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Luigi Manconi

Da Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà.
Luigi Manconi al Festival internazionale del giornalismo di Perugia nel 2018

Luigi Manconi (1948 – vivente), politico e sociologo italiano.

Citazioni di Luigi Manconi

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Citazioni in ordine temporale.

  • Terminare la propria esistenza in carcere non costituisce un fatto episodico, bensì rappresenta un vero e proprio parametro e un asse portante dell'attuale sistema della reclusione. Se non esiste la pena di morte, esiste la morte per pena.[1]
  • [...] non va dimenticato mai che il carcere è un prodotto umano e come tale va sottoposto a un test di validità. E il criterio fondamentale è quello relativo alla quantità di bene e alla quantità di male che ne derivano. Ovvero: il carcere produce bene se risponde allo scopo per il quale è stato creato. Produce male se non raggiunge il fine al quale è destinato e se determina danni che superino i benefici ottenuti.[1]
  • Anche se nella mentalità collettiva non è immaginabile una pena che prescinda dalla reclusione, non è sempre stato così. Sono state le leggi ordinarie, modificabili da qualsiasi maggioranza parlamentare, a introdurre l'idea che la risposta sanzionatoria dello stato alla violazione delle leggi penali debba consistere nella privazione della libertà, all'interno di un perimetro chiuso e di una cella serrata, per un determinato periodo di tempo. E un simile concetto non lo si trova da nessun'altra parte e tanto meno nella costituzione italiana. È diventato senso comune e norma di legge, per una inveterata abitudine, che risale a qualche secolo fa e che è stata legittimata dall'autorità di Cesare Beccaria, preoccupato delle pene efferate che incrudelivano sui corpi nell'ancien régime. In quel contesto, dunque, il carcere era il male minore: una pena la cui "dolcezza" avrebbe fatto decadere le punizioni più atroci.[1]
  • Se la pena [...] viene considerata esclusivamente per la sua finalità "retributiva" – ovvero compensare la colpevolezza del reo – saremmo in presenza di una misura che ha il solo obiettivo di arrecare dolore, ovvero affliggere il detenuto. E ciò la renderebbe iniqua e sostanzialmente immorale.[1]
  • [...] mai ho definito tout court "razzista" la Lega Nord, nonostante i reiterati tentativi, messi in opera da quest'ultima, per meritarsi un tale appellativo.[2]

Intervista di Giulia Merlo, editorialedomani.it, 28 ottobre 2022

  • Stupisce che una persona considerata anche dagli avversari equilibrata e saggia ricorra a un atto che suona inevitabilmente - uso una parola forte, ma qui ci vuole - intimidatorio, considerata la sproporzione tra il potere di un ministro e quella di un giornale. [Sulla querela di Guido Crosetto al quotidiano Domani]
  • Il titolare di un ministero importante e delicato come quello della Difesa avrebbe tutto l’interesse, innanzitutto personale, a rispondere alle critiche, dissipando anche la più piccola ombra di sospetto o di mancata chiarezza su un tema così cruciale. [Riguardo a potenziali conflitti di interessi di Guido Crosetto al Ministero della Difesa]
  • Crosetto è il ministro della Difesa e ha competenza e potere su questioni che rivelano un qualche rapporto, tutto da verificare e da ”misurare”, con la sua precedente attività lavorativa.
  • Io sono dell’idea che nessuno politico dovrebbe mai querelare un giornalista ma capisco che è qualcosa che mai si otterrà.
  • Detto in modo semplice: io sono favorevole a che i giornalisti e i politici se le diano di santa ragione, entrando nel merito e rispettando un codice di autocontrollo che non richieda il ricorso alla magistratura né alle forze dell’ordine.
  • [...] in generale, il giornalismo italiano è spesso approssimativo e altrettanto spesso inutilmente aggressivo, senza tracciare una linea di demarcazione tra la critica più rigorosa e la pratica del character assassination.

repubblica.it, 22 luglio 2025

  • L'annullamento del concerto nella Reggia di Caserta, diretto dal russo Valery Gergiev, è una piccola, ma importantissima vittoria. Non della democrazia, non esageriamo, pur se lo è di una certa idea di democrazia; e nemmeno della resistenza ucraina contro l'invasione dell'esercito di Mosca.
    È, piuttosto, una piccola ma importantissima vittoria delle vittime. Ovvero della moltitudine di oppressi, carcerati, uccisi — ucraini e dissidenti russi — che, nell'enormità dello scontro geopolitico e della guerra tra apparati militari e sistemi tecnologici, sembrano scomparire.
  • [...] quel direttore d'orchestra è parte integrante della "guerra di Putin". E non da ieri, ma sin dai tempi delle offensive belliche contro la Cecenia e contro la Georgia. Insomma, stiamo parlando di un attivissimo agente dell'imperialismo russo, considerato quanto nella strategia del Cremlino contino la propaganda, la produzione culturale, l'interferenza con le agenzie di formazione del senso comune, la manipolazione delle mentalità e delle coscienze.
  • Sia chiaro, non c'è nel rifiuto verso Gergiev la minima traccia, nemmeno la più piccola, di un atteggiamento russofobico: nessuna tentazione razzistica e nessun pregiudizio verso l'immenso patrimonio culturale di quel paese. Nulla, per capirci, di ciò che ha ispirato la decisione (poi ritrattata) dell'Università di Milano Bicocca di annullare il corso su Dostoevskij tenuto da Paolo Nori.
  • Nelle scorse settimane, a favore del concerto di Gergiev, si sono espressi in tanti. La gran parte, ahinoi, ha addotto le stesse motivazioni portate a sostegno della presunta "volontà di pace" di Vladimir Putin e della necessità di un atteggiamento di appeasement nei suoi confronti. Si tratta, in tutta evidenza, di paccottiglia, e come tale va trattata.
  • Nel caso che due membri del governo Netanyahu, il ministro della Sicurezza nazionale Itamar Ben-Gvir e il già ministro delle Finanze Bezalel Smotrich, entrambi motivatamente accusati di razzismo, rivelassero straordinarie doti canore, li inviteremmo a esibirsi nel loro repertorio tenorile al Teatro dell'Opera di Roma? Magari in nome dell'indipendenza dell'arte.

Citazioni su Luigi Manconi

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  • Luigi Manconi, sociologo, politologo, docente universitario, ex portavoce dei Verdi, ex Ulivo, improvvidamente sottosegretario alla Giustizia nel governo Prodi II, dopo aver dato, sulla scia di Bersani, del 'fascista' a Beppe Grillo e ad Antonio Di Pietro, lo appioppa, per proprietà transitiva, anche al Fatto “giornale vicino alle posizioni di Grillo e di Di Pietro”. E se non proprio 'fascisti' per Manconi siamo comunque degli squadristi di destra. [...] Luigi Manconi è stato un importante leader di Lotta Continua. Negli anni Settanta scendeva in strada con i suoi compagni e, oltre a spaccar vetrine e, all'occorrenza, anche qualche cranio, urlava “Fascista, basco nero, il tuo posto è al cimitero”, “Uccidere un fascista non è reato”. [...] La verità è che Grillo [...] fa paura col suo 15/20% di consensi cui lo danno i sondaggi. E allora è 'fascista'. [...] È destino della mia generazione, coeva a quella dei Manconi, di dover prendere lezioni di buona educazione politica da chi, nelle parole e nei fatti, squadrista, e anche peggio, lo fu davvero. (Massimo Fini)

Note

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  1. a b c d Da Il carcere va abolito, Internazionale.it, 17 marzo 2015.
  2. Da Gli italiani sono razzisti?, Internazionale.it, 26 luglio 2016.

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