Jan Struther

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Jan Struther, nata Joyce Anstruther, pseudonimo di Joyce Maxtone Graham (1901 – 1953), scrittrice e poetessa britannica.

La signora Miniver[modifica]

Incipit[modifica]

"Era una bella cosa", pensava la signora Miniver, mentre faceva un cenno di saluto alla fioraia e riprendeva il cammino, stringendo tra le braccia, con una gioia un po' cerimoniosa e come se fosse una cornucopia, un bel mazzo di crisantemi. Era una bella cosa tornare alla tranquillità, dopo aver riposto i ricordi estivi quasi in un astuccio, riprendere le abitudini consuete, il corso normale della vita di cui le vacanze rappresentavano un intermezzoinsignificante. Non che le piacessero le vacanze; ma provava sempre – ed era questa forse la misura della sua particolare felicità – un certo sollievo quando esse giungevano al termine.

Citazioni[modifica]

  • Oggigiorno un'automobile forma parte integrante della vita di ciascuno, è l'accompagnamento sonoro e visivo di tanti pensieri, sentimenti, conversazioni e decisioni, che viene ad assumere l'importanza di una delle stanze di casa. E il separarsene, quali che ne siano le deficienze, è come il perdere un elemento del proprio ambiente familiare. (p. 16)
  • Solo le parole valgono a fissare uno stato d'animo; esse sole sono un'arma sicura contro l'oblio. (p. 26)
  • Uno dei vantaggi dell'Inghilterra, sui paesi che hanno un clima ragionevole è quello di permettere più di una volta all'anno l'esclamazione: "questo è il primo giorno di primavera!" (p. 67)
  • Un certo grado di non comprensione (da non confondere con l'incomprensione) è l'unico santuario che un essere umano può offrire ad un altro, nella devastatrice intimità di un matrimonio felice. (p. 83-84)

Bibliografia[modifica]

  • Jan Struther, La signora Miniver, traduzione di Giorgio Jarach, Oscar Mondadori, Milano, 1965.

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