggi questo, me ne sarò andato. La mia vita è stata piena più di quanto sognassi. Tutto quello che ho e quello che sono, io lo devo a te. Tu mi hai dato il coraggio di superare me stesso, la forza di [...] io giaccio qui, sentendo che la mia vita mi sta abbandonando. Mi aggrappo alla tua immagine, che porterò con me per l'eternità. Io ti idolatro. Ringrazio Dio di avermiti data. (Oliver, da una lettera a Barbara)
  • Mi scusi, avvocato Thurmond, bieco, lercio, schifoso pezzetto di merda: adesso io vorrei dire due parole alla mia signora. Se questa è una gara di caduta rapida verso il basso, hai vinto: mostrandogli la mia lettera sei piombata di botto nel più profondo strato di merda fossile uscita dal buco di culo del più stronzo degli ominidi. (Oliver)
  • Un civile divorzio è una contraddizione in termini. (Gavin)
  • Mio padre diceva sempre che l'uomo non può mai battere la donna quando si tratta di amore o di vendetta. (Gavin)
  • Non esiste vittoria, solo gradazioni di sconfitta. (Gavin)

Dialoghi[modifica]

  • Barbara: Stephanie Ha chiamato per ringraziarci della cena di ieri sera.
    Oliver: Sì?
    Barbara: E ha detto che il mio pâté era così buono che dovrei pensare di farne un'attività.
    Oliver: Ah-ah...
    Barbara: Le ho chiesto se diceva sul serio e lei ha detto di sì. Così gliene ho mandato mezzo chilo e me lo ha pagato trentacinque dollari. Mi ero quasi scordata di cosa volesse dire guadagnare.
    Oliver: Hai venduto fegato ai nostri amici?
    Barbara: Mi ha pagato in contanti, Oliver. Una sensazione così diversa da quando incasso un tuo assegno. Mi ha dato la voglia di cambiare la Volvo con una di quelle, sai, con quattro ruote motrici, con grosse gomme artigliate, il motore da duecento cavalli... E l'ho fatto, la ritiro domani.
    Oliver: Grazie infinite per avermelo detto, io... ehm, sei convinta che ne avessi bisogno? Insomma, la Volvo è una buona macchina e...
    Barbara: La pagherò con i miei soldi.
    Oliver: Sì, ma quanto costa?
    Barbara: Sì, lo so, è alquanto folle, ma... La volevo. Ok? Venticinquemila.
    Oliver: Allora dovrai vendere solo altri duemila chili di pâté.
  • [Alle tre del mattino Barbara sveglia Oliver]
    Barbara: Non ero certa del perché non ero venuta all'ospedale, ma ora forse lo so.
    Oliver: Io oggi volevo buttarmelo dietro le spalle, ok?
    Barbara: Ok. Stavo correndo verso l'ospedale, ma sapevo che stavi bene perché non ho mai pensato che qualcosa di davvero grave potesse accadere a me, ai ragazzi o a te. Io stavo facendo l'autostrada e a un tratto ho avuto fortissima la sensazione che tu fossi morto. Ho capito che cosa avrebbe significato restare sola in questa casa e la mia vita senza di te. Ero così spaventata che ho dovuto accostare.
    Oliver: Ah... Be', adesso non devi più aver paura. [le dà delle pacche di consolazione]
    Barbara: Ho avuto paura perché mi sentivo felice.
    Oliver [accendendo al luce]: Felice perché io ero morto?!
    Barbara: Ero felice d'essere libera, come se mi fossi tolta un peso.
    Oliver: Come se ti fossi tolta un peso?
    Barbara: Sì!
    Oliver: E-e io come dovrei reagire se dici che speravi che fossi morto?!
    Barbara: Ho pensato che dovevo dirtelo.
    [Oliver esce dalla camera, ma poi rientra]
    Oliver: Io credo che tu mi debba delle scuse, Barbara. Se hai qualcosa da dirmi io sono qua.
    Barbara: Io voglio il divorzio.
    Oliver: No, ma che divorzio?! Ma cosa dici, neanche per sogno!
    Barbara: Non sai quanto ci ho riflettuto. Io proprio non voglio più essere sposata con te.
    Oliver: Ma-ma perché mai vuoi divorziare? Insomma, ti ho fatto qualcosa o non-non ti ho fatto qualcosa?
    Barbara: Non riesco a specificare i motivi, Oliver.
    Oliver: Be', provaci!
    Barbara: Non ci voglio provare!
    Oliver: Eh... c'è qualcun altro? Un altro uomo?
    Barbara: No.
    Oliver: Una donna.
    Barbara: Ti piacerebbe!
    Oliver: Insomma, io in caso dovrei chiedere il divorzio! Voglio dire, quello portato all'ospedale in preda a una grave...
    Barbara: ...indigestione.
    Oliver: Sì-sì-sì... Sei una grande esperta nell'arte di farmi passare per cretino.
    Barbara: Ok, ok. Ok, mi dispiace. SOno io la cattiva, diamo a me tutte le croci addosso.
    Oliver: No! No! A me forse occorre... io credo che sia opportuno dopo un bel po' di bellissimi anni passati insieme che tu mi dia una fondata ragione! Io mi sono fatto un culo così per guadagnare abbastanza da farti vivere da nababba e ora me la devi una ragione che abbia un senso! E sentiamola! Fuori! Sentiamola! Sentiamola!
    Barbara: Perché quando ti guardo mentre mangi, quando ti guardo addormentato, anche solo a guardarti, mi viene una gran voglia di spaccarti la faccia!
    Oliver: Spaccamela! Spaccami la faccia! Ah-ah. Vuoi spaccarmi la faccia... [Barbara gli molla un pugno]
  • Barbara: Se finirò per stare insieme, allora questa è la più romantica notte di tutta la mia esistenza. Se così non sarà, sono una bella cagna in calore.
    Oliver: Questa è una storia che racconteremo ai nostri nipotini.
  • Mrs. Marshall: Oddio! C'è un sapore che non riconosco... No, non dirmelo! Aspettate... dunque... non ci sono delle mele?
    Mr. Marshall: Tu fai un dolce con le mele, vero cara?
    Mrs. Marshall: No! Se non intendi le mele al forno.
    Mr. Marshall: Forse prugne?
    Mrs. Marshall: No, un momento, eh... questo è un sapore molto particolare...
    Mr. Marshall: Uva passa?
    Mrs. Marshall: Non ci sono pere?
    Barbara: Fichi freschi... con del Cognac.
  • Oliver: Sarà meglio che ti trovi un avvocato con le palle.
    Barbara: Il meglio che puoi pagarmi.
  • Barbara: Hai mai fatto l'amore con rabbia?!
    Gavin: C'è un altro modo?
  • Oliver: Ora sarà meglio che vada a pisciare sul pesce. [va in cucina a fare pipì sul pesce al forno]
    Oliver: Oliver, quelle persone sono clienti. Stai compromettendo i miei affari. Ho il redattore culinario del Post di là! [...] Io non ti umilierei mai così.
    Oliver: Ti manca lo strumento.
    [...]
    Ospite [agli altri ospiti]: Sembra sia in corso una baruffa in famiglia. Non so se sia meglio andarsene, però decisamente consiglio di saltare la portata del pesce.
  • [Minacciando di sfasciargli l'auto d'epoca Morgan Plus 4 salendoci sopra con un possente GMC Jimmy]
    Barbara: Scendi cocchino.
    Oliver: Prima mi dovrai uccidere.
  • Barbara: Grazie per il vino. Spero che non sia avvelenato.
    Oliver [mangiando l'antipasto da lei preparato]: Idem per questo.
  • Oliver: Nessuna che fa un pâté così buono può essere tanto cattiva.
    Barbara: Dipende da con che cosa è fatto quel pâté.
    [Dopo una lunga pausa Barbara si mette ad abbaiare]
    Oliver: Benny?
    Barbara: Un cane buono fino all'ultimo morso.
    Oliver: No! [capovolge il tavolo]
  • Oliver: [...] potrei convincerla a rinunciare alla casa.
    Gavin: No! No, Oliver. Non verrai a patti con lei, la eviterai. Le donne possono essere molto più cattive di quanto ti immagini. Non sottovalutarle come avversari, proprio non provarci.

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