Al 2019 le opere di un autore italiano morto prima del 1949 sono di pubblico dominio in Italia. PD

Napoleone Colajanni

Da Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà.
Jump to navigation Jump to search
Napoleone Colajanni

Napoleone Colajanni (1847 – 1921), scrittore e politico italiano.

L'Italia nel 1898 (tumulti e reazione)[modifica]

  • [...] guardando alla superficie e alle dichiarazioni di alcuni capi del cartismo, si potrebbe credere che questo movimento celebre, durato circa dieci anni, sia stato essenzialmente politico. Erano, infatti, d'indole politica i famosi sei articoli della Charta del popolo; ma nella intenzione dei cartisti delle due scuole, essi dovevano servire come mezzo per ottenere il miglioramento economico delle masse lavoratrici.
    I promotori ed organizzatori del movimento trovarono grande seguito per lo appunto perché tristissime erano le condizioni economiche degli operai nella grandissima maggioranza.
    Ciò era a conoscenza dei capi del cartismo; tanto che il reverendo Stephens, uno dei più audaci e dei più infervorati, predicava che il cartismo era soprattutto una quistione di forchetta e di coltello! (cap. 1, p. 10)
  • Il saccheggio e la devastazione di Milano ricca e colta [nei moti del 1898] furono inventati per suscitare l'indignazione contro i barbari contemporanei; ma queste menzogne forse non erano sufficienti per determinare l'azione energica del governo.
    Chi poteva assicurare che al Ministero stessero proprio a cuore gl'interessi delle civiltà! Bisognava creare il pericolo delle istituzioni; inventare, perciò, o esagerare le forze e la resistenza dei tumultuanti. Presto fatto: donne e bambini, uomini inermi furono tramutati in combattenti, cui onestamente accordossi anche l'eroismo che faceva comodo. (cap. 7, p. 69)
  • In quanto alle sozze calunnie di chi disse i moti di Milano e del resto d'Italia voluti e preparati dai socialisti e repubblicani agli ordini ed agli stipendi del Papa e della Francia, esse non meritano che il più profondo disprezzo. (cap. 13, p. 246)

Incipit di alcune opere[modifica]

Gli avvenimenti di Sicilia e le loro cause[modifica]

Dopo le elezioni politiche generali del 1890, e più ancora dopo quelle del 1892, la stampa che rispecchia le tendenze, i bisogni e i timori delle classi dirigenti italiane, gittò un grido di allarme, additando una macchia grigia sulla carta geografica d'Italia, che rappresentava la zona dove maggiormente si era rivelato potente per numero di adepti e per organizzazione il socialismo. La macchia era più scura nel Modenese, nella provincia di Reggio Emilia e di Parma; ma si manteneva abbastanza cupa in alcuni punti della provincia di Cremona, nel Mantovano, nel Polesine ecc., mentre si era rischiarata nel più antico centro di diffusione: nelle Romagne.

La Sicilia dai Borboni ai Sabaudi (1860-1900)[modifica]

La sera del 1° febbraio 1893 in un vagone di 1a classe nel tratto della ferrovia Termini-Palermo – e precisamente nei tratto Termini-Trabia-Altavilla – venne barbaramente assassinato il commendatore Notabartolo.
Le eccezionali qualità morali dell'uomo – era notissima la sua rettitudine – la sua posizione sociale, le cariche elevate ch'egli aveva occupato; tutto contribuì a far sí che il doloroso avvenimento destasse una profonda impressione nel paese.
Nell'intera Italia e specialmente in Sicilia si levò un grido d'indignazione, che ebbe anche la sua eco in Parlamento con alcune interrogazioni rivolte (dall'on. Di Trabia e da me) al Presidente del Consiglio e ministro dell'Interno del tempo: l'on. Giolitti.

Nel regno della mafia[modifica]

La sera del 1° Febbraio 1893 in un vagone di 1ª classe nel tratto della ferro­via Termini-Palermo — e precisamente nel tratto Termini-Trabia-Altavilla — venne barbaramente assassinato il Commendatore Notarbartolo.
Le eccezionali qualità morali dell'uomo — era notissima la sua rettitudine — la sua posizione sociale, le cariche elevate ch'egli aveva occupato; tutto contri­buì a far sì che il doloroso avvenimento destasse una profonda impressione nel paese. Nell'intera Italia e specialmente in Sicilia si levò un grido d'indignazione, che ebbe anche la sua eco in Parlamento con alcune interrogazioni rivolte (dall'on. Di Trabia e da me) al Presidente del Consiglio e ministro dell'Interno del tempo: l'on. Giolitti.

Bibliografia[modifica]

Altri progetti[modifica]