Luigi Barzini junior

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Luigi Barzini junior (1908 – 1984), giornalista e opinionista.

  • La sola libertà di pensiero per la quale è essenziale battersi è quella degli altri, anche se eretici. La libertà del pensiero di chi la pensa come me (o, in altri paesi, di chi la pensa come il governo), va da sé. Non c'è problema.[1]
  • Per libertà di pensiero intendo libertà di pensiero.[1]
  • Tutti i pensieri che abbiano validità e pertinenza devono essere espressi in modo civile senza rischio per il pensatore.[1]

Gli italiani[modifica]

Incipit[modifica]

Gli italiani sono soddisfatti e perplessi. Ogni anno, dalla fine della guerra, hanno visto aumentare il numero dei turisti stranieri nel loro paese con un ritmo incredibilmente rapido. Il fenomeno ha ormai raggiunto dimensioni senza precedenti, in pratica inesplicabili e quasi allarmanti. Negli anni cinquanta i turisti rangiunsero, ogni dodici mesi, gli otto, dieci, dodici milioni; poco dopo, appena ieri, divennero quindici, diciassette, diciannove milioni; attualmente hanno superato il limite dei venti milioni, più di un turista ogni due italiani e mezzo e il totale continua ad aumentare. Sembra che, se le circostanze rimarranno favorevoli, i viaggiatori raggiungeranno i trenta milioni entro un decennio, e finiranno con l'uguagliare e addirittura con il superare il numero degi abitanti della penisola. Nulla scoraggia gli stranieri. Nulla li intimorisce. Nulla li ferma. Arrivano in un flusso costante, con ogni mezzo di trasporto e anche a piedi, di giorno e di notte, via mare o attraverso le Alpi. Quello che è appena un rivoletto nei mesi invernali, assume in primavera l'impeto di un fiume e, in aprile, maggio e giugno, si tramuta in un'alluvione monsonica, rompendo ogni argine, coprendo tutto ciò che è visibile. Incomincia a recedere in settembre. Ma non inaridisce del tutto.
Affluiscono da ogni parte dei cinque continenti conosciuti, dalle antiche nazioni dell'Europa e dell'America e da quelle nate di recente in Africa e Asia.

Citazioni[modifica]

  • La vita è una sostanza malleabile, soffice, cedevole, che può essere plasmata in qualunque forma.
  • L'italiano non di rado è capace di pronunciare parole gravi e sincere (suggerite dall'ira, dalla gelosia, dalla necessità di difendre i propri interessi e la propria dignità, o il suo appassionato amore) e, al contempo, di guardare con la coda dell'occhio per accertarsi dell'impressione che sta facendo sugli astanti.
  • Gli italiani in genere sono convinti che raramente i mali dell'uomo possono essere guariti ma solo alleviati, e le catastrofi essere evitate ma solo qualche volta mitigate. Per questo, in ogni loro attività, preferiscono scivolare con eleganza sulla superficie debitamente decorata e lasciare inesplorate le tragiche profondità.
  • In Italia l'uomo non è mai solo con i suoi pensieri, si sente sempre immerso nell'umanità, tutto intorno a lui sembra chiaro e aperto. Rappresentazioni così pittoresche e verosimili degli elementi naturali, dei paesaggi, degli esseri umani e dell'architettura costituiscono una sorta di eterno romanzo sceneggiato.
  • Le menzogne cortesi, così come le lusinghe, sono spesso troppo trasparenti per favorire seriamente gli interessi di chi le impiega.
  • La menzogna cortese e l'adulazione possono certamente riuscire utili in determinate occasioni, ma, nella maggior parte dei casi, debbono essere onestamente classificate tra gli espedienti escogitati per rendere la convivenza umana decorosa e piacevole. Sono lubrificanti che fanno scorrere con minori attriti i rapporti tra uomini. L'adulazione, in qualche modo, fa sì che anche l'uomo più diffidente si senta importante, più fiducioso, e di conseguenza più indulgente, generoso e quasi magnanimo. È così comune in Italia da passare praticamente inosservata.
  • Il sospetto che quanto ci circonda in Italia possa talvolta essere una messa in scena è preoccupante. Empie d'angoscia gli adolescenti che hanno ricevuto un'educazione seria, quando crescono e se ne accorgano. Il piacere che gli stranieri provano nel nostro paese rimane amareggiato, quando essi prolungano il soggiorno, dai dubbi e dalla diffidenza. I diplomatici stranieri a Roma dicono sconsolati: «L'Italia è l'opposto della Russia. A Mosca non si sa niente, eppure tutto è chiaro. A Roma tutto è pubblico, non esistono segreti, ognuno parla, le cose vengono talora ostentate in modo addirittura vistoso, eppure non si capisce niente.»

Bibliografia[modifica]

  • Luigi Barzini, Gli italiani, Arnoldo Mondadori Editore, 1965.

Note[modifica]

  1. a b c Citato in La Fiera Letteraria, Che cos'è la libertà di pensiero, n. 14, aprile 1973.

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