La traviata

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La traviata – Lo scandalo al tavolo da gioco

La traviata, opera lirica in tre atti musicata da Giuseppe Verdi su libretto di Francesco Maria Piave.

Incipit[modifica]

Salotto in casa di Violetta. Nel fondo è la porta che mette ad altra sala; ve ne sono altre due laterali; a sinistra, un caminetto con sopra uno specchio. Nel mezzo è una tavola riccamente imbandita. (Violetta, seduta sopra un divano, sta discorrendo col Dottore e con alcuni amici, mentre altri vanno ad incontrare quelli che sopraggiungono, tra i quali sono il Barone e Flora al braccio del Marchese.)

Coro I Dell'invito trascorsa è già l'ora...
Voi tardaste...
Coro II Giocammo da Flora,
e giocando quell'ore volâr.
Violetta (Andando loro incontro) Flora, amici, la notte che resta
D'altre gioie qui fate brillar...
Fra le tazze è più viva la festa...
Flora e Marchese E goder voi potete?
Violetta Lo voglio;
al piacer m'affido, ed io soglio
col tal farmaco i mali sopir.
Tutti Sì, la vita s'addoppia al gioir.

Atto I[modifica]

  • Libiam ne' lieti calici | che la bellezza infiora, | e la fuggevol ora | s'inebri a voluttà. | Libiam ne' dolci fremiti | che suscita l'amore, | poiché quell'occhio al core | onnipotente va. | Libiamo, amor fra i calici | più caldi baci avrà. (Alfredo: scena II) [brindisi]
  • Di quell'amor ch'è palpito | dell'universo intero, | misterïoso, altero, | croce e delizia al cor. (Alfredo: scena III)

Atto II[modifica]

  • Pura siccome un angelo. (Germont: scena V)
  • Alfredo, Alfredo — di questo core | non puoi comprendere — tutto l'amore. (Violetta: scena XV)

Atto III[modifica]

  • Addio del passato – bei sogni ridenti, | le rose del volto – già sono pallenti. (Violetta: scena IV)
  • Ah, della traviata sorridi al desìo; | a lei, deh, perdona; tu accoglila, o Dio. | Or tutto finì. | Le gioie, i dolori tra poco avran fine, | la tomba ai mortali di tutto è confine! (Violetta: scena IV)
  • Parigi, o cara, noi lasceremo, | la vita uniti trascorreremo. (Alfredo: scena VI)

Citazioni su La traviata[modifica]

  • La celebre grande aria "Addio, del passato bei sogni ridenti" di La Traviata è il primo spunto per uno struggimento patetico, che poi, con il favore della stagione, matura in un idillio amoroso. Siamo perfettamente calati in quel clima che cinquant'anni dopo sarà affettuosamente rievocato con scaltrissima ironia da Gozzano, come sappiamo, in "L'amica di Nonna Speranza". (Stefano Verdino)
  • Se il finale di «Traviata» e l'ultimo movimento della Sesta Sinfonia di Caikovsky prevedono entrambi morte e tragedia, non credo sia giusto mantenere lo stesso sentimento: in «Traviata» la morte non ha quella connotazione temporale e fatale che ha la «Patetica». È l'ascoltatore che deve piangere, non la musica. (Jurij Chatuevič Temirkanov)

Bibliografia[modifica]

  • Francesco Maria Piave, La traviata, espressamente composta pel Gran Teatro La Fenice da rappresentarsi nella stagione di Carnovale e Quadragesima, Venezia, Coi tipi di Teresa Gattei, 1852.

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