Louisa May Alcott

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Louisa May Alcott

Louisa May Alcott (1832 – 1888), scrittrice statunitense.

Citazioni di Louisa May Alcott[modifica]

  • Dieta vegetale e dolce riposo. Cibo animale e incubi. Cogli il tuo corpo dal frutteto; non strapparlo dal macello. Senza la dieta carnivora non potrebbe esserci alcuna sanguinosa guerra.[1]
  • È più semplice occuparsi delle rifiniture quando le basi sono solide. Nessuna doratura ha valore se il legno non è stato trattato a dovere. (da Gli otto cugini, cap. 14; 2015)

Jack e Jill[modifica]

Incipit[modifica]

Laura Barbini[modifica]

«Viva la neve!» era il grido generale in un chiaro pomeriggio di dicembre, mentre tutti i ragazzi e le ragazze del villaggio di Harmony, stavano godendosi all'aria aperta la prima buona nevicata della stagione. Essi se ne andavano su e giù per tre lunghi sentieri, così in fretta come potevano permetterlo le gambe o le slitte. Un sentiero liscio conduceva su di una radura; un altro attraversava lo stagno sul quale i pattinatori si abbandonavano in velocissime giravolte, il terzo alla cima della collina scoscesa finiva ripidamente ad uno steccato accanto alla strada. Ivi, alcuni giovanotti e fanciulle stavano seduti o appoggiati per riposarsi dopo una corsa eccitante, e riposandosi si divertivano a criticare i loro compagni.

Laura Ferajorni Guicciardi[modifica]

«Pista!» era il grido generale che risonava continuamente in un luminoso pomeriggio di dicembre, quando tutti i ragazzi e le ragazze di Harmony Village erano usciti a godere la prima neve della stagione. Su e giù, su e giù per tre lunghi pendii, i ragazzi salivano e scendevano con tutta la rapidità permessa dalle loro gambette e dalle slitte. Una pista scendeva dolcemente nel prato e qui si riuniva il mondo dei piccini; un'altra passava veloce sullo stagno, dove i pattinatori sfrecciavano come insetti sulle acque stagnanti; la terza, partendo proprio dalla cima dell'erta collina, terminava bruscamente contro uno steccato, eretto sull'alta scarpata che scendeva a picco sulla strada. Alcuni fanciulli e alcune fanciulle si erano seduti o appoggiati a questo steccato per riposarsi dopo una corsa emozionante e intanto si divertivano a criticare i loro compagni, ancora assorti nel più piacevole degli sport.

Citazioni[modifica]

  • Uno degli aspetti più dolci del dolore e della sofferenza è che ci mostrano quanto siamo amati, quanta bontà c'è a questo mondo, e quanto poco basta per rendere ugualmente felici gli altri quando hanno bisogno di aiuto e di comprensione. (cap. 2; 2016)
  • I giovani spiriti sono meravigliosamente elastici e si risollevano in fretta, così come un fisico in salute guarisce velocemente e si adatta con facilità ai cambiamenti. (cap. 3; 1986)
  • Vorrei tanto diventare una missionaria e andarmene dove la gente butta i bimbi ai coccodrilli. Io li sorveglierei e li raccoglierei: e farei una scuola e li farei crescere e li convertirei al bene. (cap. 4; 1929, p. 50)
  • I ragazzi diventano uomini migliori quando imparano ad usare i propri talenti, non come meri orpelli, ma come strumenti con cui forgiare il proprio avvenire. (cap. 5; 2016)
  • Tutto ha un sapore migliore quando c'è qualcuno che mangia con te. (cap. 6; 2016)
  • È molto più semplice occuparsi dei difetti degli altri, che dei propri. (cap. 7; 2016)
  • Studio e doveri quotidiani sono per la mente un alimento migliore di un indigesto plumcake di letture sensazionali o di insipide caramelle di futile divertimento. (cap. 7; 2016)
  • Siamo padroni delle nostre azioni, ma non delle loro conseguenze. Ricordatene, e pensaci due volte prima di fare qualsiasi cosa. (cap. 7; 2016)
  • La disperazione non dimora mai a lungo nei giovani cuori. (cap. 7; 2016)
  • Ogni parola sincera, ogni azione genuina, per quanto insignificante possa sembrare, si lascia dietro un effetto dolce e duraturo. (cap. 8; 2016)
  • Si sa, è impossibile per due ragazzi stare l'uno accanto all'altro senza farsi i dispetti. (cap. 9; 2016)
  • La musica è un conforto e una gioia, sia per i malati che per i sani. (cap. 10; 2016)
  • Persino i ragazzi più educati, prima o poi, cedono alla tentazione e finiscono nei guai. (cap. 11; 2016)
  • È risaputo: se una ragazza possiede una cosa nuova, anche tutte le altre devono averla. (cap. 13; 2016)
  • La fedeltà nelle piccole cose ci prepara all'eroismo in quelle grandi.(cap. 14; 2016)
  • La nostra coscienza non può venire meno quando ci sono di mezzo l'onore e l'onestà. (cap. 14; 2016)
  • Non si nasce santi; lo si diventa con molte tribolazioni e dolori. (1929, p. 198, cap. 15)
  • Nessun reale cercare è mai in vano. È come la pioggia a primavera: si sa che i fiori arriveranno col bel tempo. (cap. 15; 2016)
  • Le ragazze assimilano le buone maniere con la stessa velocità con cui prendono quelle cattive, e le bambine pestifere spesso si trasformano in donne in gamba. (cap. 17; 2016)
  • Tutte le ragazze dovrebbero imparare, appena cominciano a curarsi del loro aspetto, che la pulizia e la semplicità sono i migliori ornamenti, che avere delle buone abitudini è meglio che avere dei vestiti eleganti e che le maniere più raffinate sono quelle fatte di gentilezza e di bontà. (cap. 17; 2016)
  • Sono un piccolo uccellino | cui i bei voli hanno vietato. | Canto qui e sera e mattino | per colui che m'ha ingabbiato; | e se al Cielo così piace | in prigione trovo pace. || Non si ferma ad ascoltare | quello a cui volgo i miei canti; | si curvò per afferrare | le mie ali un tempo erranti. | Su di me, ecco, improvviso | per udirmi piega il viso. (1929, p. 238, cap. 18)
  • È saggio moderarsi in tutte le cose, nelle parole così come nel mangiare e nel bere. (cap. 19; 2016)
  • Oggi il paese non è più quello di un tempo, ma se ognuno di noi farà la sua parte con dedizione, diventerà un posto anche migliore di allora. (cap. 19; 2016)
  • Spesso si dice che nelle storie per ragazzi non dovrebbe esserci spazio per morte e dolore: non è saggio indugiare sul loro lato triste e buio. Eppure hanno anche un lato radioso e bello, e siccome neppure il bambino più piccolo, più amato e più protetto può sfuggire alla conoscenza del grande mistero, non è forse meglio insegnargli in modo semplice e sereno che l'affetto mitiga il dorore e che una vita felice può rendere la morte bella? (cap. 20; 2016)
  • Non possiamo comprendere molte delle cose che ci addolorano, ma possiamo credere che accadano per un motivo e che tutto avvenga per il nostro bene. (cap. 20; 2016)
  • Le vacanze estive, se spese bene, fanno miracoli nelle menti e nei corpi stanchi. (cap. 21; 2016)
  • Quando l'aiuto umano sembra impossibile, ci rivolgiamo al Signore con la stessa genuinità con cui i bambini in difficoltà invocano il padre e sono certi che egli li udirà e verrà in loro soccorso. (cap. 21; 2016)

Piccoli uomini[modifica]

Incipit[modifica]

Daniela Daniele[modifica]

Il ragazzino lacero, appena sceso dall'omnibus, s'avvicinò all'uomo che stava spalancando il grande cancello.
"Scusi, signore... È questa Plumfield?"
"Sì giovanotto. Ti manda qualcuno?"
"Il signor Laurence. Mi ha dato una lettera per la signora Bhaer.
"E allora entra, coraggio. Va', consegna la lettera e vedrai che sarai ricevuto con tutti gli onori.
Il tono dell'uomo era bonario e il ragazzino, incoraggiato da quelle parole gentili, s'incamminò di buono passo sotto la pioggerella primaverile che bagnava l'erbetta e le prime gemme che ammiccavano sui rami degli alberi.

Angiola Maria Agosti[modifica]

– Scusi, signore, è questa la villa Bhaer che tutti chiamano la «Casa dei Ragazzi»? – domandò un fanciullo che indossava un abito sudicio e lacero, all'uomo che apriva il grande cancello davanti al quale l'omnibus l'aveva lasciato.
– Sì: chi ti manda?
– Il signor Laurence. Ho una lettera per la signora.
– Benissimo: entra allora e va a consegnargliela; la troverai nella casa ed ella ti riceverà senz'altro, piccolo monello.
L'uomo aveva parlato con cortesia ed il fanciullo, avviandosi verso la casa, si era sentito rincuorato da quella buona maniera.

Explicit[modifica]

L'amore infatti è un fiore che sboccia dovunque, compie i suoi dolci miracoli sfidando il gelo dell'autunno e la neve dell'inverno e torna a rifiorire, turgido e fragrante durante il corso dell'anno, rendendo felice chi lo dona e chi lo riceve.

[Louisa May Alcott, Piccoli uomini, collana I Grandi Classici per la Gioventù, traduzione di G. Limentani Pugliese, Edizioni Accademia.]

Incipit di alcune opere[modifica]

I ragazzi di Jo[modifica]

"Se qualcuno mi avesse detto quali straordinari cambiamenti ci sarebbero stati qui, in dieci anni, non ci avrei creduto" disse la signora Jo alla signora Meg mentre sedevano sotto il portico di Plumfield un giorno d'estate, guardandosi intorno piene di soddisfazioni e di orgoglio.
"Questa è la magia che i soldi e il cuore generoso possono creare. Sono sicura che il signor Laurence non potrebbe avere monumento più nobile del collegio che ha così generosamente lasciato in eredità; e una casa come questa, finché esisterà, manterrà sempre viva la memoria di zia March" –rispose la signora Meg sempre contenta di lodare gli assenti.

Piccole donne[modifica]

"Natale non sarà Natale senza regali", borbottò Jo, stesa sul tappeto.
"Che cosa tremenda esser poveri!", sospirò Meg, lanciando un'occhiata al suo vecchio vestito.
"Non è giusto, secondo me, che certe ragazze abbiano un sacco di belle cose e altre nulla", aggiunse la piccola Amy, tirando su col naso con aria offesa.
"Abbiamo papà e mamma, e abbiamo noi stesse", disse Beth, col tono di chi s'accontenta, dal suo cantuccio.
I quattro giovani visi, illuminati dalla vampa del caminetto, s'accesero alle consolanti parole, ma tornarono a oscurarsi quando Jo aggiunse tristemente: "Papà non l'abbiamo e non l'avremo per un bel pezzo". Non disse "forse mai più", ma ognuna, in cuor suo, lo pensò, andando con la mente al padre lontano sui campi di battaglia."

Piccole donne crescono[modifica]

Per poter riprendere in tutta calma il filo della nostra storia, e arrivare così alle nozze di Meg con la mente libera da curiosità insoddisfatte, sarà bene dare un'occhiata alle vicende accadute durante il periodo appena trascorso. E qui lasciatemi dire che se qualcuno dei lettori più in là con gli anni trova che gli avvenimenti che mi accingo a narrare siano un po' troppo sdolcinati (sono sicura che i giovani non faranno certo obiezioni del genere) non potrò che rispondere citando una frase della signora March: "Che cos'altro ci si deve aspettare quando in casa ci sono quattro ragazze piene di vita e, proprio di fronte, un vicino tanto giovane e affascinante?".

Un lungo fatale inseguimento d'amore[modifica]

"Vi dico che non lo sopporto! Farò un gesto disperato se questa vita non cambia presto. Non fa che peggiorare, e spesso sento che sarei disposta a vendere l'anima al Demonio in cambio di un anno di libertà!"
Era stata una giovane voce impetuosa a parlar e un intenso desiderio infondeva forza a quelle parole appassionate, mentre la ragazza si guardava intorno angosciata in quella stanza tetra, come una creatura in gabbia sul punto di liberarsi. Le pareti erano coperte di libri, libri s'ammucchiavano sui tavoli e tutt'intorno al suo unico compagno, un vecchio incartapecorito e inquietante. Questi sedeva su una sedia a rotelle dalla quale gli arti paralizzati non gli permettevano d'alzarsi senza aiuto.

Note[modifica]

  1. Citato in Will Tuttle, Cibo per la pace, traduzione di Marta Mariotto, Sonda, Casale Monferrato, 2014, p. 248. ISBN 978-88-7106-742-1

Bibliografia[modifica]

  • Louisa May Alcott, Gli otto cugini, traduzione di Jessica Pelide, Vento dell'Est, 2015.
  • Louisa May Alcott, I ragazzi di Jo, traduzione di Daniela Daniele, Einaudi.
  • Louisa May Alcott, Jack e Jill, traduzione di Laura Barbini, Giuseppe Carabba Editore, Lanciano, 1929.
  • Louisa May Alcott, Jack e Jill, traduzione di Laura Ferajorni Guicciardi, Edizioni Paoline, Cinisello Balsamo, 1986.
  • Louisa May Alcott, Jack e Jill. Una storia di paese, traduzione di Jessica Pelide, Vento dell'Est, 2016.
  • Louisa May Alcott, Piccole donne, traduzione di Gianni Pilone Colombo, Rizzoli.
  • Louisa May Alcott, Piccole donne crescono, traduzione di Daniela Daniele, Einaudi.
  • Louisa May Alcott, Piccoli uomini, traduzione di Daniela Daniele, Einaudi.
  • Louisa May Alcott, Piccoli uomini, traduzione di Angiola Maria Agosti, Edizioni Paoline, 1976.
  • Louisa May Alcott, Un lungo fatale inseguimento d'amore, traduzione di Rossella Bernascone, Rizzoli.

Voci correlate[modifica]

Altri progetti[modifica]

Opere[modifica]