Ludwig Woltmann

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Ludwig Woltmann (1871 – 1907), antropologo e zoologo tedesco.

Citazioni su Ludwig Woltmann[modifica]

  • Del suo passato socialdemocratico Woltmann conserva la terminologia e parla di evoluzione sociale, di struttura sociale, ma tutte queste categorie vengono da lui convertite in categorie biologico-razzistiche. Cosi, per esempio, il plusvalore è per lui un concetto biologico. La divisione sociale del lavoro «si fonda sulla diversità di caratteristiche fisiche e spirituali». I contrasti di classe sono «latenti contrasti di razza». Su questa base egli modifica l'apologia revisionistica del capitalismo nel senso che questo sarebbe l'ordinamento migliore per la selezione. (György Lukács)
  • Gli uomini di genio e i dominatori secondo l'intrepido Woltmann, erano tutti alti biondi dolicocefali, compreso Gesù Cristo. Se Napoleone, Voltaire, Kant erano bassi ed erano bruni, ci si salvava col colore degli occhi e con l'indice cefalico! Tutti i busti dei Cesari in Campidoglio mostravano il tipo germanico nel cranio e nella faccia. (Ugo Ojetti)
  • [...] nel Woltmann l'ideologia razzista assume una tinta germanica così spiccata, che egli non tollera l'unione dei Tedeschi neanche con altri rami della famiglia nordico-germanica; che egli è ben lontano dalle idee "pan-ariane" sul tipo di quelle che vedremo difese dal Chamberlain; che è addirittura l'uomo germanico che egli si sforza di scoprire in tutte le personalità superiori apparse nei popoli vicini alla Germania; che, infine, è alla razza germanica che egli attribuisce la funzione di «stringere la terra nel suo dominio» e di «fare delle razze passive dei semplici organi subalterni per lo sviluppo della sua civiltà», «Papato e impero - giunge a dire il Woltmann - sono entrambi istituzioni germaniche, strumenti di un dominio destinati ad assoggettare il mondo.» (Julius Evola)
  • Nell'imperialismo come risultato finale della lotta economica e come mezzo per la soddisfazione dei bisogni crede il Woltmann; ed a questa credenza logicamente deve condurlo la teoria antropo-sociologica fondata sulla superiorità naturale di una razza sulle altre. Nessuna meraviglia, quindi, se egli dà addosso alle applicazioni socialistiche dell'antropologia fatte dal De Lapouge[1] e se ammette un collettivismo brutale, in cui ci sia uguaglianza senza libertà in basso e supremazia colla libertà in alto cioè lo sfruttamento e il parassitismo. (Napoleone Colajanni)
  • Woltmann rappresenta un grado superiore del passaggio allo sviluppo reazionario del biologismo. La sua posizione specifica consiste in questo che egli, come ex socialdemocratico (era un revisionista che aveva cercato di conciliare Marx con Darwin e Kant), poteva fare altri passi essenziali nell'adattare la teoria della razza alle necessità dell’imperialismo. Egli sviluppa ulteriormente la tesi formulata da Gumplowicz[2], che le lotte di classe sono essenzialmente lotte di razza, «purificandola» dagli scrupoli e dalle incongruenze di Gumplowicz; accoglie quindi – in una forma adattata ai tempi – certi pensieri di Gobineau e anche elementi della teoria razziale francese ulteriormente sviluppata nel frattempo (Lapouge[1] ecc.). (György Lukács)

Note[modifica]

  1. a b Georges Vacher de Lapouge (1854-1936), antropologo francese.
  2. Ludwig Gumplowicz (1838-1909), sociologo, giurista e poltologo polacco.

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