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Bernardo Tasso

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Bernardo Tasso

Bernardo Tasso (1493 – 1569), poeta italiano.

  • [Giulia Gonzaga] Donna real, la cui beltà infinita | formò di propria man l'alto Fattore, | perch'accese di suo gentil ardore, | volgeste l'alme alla beata vita, || la cui grazia divina ognun'invita | all'opre degne di perpetuo onore; | ne' cui lumi sereni onesto amore | per un raro miracolo s'addita; || virtù, senno, valore e gentilezza | vanno con voi, come col giorno il sole; | o siccome col ciel le stelle ardenti: || l'andar celeste, il riso e le parole | piene d'alti intelletti e di dolcezza, | son di vostra beltà ricchi ornamenti. (citato in Antonio Colbertaldo, PagineCritiche : Caterina Corner secondo Antonio Colbertaldo, critica letteraria.org, 27 giugno 2013)
  • Napoli, illustrissima e magnifica città, esposta al mezzo giorno, su le falde, anzi in mezzo alle radici del monte di Sant'Ermo [...] e d'alcuni altri piacevolissimi colli si riposa; l'onde mirando dell'imperioso Tirreno. (da una lettera a un amico, 1543-1545; citato in Francesco Abbate, Storia dell'arte nell'Italia meridionale, il Cinquecento, Donzelli editore, 2001, p. 133)
  • Cogliete, o giovinette, il vago fiore | de' vostri più dolci anni, e con Amore | state sovente in lieto e bel soggiorno. (Mentre che l'aureo...)
  • Il Costanza, il Caracciolo, e Ferrante, | Che del tempo il furor s'han preso a scherno, | E rendono il Tirreno alto e sonante, | Piano ed umil nel tempestoso verno. (da Angelo di Costanzo, Le rime d'Angelo di Costanzo, in testimonianze, VI edizione a cura di Anton Federigo Seghezzi)
  • O pastori felici, | Che d'un picciol poder lieti e contenti | Avete i cieli amici, | Né di mar paventate ire o di venti! (citato in Anton Giulio Barrili, La montanara, Fratelli Treves, Milano 1886)
  • Veggio il Danese spirto alto ed egregio, | E poeta e pittor di sommo pregio. (da Amadigi, canto C; citato in Giuseppe Campori, Memorie biografiche degli scultori, architetti, pittori ec. nativi di Carrara, Tipografia di Carlo Vincenzi, Modena, 1873, p. 67)
  • Verrà poi 'l verno, che di bianca neve | suol i poggi vestir, coprir la rosa, | e le piagge tornar aride e meste. (da Mentre che l'aureo...)

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