Lorenzo Gigli

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Lorenzo Gigli, scrittore, critico teatrale italiano.

Cecov con Cecov[modifica]

Incipit[modifica]

Cecov spiegato con Cecov
In una lettera del 1902 all'amico Alessandro Tikhonov si legge:«Tu dici che il pubblico piange ai miei lavori. Altri mi hanno rivelato la stessa cosa. Ma io non li ho scritti per ottenere questo risultato. La colpa è di Alexeiev (Stanislavskij) il quale trasforma i miei "caratteri" in bambini piagnucolosi. Io volevo dire onestamente alla gente: – Date uno sguardo a voi stessi e vedete come grame e desolate sono le vostre esistenze! – L'importante per me è che la gente si rende conto di ciò, perché, quando lo faccia, riuscirà poi a crearsi un altro e migliore modo di vita. Io non vivrò abbastanza per vederlo, ma so che esso sarà completamente diverso dal nostro. E finché questo differente modo di vita non sia per diventare una realtà, io continuerò a dire alla gente: Per favore, rendetevi conto che la vostra esistenza è grama e desolata! – Non mi pare che ci sia motivo di piangere per questo».

Citazioni[modifica]

  • Non si addice a Cechov l'etichetta convenzionale di poesia della inutilità dell'azione, di bardo dell'accettazione passiva della sconfitta: egli non è da classificare tra gli «infifferenti» poiché l'indifferenza sempre gli apparve come la paralisi dello spirito, «una morte prematura». La biografia di Cechov, del resto, dimostra la estensione della sua filosofia nel senso della vitalità. (p. 40)
  • L'importante è che, comunque interpretato e recitato, il teatro di Cechov è teatro di poesia, e il pubblico ne riconosce l'autenticità sotto qualunque forma esso gli sia offerto.

[Lorenzo Gigli, Cecov con Cecov, in Il Dramma diretto da Lucio Ridenti n. 158, 1952.]