Antonio Di Pietro

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Antonio Di Pietro

Antonio Di Pietro (1950 – vivente), uomo politico, blogger, ed ex magistrato italiano.

Citazioni di Antonio Di Pietro[modifica]

  • Certo, Lei, signor Berlusconi, non è un presidente del Consiglio, ma uno stupratore della democrazia, uno stupratore che dopo lo stupro si è fatto una legge, anzi, una ventina di leggi ad personam per non rispondere del suo stupro. Lei non è, come l'hanno definito, uno dei tanti tentacoli della prova... piovra: Lei è la testa della piovra politica che in questi ultimi vent'anni si è appropriata delle istituzioni in modo antidemocratico e criminale, per piegarle ai suoi interessi personali e a quelli dei suoi complici, quelli della setta massonica deviata di cui Lei fa parte. Lei oggi ci ha parlato di una volontà del Governo di implementare la lotta alla corruzione, all'evasione fiscale, alla criminalità economica delle cricche: e che fa, si arresta da solo? O ha deciso di prendersi a schiaffi tutte le mattine mentre si alza e si guarda allo specchio? (dall'intervento alla Camera dei deputati del 29 settembre 2010; visibile su Youtube)
  • [Riferendosi alla puntata di Annozero del 16 dicembre 2010] Ieri sera, pubblicamente, davanti a qualche milione di telespettatori il ministro della Difesa in carica del governo Berlusconi, Ignazio La Russa, alla mia precisa contestazione di comportarsi come un fascista, ha risposto "Sì. Sono fascista. Sono orgoglioso di essere fascista". Può un ministro della Repubblica, il ministro della Difesa, fare apologia di fascismo, avendo a disposizione le Forze armate? Voglio appellarmi al presidente Giorgio Napolitano. Il ministro della Difesa della Repubblica italiana ha fatto apologia del fascismo. Cosa dobbiamo aspettare per reagire? Che torni un nuovo fascismo? (videomessaggio del 17 dicembre 2010; citato in Annozero, scontro dopo show La Russa Di Pietro: è un fascista intervenga il Colle, gazzettino.it)
  • Due anni per fare Mani pulite e quattro per difendermi dalle conseguenze. (citato in Gianni Barbacetto, Marco Travaglio, Peter Gomez, Mani pulite, p. 546)
  • Craxi descriveva quel Napolitano, esponente di spicco del Pci nonché presidente della Camera, come un uomo molto attento al sistema della Prima Repubblica specie coltivando i suoi rapporti con Mosca. Io credo che in quell'interrogatorio formale, che io condussi davanti al giudice, Craxi stesse rivelando fatti veri perché accusò pure se stesso e poi gli altri di finanziamento illecito dei partiti. Ora delle due l'una: o quei fatti raccontati non avevano rilevanza penale oppure non vedo perché si sia usato il sistema dei due pesi e delle due misure. (da un'intervista al settimanale Oggi; citato in la Repubblica, 6 agosto 2012)
  • Quando la legge, per le evidenti disparità di trattamento, contrasta con i sentimenti di giustizia e di equità, diviene molto difficile compiere il proprio dovere senza sentirsi strumento di ingiustizia. Abbiamo pertanto informato il procuratore della Repubblica della nostra determinazione di chiedere al più presto l'assegnazione ad altro e diverso incarico, nel cui espletamento non sia stridente il contrasto tra ciò che la coscienza avverte e ciò che la legge impone. Firmato Antonio Di Pietro, Piercamillo Davigo, Francesco Greco, Gherardo Colombo. (Corriere della sera, 15 luglio 1994)
  • Non sono un politico e non penso di entrare in politica. Ma potete voi escludere la possibilità di vestirvi domani da donna? Tutto è possibile! (17 dicembre 1995)
  • Sono qui semplicemente per imparare e capire. Qui c'è gente che ne sa molto più di me. (14 novembre 1995)
  • Il Sud ha bisogno di fatti e non di pagliacciate. (da Polo-Lega, a Teano un «patto» per il Sud, Corriere della sera, 12 aprile 2000)
  • Io con Berlusconi non ho nulla in comune: mi è bastato vederlo un paio di volte in vita mia per capire che bisogna evitarlo. Lo considero politicamente come l' Aids: se lo conosci lo eviti. (da un dialogo con Veltroni in un incontro organizzato da Micromega nell'ottobre del 2000; citato ne la Repubblica, 9 ottobre 2000)
  • Sono una vergogna per il Paese i ladri, i corrotti, gli evasori fiscali, i mafiosi o chi – come me – li ha scoperti con l'inchiesta Mani Pulite? (dalla lettera a Beppe Grillo, 6 febbraio 2006)
  • [Rivolgendosi a Giulio Tremonti] Se fosse necessario io interrogherei anche lei, se è per questo. (da Matrix, 24 marzo 2006)
  • [Rivolgendosi a Fabrizio Corona] Senta Corona, se lei è innocente, io sono femmina! (da Matrix, 29 giugno 2007)
  • Sui temi della giustizia c'è un trasversalismo ancora strisciante. L'ho provato sulla mia pelle perché a me è stato chiesto: "Ma tu che vorresti fare?" "Vorrei fare il Ministro della Giustizia" "No, no, poi va a finire che funziona pure". Allora ho capito che era meglio Clemente. (dal discorso tenuto il 7 giugno 2006 al Teatro Carcano di Milano per il dibattito sulla censura "Italia imbavagliata")
  • Oggi, piaccia o no, Hamas è una forza che ha come obiettivo l'abbattimento dello Stato d'Israele. Con il terrorismo. Non si dialoga con chi non ha abbandonato il terrorismo e ancora non riconosce Israele. Direi di più... Che per dialogarci dovrebbero sciogliersi. Il terrorista è terrorista. (Corriere della sera, 17 agosto 2007)
  • Io mi taglio la mano se casca Prodi per me... qui davanti a Lei. (da Ballarò, 20 novembre 2007)
  • La Forleo va difesa, non resa indifendibile. (dall'intervista di Claudia Morelli, Di Pietro: io difendo Clementina, Italia Oggi, 7 dicembre 2007 p. 7)
  • Allora, quando Craxi disse "siamo tutti colpevoli" calò un profondo silenzio. Tutti tacquero. Adesso, quando Mastella accusa le toghe, tutti applaudono forsennatamente. (dall'intervista di Liana Milella, "Alla fine Clemente sarà prosciolto, però quell'attacco alle toghe è eversivo", la Repubblica, 18 gennaio 2008, p. 4)
  • Le intercettazioni che loro vogliono limitare ci fanno vedere un capo del governo che fa un lavoro più da magnaccia, impegnato a piazzare le veline che parlavano troppo. (Di Pietro: "Abbiamo un capo del governo che fa il magnaccia", la Repubblica.it, 28 giugno 2008)
  • Io credo che oggi sia giunto il momento di dire basta alle opposte ideologie, questa di dire "questi son di sinistra e quelli non sono di sinistra" è una furbata a cui Berlusconi ricorre perché non ha argomenti di merito. Io non mi sento comunista, ma non credo che la libertà, a cui credo e sono un liberale, sia di fare tutto ciò che si vuole. [...] La prima libertà è di rispettare la legge e di farla rispettare agli altri. (da comizio Italia dei Valori, Asti 29 marzo 2008)
  • Quando c'è un'emergenza democratica si sta al fronte. Non si scappa! (dal discorso alla manifestazione NO-CAV, Roma, 8 luglio 2008)
  • Berlusconi [...] sta alla politica come Fede sta all'informazione. (dall'intervento alla Camera dei Deputati del 18 settembre 2008)[1]
  • L'antiberlusconismo è un falso problema. Noi lo siamo perché è lui l'anomalia. Ci accusano di occuparci solo di Giustizia, ma è lui che si occupa troppo di Giustizia, è lui che ha fatto il lodo Alfano, il lodo Consolo, la Salvapremier. [...] Cerchiamo solo di contenere il male. (da l'Unità, 20 novembre 2008)
  • Berlusconi non può far molto, a parte calunniare e mentire, contro chi agisce secondo le regole. Non mi querela perché quando dico qualcosa contro di lui ho sempre le prove. Spero mi quereli per diffamazione. Ma non lo farà. (da l'Unità, 20 novembre 2008)
  • Io credo che in una civile piazza dei cittadini italiani abbiano il diritto di manifestare. Si può non essere d'accordo su quel che abbiamo fatto e stiamo facendo, ma è un nostro diritto, garantito dalla Costituzione, poter dire che ciò che fanno determinate persone non ci convince? E possiamo permetterci, signor Presidente della Repubblica, di accogliere in questa piazza anche qualcuno di noi che non è d'accordo su alcuni suoi silenzi? Possiamo permetterci o no? O siamo degli eversori? Siamo dei cittadini normali che ci permettiamo di dire a Lei, signor Presidente della Repubblica, che dovrebbe essere l'arbitro, che a volte il suo giudizio ci appare poco da arbitro e poco da terzo. Lo possiamo dire o no? Noi la rispettiamo, abbiamo il senso delle istituzioni, vogliamo essere tranquilli. [...] Rispettosamente, rispettosamente, ma il rispetto è una cosa, il silenzio è un'altra: il silenzio uccide, il silenzio è mafioso, il silenzio è un comportamento mafioso. Ecco perché non vogliamo rimanere in silenzio. (dall'intervento alla manifestazione di Piazza Farnese a Roma, 28 gennaio 2009)
  • Berlusconi sta alla democrazia come Fede sta all'informazione. (dall'intervista a Chiaro e Tondo in onda su Rai Tre, 10 marzo 2009)
  • Da Berlusconi un tipico discorso da vero e proprio ducetto: vuole azzerare la Costituzione e diventare il padre padrone della sua nuova azienda 'Italia'. Propone la riforma dei regolamenti parlamentari al solo fine di eliminare definitivamente quel che lui considera un inutile ingombro, ossia l'opposizione; pretende che vengano dati maggiori poteri al premier, cioè a lui, così avrà mano libera su quello che lui percepisce come una zavorra: la democrazia. Dopo il controllo dell'informazione, l'attacco all'indipendenza della magistratura, l'indebolimento del sindacato, ecco il potere assoluto, ultimo tassello per il compimento del piano di rinascita democratica della P2, di cui Berlusconi è un noto affiliato. (citato in Di Pietro: «Così realizza il piano P2» Bersani: «Premier distante dalla realtà», Corriere della sera, 29 marzo 2009)
  • [Sulla candidatura di De Gregorio] Gesù Cristo che era il Padre eterno ogni 12 ne cannava uno: Giuda. Io che sono un povero cristo ho sbagliato, benedetto il Signore, non lo farò più. (da Che tempo che fa, 4 aprile 2009)
  • Da quindici anni un gruppo di persone utilizza le funzioni pubbliche per risolvere i loro problemi di giustizia; andate a rileggervi le proposte della P2, andate a rileggervi tutte quelle proposte, sono esattamente quelle di una giustizia asservita al potere, sono esattamente quelle di uno stato antidemocratico dove una casta comanda su un popolo che non è più cittadino ma è suddito. (citato in youtube)  Trasmissione? Trasmissione?
  • In realtà a Berlusconi non interessa il bene della collettività ma soltanto la sua impunità. (citato in Berlusconi: «Ecco le riforme del 2010», Corriere della sera, 7 gennaio 2010)
  • [Su Bettino Craxi] Riteniamo che ci sia una violenza alla storia che si sta facendo: far credere che deve essere riabilitata una persona, senza informare i cittadini che questa persona sul piano politico ha indebitato il Paese, sul piano giudiziario ha fatto il latitante, sul piano istituzionale ha usato le istituzioni per fregarsi i soldi e fregare i soldi ai cittadini. Utilizzare questa persona come punto di riferimento per il riscatto del Paese è come usare Lucifero per inneggiare a Dio. (dalla manifestazione a Milano in piazza Cordusio contro l'intitolazione di una via a Bettino Craxi, 9 gennaio 2010)
  • [Sul messaggio del Capo dello Stato su Bettino Craxi] Preferisco non intervenire. Non voglio fare alcuna polemica con il capo dello Stato. [...] mentre tutti fanno a gara per ricordare un latitante, noi dell'Italia dei Valori preferiamo ricordare la figura del giornalista Beppe Alfano, ammazzato perché denunciava coloro che commettevano i reati, invece che commetterli. (da Corriere della sera, 18 gennaio 2010)
  • Ritengo Travaglio una delle poche voci libere nel mondo dell'informazione, un serio professionista che svolge pienamente il ruolo di cane da guardia della democrazia. Le osservazioni e critiche di Marco, delle quali io stesso sono stato spesso oggetto, dovrebbero servire da monito per i politici. (citato in Scontro De Luca – Travaglio: Di Pietro elogia il giornalista, NewNotizie.it, 6 marzo 2010)
  • Più che di corruzione o di concussione, si deve parlare di "dazione ambientale", ovvero di una situazione oggettiva in cui chi deve dare il denaro non aspetta più nemmeno che gli venga richiesto; egli, ormai, sa che in quel determinato ambiente si usa dare la mazzetta o il pizzo e quindi si adegua. (in un suo articolo del mensile milanese Società civile, numero di maggio 1991. Citato in Mani pulite, anno zero, Micromega, 2004, url consultato il 31-8-2011)
  • Carelli: "Onorevole Di Pietro, lei è mai stato a Oxford a tenere una lezione?" Di Pietro: "No, guardi, io ho il senso dei miei limiti" (da Rapporto Carelli, Sky, 2 dicembre 2011; citato in Solidarietà del Tg5 a Minzolini, la Repubblica)
  • [Sul Governo Monti alla seduta di approvazione della legge di conversione del decreto semplificazioni e sviluppo.] È bene che gli italiani sappiano che voi sarete buoni padri di famiglia a casa vostra, ma nei confronti degli italiani siete dei cattivi padri di famiglia, perché non pensate a tutti gli italiani, pensate solo ad alcuni di essi, pensate solo alle lobby, alla casta, a fare dei favori ad alcuni e a distruggere la parte più debole del Paese. Sia chiaro, l'Italia dei Valori sa bene la ragione per cui siete stati messi lì. Dovevate rimettere a posto i conti, ma dovevate anche far pagare il conto a chi il conto poteva pagarlo e non sempre ai più deboli e soprattutto ai più onesti. Noi del vostro operato contestiamo proprio le scelte politiche che avete fatto. [2]
  • Lo sanno pure le pietre, figuratevi se gli investitori stranieri e italiani non conoscono le ragioni per cui l'Italia è in recessione. Le ragioni sono una burocrazia lenta ed esasperante, una corruzione dilagante, una imprenditoria che, invece di fare attività di impresa, è stata costretta o si è ridotta a fare attività di «mazzettari», di faccendieri. Questa è la ragione per cui non funziona il nostro Paese. Il nostro Paese non funziona perché c'è un fisco esasperante. Il nostro Paese non funziona perché lo Stato e gli enti pubblici italiani, dopo aver chiesto commesse per lavori e per prodotti alle imprese, non le pagano. Ci sono imprese che stanno andando in fallimento perché lo Stato non paga i prodotti che loro hanno fornito né paga i lavori che hanno fatto. Queste sono le ragioni per cui non funziona il nostro Paese. [2]
  • [Sul Governo Monti] A Berlusconi contestavamo un'altra cosa: ci faceva vergognare sul piano umano, pensava al bunga bunga. A voi, invece, contestiamo la politica che state facendo. Soprattutto, contestiamo una scelta di continuità berlusconiana, da Istituto Luce, da propaganda, nel far credere che va tutto bene. [2]
  • [Durante la discussione per l'approvazione del ddl anticorruzione.] Sapete che vi sono molti casi in cui vengono concessi dei finanziamenti o dei contributi a persone che ne fanno richiesta alla pubblica amministrazione per i motivi più vari. Bene, noi vi chiediamo per quale ragione, quando si tratta di una persona condannata con sentenza penale passata in giudicato per fatti mafiosi, di corruzione, per concorso in peculato, per fatti gravissimi, deve esserle permesso di accedere ai contributi dello Stato e della pubblica amministrazione, ai finanziamenti, alle erogazioni liberali ed a quant'altro. Per quale ragione non si può stabilire un principio in base al quale chi è onesto, corretto, rispetta la legge, può accedere ai benefici e vietarlo ai delinquenti? È una richiesta lineare, formale, precisa. Non ci venite a dire, anche questa volta, che vi è una delega! Perché non lo decidiamo qua? Stiamo adottando un provvedimento, perché dobbiamo rinviarlo ad altra data? Assumetevi anche questa responsabilità![3]
  • Monti ha un cane? Beh, io ne ho 13, e poi gatti, pecore, una capra, 120 piccioni e una mucca incinta. (22 febbraio 2013; citato in Politica e casta, un anno da dimenticare Le 100 dichiarazioni peggiori del 2013, Espresso.repubblica.it, 30 dicembre 2013)

    Dall'intervista per il Manifesto, 12 luglio 2012.

  • Assolutamente contrario [all'amnistia], perché – punto primo – le persone non devono delinquere. Secondo, se delinquono devono essere inseriti in un percorso di pena e di risocializzazione in modo che quando escono sono in grado di trovarsi un lavoro e cambiare vita. L'amnistia mette fuori buoni e cattivi indistintamente, non serve né ai detenuti né alla società.
  • Non ci dovrebbe neanche essere bisogno di una legge per vietare la tortura. Già oggi esistono fattispecie di reati con cui tecnicamente è possibile punire una persona che tortura. Ciò nonostante se si vuole introdurre il reato, io sono d'accordo....
  • Ho sempre sostenuto e sostengo ancora oggi che bene abbiamo fatto lasciar fare alla magistratura, ché solo la giustizia poteva accertare la verità [sui fatti del G8 di Genova]. Oggi, a carte scoperte e a provvedimenti definitivi, abbiamo la prova provata di come si sono svolti i fatti. Se ci fosse stata una commissione parlamentare ci sarebbe stata una relazione di maggioranza e una di minoranza, in parlamento ci sarebbe stato chi si schierava da una parte e chi dall'altra, per partito preso e non su accertamento dei fatti. Oggi carta canta, e tutti devono abbassare il capo e chiedere scusa.
  • Le scuse le devono chiedere in tanti, per i fatti commessi dalla polizia. Come le devono chiedere in tanti, per i fatti commessi dai manifestanti. A Genova sono successe tante cose, le une non giustificano le altre. Troppo facile dire che ora solo la polizia deve chiedere scusa. Ogni fatto va giudicato per sé, ma non permetterò mai di dire che siccome i poliziotti hanno fatto quello che hanno fatto, si giustifica quello che è successo il giorno prima.
  • Che ci si deve fare oggi con una commissione? C'è una sentenza penale passata in giudicato che stabilisce anche la responsabilità civile e morale dello Stato. Si rischierebbe di rimettere in discussione – per giunta affidando ad un organismo di parte che rappresenta la maggioranza politica del momento – la verità processuale. Mi sembra una cosa da masochisti: servirebbe solo a ridare la possibilità a quelli che già sono stati condannati dalla magistratura di riscrivere una pagina diversa di quella storia.

Dal suo blog[modifica]

  • Ma chi fa politica sa che, nel bene e nel male, viene spogliato di tutto. E sono pure contrario all'idea di mettere il bavaglio all'informazione: si rischia che il cittadino non possa più sapere di chi si può fidare e di chi no. (Abruzzo: un modello virtuoso, 10 dicembre 2008)
  • [Fabio Salamone] il magistrato della Procura della Repubblica di Brescia che indagò a ripetizione su di me formulando a mio carico una miriade di accuse, poi tutte smontate dai giudici "perché il fatto non sussiste". Certo, alla fine ho avuto giustizia ma quelle accuse furono prese e rilanciate da altri che avevano interesse a costruirmi addosso una montagna di nefandezze che non avevo commesso, con lo scopo di non rendere credibile il lavoro che avevo fatto come magistrato e quindi – per una insana proprietà transitiva – irrilevanti le porcherie che avevo scoperto nei loro confronti. (Capitolo 1: la vicenda Salamone, settembre 2008)
  • Quello che più colpisce nelle vicende legate ai magistrati Luigi De Magistris e Clementina Forleo è che sono state oscurate completamente le inchieste che stavano conducendo. Di Why Not e di Unipol non parla più nessuno. Stiamo andando oltre alla metafora del dito che indica la luna. Qui hanno fatto scomparire direttamente la luna e ci hanno lasciato solo il dito da guardare. (da I processi scomparsi, 4 dicembre 2007)
  • Le morti bianche sono la prima, i caduti sul lavoro non sono una sorpresa, la ThyssenKrupp con il suo interminabile elenco di morti, l'ultimo proprio oggi, è solo l'ennesimo episodio. Le pene vanno fortemente inasprite e gli ispettori vanno aumentati. Chi fa morire per incuria un operaio deve finire in galera senza nessuno sconto e senza nessun indulto. (Buon 2008, 31 dicembre 2007)
  • Tangentopoli non è mai terminata, è anzi divenuta uno stile di vita con cui gli italiani hanno imparato a convivere grazie a modelli distorti imposti dalla classe politica e celebrati da un'informazione sempre meno indipendente. (La mia storia attraverso Tangentopoli, 16 settembre 2008)
  • Signor Presidente del Consiglio [Berlusconi], anzi signor Presidente Videla, lei è proprio un capo di Governo modello Argentina. Lei ha umiliato e umilia ogni giorno il Parlamento con colpi di mano che violano ogni regola di democrazia parlamentare. Proprio pochi minuti fa, lei ha promosso e realizzato l'ultimo atto provocatore e promotore di una deriva antidemocratica, ovvero la nomina a presidente della Commissione di vigilanza RAI di una persona scelta dalla sua maggioranza. Lo dico a chi ci ascolta in diretta: questa maggioranza parlamentare ha avuto l'arroganza di scegliere anche chi deve rappresentare l'opposizione. Si tratta di un comportamento tipico, appunto, delle dittature argentine (Dittatura argentina, 13 novembre 2008)
  • Del resto, lo abbiamo visto negli Usa, tra Obama e McCain si sono ringraziati a vicenda e hanno iniziato a collaborare da subito. Ma qui non siamo in un Paese civile, qui bisogna togliere il tumore. Ora il problema non è più neanche Berlusconi, sono i "berluschini". Si sono infiltrati in tutti i livelli della società, come un virus. Il modello sta facendo scuola, si sta riproducendo dappertutto. (L'antiberlusconismo: un falso problema, 20 novembre 2008)
  • La Rete è uno spazio libero, nel quale chiunque può manifestare il proprio pensiero senza disporre di mezzi finanziari o avere in tasca un tesserino di qualche ordine. È uno spazio che fa venire l'orticaria a chi crede che l'unica libertà sia quella di servirlo. La libertà dei servi. [...] Io credo profondamente in Internet come strumento di democrazia e farò in modo di impedire che sia messo sotto controllo. Internet inoltre conta per lo sviluppo del Paese più del petrolio. Muove informazioni, processi, dati, intelligenze. Non va controllato, va sviluppato. (Internet non ha bisogno di Berlusconi, 4 dicembre 2008)
  • Il Pdl e Letizia Moratti hanno detto no alla Commissione antimafia per il controllo degli appalti e delle forniture per milioni e milioni di euro che verranno investiti in occasione dell'Expo del 2015 che si svolgerà a Milano. [...] Compiere un gesto simile, dopo le inquietanti parole del sostituto procuratore della Direzione nazionale antimafia, Vincenzo Macrì, che nel giugno dello scorso anno aveva definito Milano la "vera capitale delle cosche", è un atto inspiegabile che desta sospetti sul fatto che si vogliano avere mani libere per gestire anche commesse di dubbia assegnazione. (da Expo 2015 - Mafia: 0-1, 27 maggio 2009)
  • Ci sono due Pd, quello del territorio dove con l'Idv si sta realizzando un nucleo di alternativa e quello della dirigenza politica fatto di invidia e insoddisfazione. Noi facciamo politica, non è colpa nostra se gli elettori ci premiano. (da Preferisco nuotare piuttosto che affogare, 29 maggio 2009)
  • L'Idv è un partito popolare nato spontaneamente e non vuole connotarsi ideologicamente, sta facendo opposizione al governo Berlusconi, a ragion veduta, sulla politica economica, istituzionale, giudiziaria. (da Preferisco nuotare piuttosto che affogare, 29 maggio 2009)
  • Non è credibile un Governo che vede serrare ogni giorno i battenti di migliaia di aziende e finire in mezzo ad una strada altrettanti lavoratori e che chiede ai cittadini, lavoratori e piccoli imprenditori, di farsi carico di risolvere un problema le cui principali responsabilità risiedono nello Stato stesso e nelle sue inefficienze. (Le responsabilità di Draghi e Marcegaglia, 30 maggio 2009)
  • Mi accusano di perseguitare un corruttore, di essere "sfascista" e antiberlusconiano. Io, invece, mi sento un partigiano della nuova resistenza. Non ho fretta, il tempo ed i cittadini mi daranno ragione. (Le responsabilità di Draghi e Marcegaglia, 30 maggio 2009)
  • Appena insediato, Silvio Berlusconi ha ripristinato l'accesso disinvolto ai voli di Stato con la consapevolezza e la premeditazione di volerne fare largo uso per amici, vallette, avvenenti aspiranti GF (Grande Fratello), cantanti, amici e vip da trasportare ovunque ci sia bisogno per un favore personale o per una festicciola in Sardegna, verso quella che oggi appare più una meta di turismo sessuale che non una residenza estiva di un Presidente del Consiglio. (Alla faccia dei cittadini, 1 giugno 2009)
  • L'Italia va a picco con un Pil a -5% e un tasso di disoccupazione reale al 10% e loro brindano alla faccia dei cittadini. (Alla faccia dei cittadini, 1 giugno 2009)
  • Craxi non era uno statista, è stato solo il fondatore del sistema dei finanziamenti illeciti ai partiti, un incallito corrotto e corruttore che ha distrutto il sistema economico italiano fondandolo sul meccanismo clientelare piuttosto che su quello meritocratico. Un meccanismo per cui appalti e lavori pubblici finirono nelle mani del miglior offerente invece che del più capace. Un uomo alla cui ombra sono cresciuti, come nel peggiore dei vivai, i politici di prim'ordine che ora guidano i partiti italiani. (da La cultura della corruzione, 13 agosto 2009)
  • La dirigenza Rai, costola di governo, da una parte boicotta le trasmissioni di punta ad altissimo indice di gradimento come Report della Gabanelli, Annozero di Santoro e Ballarò di Floris, dall'altra elabora strategie fallimentari come TivuSat e promuove l'informazione faziosa di soggetti come Minzolini o Vespa, che stanno al giornalismo come la sedia elettrica alla vita umana. (da Via dalla Rai, 15 settembre 2009)

Il guastafeste[modifica]

  • In procura ero snobbato, molto snobbato. Ero considerato un poliziotto, ero ricordato come il poliziotto che i miei colleghi avevano conosciuto. Fino a qualche mese prima avevo lavorato come commissario al IV distretto di polizia, e quasi quotidianamente avevo portato ai pm milanesi di turno gli arrestati del giorno e della notte precedente.
  • Prima, nel reato di corruzione, si puntava a indagare sul corrotto, sul politico. Io mettevo con le spalle al muro i corruttori, gli imprenditori. Gli imprenditori non erano i più deboli, ma i più opportunisti: quelli che avevano più convenienza a parlare.
  • Siamo andati a fare una perquisizione alle Botteghe Oscure. Dovevamo capire che fine aveva fatto un miliardo di lire: Cusani racconta che Gardini l'ha portato a Botteghe Oscure. Piaccia o non piaccia, quel miliardo lì è entrato, anche se non siamo mai riusciti a sapere a chi è arrivato.
  • Il mio partito viene sempre più visto come la vera, unica opposizione al modello fascistoide di governo berlusconiano, fatto di furbizie, favoritismi, leggi ad hoc, manganelli e accenni di xenofobia.
  • Franco Frattini mi chiamò quando era ministro della Funzione Pubblica nel governo Dini. Mi disse che voleva fare un partito con me, perché lui con Berlusconi non c'entrava nulla. Anche Buttiglione mi chiamò e mi invitò a casa sua: cercò in tutti i modi di convincermi a fare con lui un partito contro Berlusconi. Giovanardi mi scrisse una lettera in cui osannava me e Mani Pulite, e ora non perde occasione per attaccarmi.
  • Nel 2006 Prodi mi aveva offerto di fare il ministro delle Telecomunicazioni. Però non ero considerato molto affidabile per la pax politica bipartisan di controllo dell'informazione pubblica. Sia a destra, sia a sinistra c'è qualcuno che mi guarda con fastidio.
  • La mia era una famiglia cattolica, anzi direi ecclesiastica, piena di parenti preti e suore in giro per tutto il mondo.
  • Dal suo punto di vista, Berlusconi è sempre stato coerente con se stesso: checché se ne dica, si è messo a fare politica per risolvere i suoi guai giudiziari e si è comportato di conseguenza. Anche questa volta, ha messo subito in cantiere le leggi che gli servivano. A Milano lo stavano processando per corruzione giudiziaria perché, secondo l'accusa, avrebbe pagato un testimone, l'avvocato inglese David Mills, per non fargli dire la verità in un paio di processi a proprio carico a Milano. Ma non c'era solo questo, c'era un caso forse perfino più imbarazzante, anche se è rimasto nell'ombra, poco raccontato dai giornali: il procedimento penale aperto a Roma a seguito della denuncia del marito di una bella e giovane nobildonna, Virginia Saint Just, per abusi e favori in cambio di sorrisi e tenerezze varie, denuncia poi in via di archiviazione.

I proverbi[modifica]

  • A dargli un dito, quello ti frega un braccio. (citato in Paolo Di Stefano, Quel gergo estremo della politica, Corriere della sera, 14 ottobre 2009, p. 37)
  • Che ci azzecca. (ibidem)
  • Voi state a vedere lo stuzzicadenti nell'occhio e non guardate la trave. (ibidem)

Citazioni su Antonio Di Pietro[modifica]

  • Sarebbe giusto che un uomo con le qualità di Di Pietro le facesse valere sulla scena politica. La sua discesa in campo potrebbe essere una buona cosa. La sua ansia moralizzatrice è patrimonio di tutti e potrebbe essere utile al Paese. I miei giornali, le mie TV, il mio gruppo sono sempre stati in prima fila nel sostenere i giudici di Mani Pulite. (Silvio Berlusconi, dopo le dimissioni di Di Pietro dal pool di Milano, Ansa, 8 dicembre 1994)
  • A convincermi a votare per l'Idv sono le liste che ha presentato Di Pietro, che ospitano diverse persone di valore, alcune delle quali sono amici miei, di MicroMega, dei girotondi e di chi ha combattuto in questi anni le battaglie per la legalità e la libertà d'informazione. [...] E poi c'è Di Pietro che, pur con tutti i suoi difetti, ha saputo pronunciare – da ministro e da leader di partito – una serie di «no» molto pesanti contro le vergogne del centro-sinistra. (Marco Travaglio)
  • Chi non stimo affatto è Prodi. E Di Pietro: grida e insulta. Io non ho mai insultato nessuno. (Emilio Fede)
  • Caro Di Pietro, sento il dovere di ringraziarLa per la professionalità ed il senso della misura con il quale conduce la difficile inchiesta a Lei affidata. Voglio esprimerLe la piena solidarietà per la coraggiosa azione Sua e dei Suoi colleghi, perché sappia che all'interno del cosiddetto Palazzo, ai piani alti come ai piani bassi, c'è chi fa il tifo per Lei. [...] (Carlo Giovanardi)
  • Di Pietro? Il film lo ha già fatto Frank Capra, Mr. Smith va a Washington. Era James Stewart. (Dino Risi)
  • Di Pietro è apparso uno capace di far valere la legge contro i prepotenti, un po' come Robin Hood. (Rocco Buttiglione)
  • Di Pietro pare più impegnato a far concorrenza al PD che a fare opposizione al centro-destra. (Dario Franceschini)
  • È l'unico vero leader nazional – popolare, l'autentica espressione della società civile. (Alessandra Mussolini)
  • Il mio partito si chiama Popolare e io credo che il popolo abbia ancora dei valori cristiani tra i quali "non rubare", che sta nei comandamenti. Ecco, la gente ha visto in Di Pietro proprio la personificazione di questi valori che noi popolari cerchiamo di rappresentare e quindi è ovvio che mi farebbe molto piacere se Di Pietro venisse con noi. (Rocco Buttiglione)
  • Il voto per Di Pietro è solo un voto di protesta. (Dario Franceschini)
  • La pazienza è finita, mi sono rotto i coglioni di Di Pietro. (Clemente Mastella)
  • Le dichiarazioni di Di Pietro (che aveva detto di aver colpito la parte cattiva della Dc, ndr) sono vergognose, nel ricordo delle centinaia di esponenti politici Dc di tutti i livelli, massacrati dai magistrati. (Carlo Giovanardi)
  • Perché Di Pietro? – mi si chiede da ogni parte. Di Pietro rimane il simbolo di una stagione, quella di Mani Pulite, che ha dato speranza a Milano e a tutta Italia. Porta avanti da anni discorsi corretti sulla giustizia, sui diritti civili e altro. (Franca Rame)
  • Proposi a Di Pietro i servizi segreti. (Silvio Berlusconi)
  • Qualcuno si stupirà, ma non ho pregiudiziali nemmeno verso Di Pietro. Sempre che si liberi dal delirio di essere il giudizio di Dio. (Ciriaco De Mita)
  • Questo è il Parlamento italiano e credo che, in questo Parlamento, l'unico ad essere fuori posto e fuori luogo sia l'atteggiamento tribunizio, inquisitorio e sconclusionato con il quale interviene l'onorevole Di Pietro. (Vincenzo D'Anna (1951))

Pier Ferdinando Casini[modifica]

  • Antonio Di Pietro è una vergogna per la magistratura e per la politica.
  • Caro Di Pietro, i tuoi articoli rivelano passione civile e senso dell'opinione pubblica e mi inducono a darti un caloroso e rispettoso benvenuto. Ho trovato nelle tue parole qualche assonanza con lo sforzo che anche noi stiamo facendo per moderare i toni della contesa e per superare le derive ideologiche che costituiscono il retaggio di un tempo andato. Il mio benvenuto, perciò, è ancora più caloroso. Da parte mia ti esprimo consenso soprattutto per il tuo rifiuto della politica urlata, insultata, violentata e per l'insieme delle tue considerazioni che vale a segnalare quanto sia indispensabile un lavoro comune per riportare lo scontro politico su binari meno estremizzati e rissosi. Spero sia l'inizio di un percorso. Noi del Ccd lo abbiamo avviato da tempo. Se è lo stesso, ci incontreremo. Se sarà diverso, vale almeno la constatazione di esserci trovati in sintonia oggi su quello che l'interesse generale richiede.
  • Per Antonio Di Pietro ci vuole un ruolo di primo piano nell'alleanza di centro-destra, la sua collocazione più naturale. Dovrebbe essere uno dei leader della coalizione.
  • Spero che Di Pietro in politica contribuisca a saldare il rapporto incrinato tra l'opinione pubblica e i suoi rappresentanti.

Note[modifica]

  1. Video e resoconto stenografico dell'intervento.
  2. a b c Citato in Seduta della Camera di Deputati n. 617 del 4 aprile 2012 – Seguito della discussione del disegno di legge: Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 9 febbraio 2012, n. 5, recante disposizioni urgenti in materia di semplificazione e di sviluppo (Approvato dalla Camera e modificato dal Senato) (A.C. 4940-B)., Camera dei Deputati, 4 aprile 2012)
  3. Citato in Camera dei Deputati della Repubblica Italiana – XVI Legislatura – Resoconto stenografico – Seduta n. 650, 14 giugno 2012 – Seguito della discussione ed approvazione del disegno di legge: Disposizioni per la prevenzione e la repressione della corruzione e dell'illegalità nella pubblica amministrazione (Approvato dal Senato) (A.C. 4434-A) ed abbinate (A.C. 3380-3850-4382-4501-4516-4906) (Esame articoli 7 e da 15 a 20; esame ordini del giorno; dichiarazioni di voto; correzioni di forma; coordinamento formale; votazione finale). Camera dei Deputati dellaRepubblica Italiana, 14 giugno 2012.

Bibliografia[modifica]

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