Al 2020 le opere di un autore italiano morto prima del 1950 sono di pubblico dominio in Italia. PD

Ludovico Dolce

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Ludovico Dolce (1500 – 1568), scrittore e grammatico italiano.

Citazioni di Ludovico Dolce[modifica]

  • Zumelazoli, ovvero temé, latinamente è detto lapislazoli... E dalla sua bellezza è chiamato pietra celeste, overo stellata.[1]

Incipit di Dialogo dei colori[modifica]

MARIO, CORNELIO.

MAR. Tra le molte, anzi infinite cose, che grandissima maraviglia mi porgono Cornelio mio; mentre io vo riguardando questa gran Machina del Mondo, ve n'è una non picciola; anzi forse non minore di qualunque altra, il vedere ogni cosa distinta col suo proprio colore: dalla cui varietà prendono gli occhi infinita contentezza e diletto. Percioche il cielo, la terra, le piante, l'herbe, i fiori, gl'animali brutti, e l'huomo, tutti sono diversi non solo di spetie e di forma; ma di colori. Della cui varietà (per tacere le altre cose) quanta dilettatione ha preso la Natura ne gli augelletti: i quali si veggono così variamente dipinti, e con tanta finezza di colori, che gli occhi nostri non si possono satiare di risguardarli. E certamente apparisce, la stessa Natura esser sopra modo vaga di questa varietà: come si dimostra nell'arco celeste, che da Latini è detto iris; il quale si può dire esser dipinto di mille colori.

Citazioni su Ludovico Dolce[modifica]

  • A Venezia, «centro d'Italia», aveva infatti intrecciato una serie di relazioni con noti personaggi del milieu culturale lagunare: da Ludovico Dolce versatile compositore di tragedie, commedie, rime, al poliedrico e irrequieto Girolamo Ruscelli, «lume e splendore di molte scienze e gran professore delle lettere ebraiche, greche, latine e toscane», che fu, fra mille altre cose, «segretista» di successo nonché esperto di fuochi artificiali e d'artiglieria nei Precetti della militia moderna, tanto per mare quanto per terra; al suo fraterno compare Dionigi Atanagi, revisore dell'Amadigi di Bernardo Tasso, poligrafo occupato in una miriade di attività, correttore anche delle opere di Fioravanti. (Piero Camporesi)

Note[modifica]

  1. Citato in Salvatore Battaglia, Grande Dizionario della Lingua Italiana, Vol. VIII, Unione Tipografico-Editrice Torinese, Torino, 1973, p. 765.

Bibliografia[modifica]

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