Made in Abyss

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Made in Abyss

Serie TV anime

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Titolo originale

メイドインアビス
Meido in Abisu

Lingua originale giapponese
Paese Giappone
Anno

2017

Genere avventura, fantasy
Episodi 13
Regia Masayuki Kojima
Note
  • Traduzione di Claudia Di Meo, dall'edizione VVVVID sottotitolata

Made in Abyss, manga del 2012 di Akihito Tsukushi, dal quale sono stati tratti un anime e due film riassuntivi.

Citazioni dalla serie TV[modifica]

Episodio 1, La città della voragine[modifica]

  • Certo che avere braccia allungabili... Braccia metalliche allungabili... e questo elmo. Tutto così vago... [si guarda allo specchio] Cosa sono io? [si tocca l'ombelico] Ai robot serve l'ombelico? [si allarga i pantaloni e guarda le parti basse] A-anche questo serve? (Reg)
  • Reg: Per il momento non credo potremo rientrare.
    Riko: Giusto! Reg, c'è qualcosa che vorrei mostrarti!
    Reg: Reg?
    Riko: È il tuo nome! Non averne uno è scomodo. Ti piace Reg?
    Reg: Non mi dispiace. Per curiosità, da dove viene?
    Riko: È il nome di un cane che ho avuto.
    Reg [pensando]: Cane?!
  • Riko: Reg, questa è la città in cui viviamo. La città della grande voragine, Orth! Benvenuto a Orth, Reg!
    Reg [dopo aver ammirato con stupore la voragine al centro della città]: Questa voragine...
    Riko: Reg, ti sei dimenticato anche dell'Abisso? [...] Questa voragine è l'Abisso! Sei stato trovato proprio sull'orlo dell'Abisso.
    Reg: Io...
    Riko: Io penso... che magari tu vieni dal fondo dell'Abisso, Reg! Dopotutto non si è mai visto un robot come te! Dev'essere per forza così! Vieni dal fondo dell'Abisso, che nessuno ha mai visto!
  • Più di 1.900 anni fa, in un'isola solitaria nel mare meridionale di Beoruska, fu scoperta una gigantesca fossa. Con un diametro di 1.000 metri e una profondità a tutt'oggi sconosciuta, la voragine misteriosa ha ammaliato le persone. Preziose e pericolose creature ancestrali e cimeli misteriosi che sfuggono ogni comprensione hanno attirato avventurieri affamati di ricchezze, che hanno poi creato la città sul ciglio della gigantesca voragine. Col passare degli anni, attirati dall'aura di mistero e dalle numerose leggende, in tanti sono stati inghiottiti dalla voragine, che è l'ultimo antro inesplorato del mondo. Il suo nome... è Abisso. (Narratrice)

Episodio 2, Festa della rinascita[modifica]

  • Shiggy: Riko, puoi descriverci tutto quello che sai delle funzionalità di Reg?
    Riko: Subito! [sfoglia il suo blocchetto di appunti] Vediamo... Stranamente trae energia sia dall'elettricità che dal cibo. Possiede un misterioso potere in grado di vaporizzare gli alberi di pietra. La sua pelle è liscia ma le lame non la scalfiscono nemmeno. I suoi capelli hanno resistito al fuoco. [...] Ha una vista e un udito persino migliori dei miei e può allungare le braccia fino a 40 metri. Le parti che sembrano metalliche sono fatte di un misterioso materiale flessibile, che non ho scalfito neanche con un trapano. [...] Ha l'ombelico, ma nel suo buco del sedere non sono riuscita a vedere molto. Ho provato a indagare con un righello ma si è rotto al suo interno. Inoltre, il suo pisellino sembra naturale e per nulla meccanico...
    Shiggy: Va bene, Riko, basta così. [...] Nella raccolta, tutte le funzioni che hai descritto o non ci sono o sono di classe uno o superiore.
    Riko: Cosa vuoi dire?
    Shiggy: In altre parole, il corpo di Reg è un ammasso di cimeli speciali, e potrebbe essere uno dei cimeli più preziosi nella storia dell'Abisso, uno dei tesori dell'oltretomba, un Aubade!
  • Jiruo:[1] Come vanno gli occhi?
    Riko: Ah, nessun problema, con gli occhiali non mi viene il mal di testa!
    Jiruo: La tua è una cosa diversa dai normali problemi alla vista. La tua vista è normale e senza difetti, ma quando osservi qualcosa senza usare le lenti ti viene subito mal di testa. È un sintomo decisamente strano, ma la causa è chiara. È la maledizione dell'Abisso.
    Riko: Ma allora non mi è peggiorata la vista perché stavo alzata la notte!
    Jiruo: Quella era una bugia per farti rispettare le regole.

Episodio 3, Partenza[modifica]

  • Reg: Qualcuno che non fosse un fischietto bianco è mai andato oltre il sesto strato?
    Shiggy: Potrebbe darsi. Tuttavia, se qualcuno che non è un fischietto bianco manda notizie dall'Abisso, queste saranno considerate come semplici dicerie. Questo perché è possibile che delirino o abbiano perso il senno per la maledizione dell'Abisso.[2] Ma quando è la voce di un fischietto bianco ad arrivare, quella diventa verità. La voce dei fischietti bianchi è la voce dell'Abisso.
  • A coloro che si calano nel baratro di ineguagliabile oscurità e si immolano nella discesa, si dice che l'Abisso offra tutto. Morte e vita, maledizioni e benedizioni, tutto quanto... Con quale scelta si concluderà il loro viaggio? A decidere sarà la volontà dell'oltretomba? Oppure di coloro che lo sfidano? (Narratrice, quando Reg e Riko iniziano a scendere nell'Abisso)

Episodio 4, L'orlo dell'Abisso[modifica]

  • Due nuovi avventurieri, col petto traboccante di coraggio, ingegno e curiosità, affrontano un cammino che gli darà in egual misura speranza e disperazione. (Narratrice, proseguendo l'introduzione alla discesa nell'Abisso di Reg e Riko presente al termine dell'episodio precedente)
  • Reg [pensando]: Questo è il secondo strato...
    Riko: Ce l'abbiamo fatta, Reg! Abbiamo completato l'ultima lezione!
    Reg: Tu dici?
    Riko: Proprio così! Leader, ce l'abbiamo fatta!
    Reg: Non mi sembra ancora vero... siamo davvero riusciti a scappare?
    Riko; Esatto! Ormai nessuno ci seguirà! [una feroce creatura alata passa vicino ai due]
    Reg [pensando]: Giunti qui nessuno ci seguirà, perché sia arrivare che fare ritorno è molto difficile, come ha detto Shiggy. Insomma, anche un gruppo di ricerca farebbe la parte della preda, qui. [...] Più che essere riusciti a fuggire, ci siamo allontanati dai territori umani, diventando prede per tutti gli altri esseri, forse.

Episodio 5, Cannone crematorio[modifica]

  • [Reg sta mangiando della carne cucinata da Riko]
    Reg: Riko, ha un sapore selvatico ma è buonissimo! Per di più è selvaggina che hai preso da sola...
    Riko: Questa è la carne dei cantamorti che hai abbattuto tu.
    [Reg smette di mangiare e appare molto turbato]
    Reg: Ecco... Riko, non ti turba? I cantamorti mangiano anche le persone, no? L'abbiamo visto prima...
    Riko: Hai ragione. Reg, tu ti poni il problema anche se sei un robot.
    Reg: Sarà perché abbiamo lo stesso aspetto.
    Riko: All'orfanotrofio la carne arriva di tanto in tanto. Si tratta perlopiù di animali cacciati dai fischietti blu nel primo strato, e sono tutti delle canaglie che bene o male mangiano anche gli esploratori. [...] Il fatto che siano morti è triste, ma trasformandosi nella carne delle bestie ci danno forza. È così che noi esploratori diventiamo più forti!
    Reg [pensando]: Capisco. Anche la scena che ho visto in sogno [Riko sbranata da un cantamorti] è in fondo parte della quotidianità di queste persone. La tenacità degli abitanti di questo luogo deriva proprio dal loro vivere accanto l'Abisso. [riprende a mangiare ed esclama con soddisfazione] È davvero delizioso!

Episodio 6, Base di sorveglianza[modifica]

  • I veri segreti non sono celati dall'oscurità della notte o da trappole ingegnose, bensì nel profondo degli esseri umani. Separati da tutto il resto, col passare del tempo, si trasformano pian piano in enigmi irrisolvibili. (Narratrice)

Episodio 7, La signora inamovibile[modifica]

  • Se andare e tornare fosse semplice, sia il valore dei cimeli che la fede nell'Abisso crollerebbero inesorabilmente. Se gli Aubade non sono catalogati non è certo perché non siano stati già trovati. È perché non dovrebbero esistere. (Ozen, a Reg)

Episodio 8, Addestramento di sopravvivenza[modifica]

  • Quando proprio devi farlo [usare il cannone crematorio], fallo senza esitazione, scagliandoti alla massima potenza. Non importa chi sia l'avversario, non importa cosa ci sia attorno a te. Quando giunge il momento non avere esitazione o tolleranza. Altrimenti la vostra avventura si concluderà in un batter d'occhio. (Ozen, a Reg, prima di lasciare lui e Riko all'inizio dell'addestramento)
  • Ozen: "Se non vuoi uccidere chi ti aspetta non fermarti in profondità", recita un vecchio proverbio.
    Reg: Cosa significa?
    Ozen: La percezione del tempo si distorce. La cosa diventa particolarmente evidente al quinto strato. Magari si vuole restare solo alcune settimane, ma tornati in superficie si scopre che sono passati alcuni mesi. È successo spesso.
    Riko: Quella diceria... Allora è vera!
    Ozen: Ma quale diceria, se te lo sto dicendo io.[3] Comunque chi può voler passare la vita di sotto siamo solo noi fischietti bianchi. Il proverbio di prima esagera la cosa, dicendo che se resti troppo a lungo potresti tornare e trovare morti i tuoi cari. Non credo la cosa interessi a voi che volete fare un viaggio senza ritorno, ma la questione è che non si sa quanto questa distorsione sia forte nel sesto e nel settimo strato. Per Lyza sarà passato meno tempo di quanto crediamo, forse? In superficie sono passati dieci anni. Ma se per caso nel fondo dell'oltretomba ne fossero passati di meno, non ti pare che le probabilità che lei sia in vita si facciano più alte?
  • Io... non vorrei dirlo... Ma sarebbe bellissimo se tornaste indietro dicendo che è impossibile proseguire. [...] Ho salutato qui diverse persone in partenza per un viaggio senza ritorno... ma oggi farlo mi rattrista più che mai. (Marluk: in lacrime, mentre saluta Riko e Reg in partenza per il terzo strato)
  • Lyza: Ehi, Ozen. Se Riko si voltasse di nuovo verso l'Abisso e si presentasse davanti a te, voglio che tu glielo dica.
    Ozen: Che è un cadavere semovente?
    Lyza: Esatto. Dille che miracolo straordinario sia la sua vita, e insegnale ad affrontare le splendide avventure che la attendono.
    Ozen: Che seccatura. Fallo tu stessa. Mah, perlomeno la indirizzerò verso di te.

Episodio 9, La grande faglia[modifica]

Statua raffigurante Abaddon, l'angelo della distruzione. Nella Bibbia ebraica il termine Abaddon indica un luogo di rovina e distruzione ("l'Abisso").
  • Al mondo non esiste cosa più imparziale della morte. Ogni essere vivente riceverà la sua visita. Oltre a essere imparziale, la morte è una realtà innegabile, e si trova sempre al nostro fianco. Ma gli uomini, armati di ingegno e saggezza, lottano, scalpitano e si aggrappano alla vita fino all'ultimo. Noi amiamo questo mondo ingiusto e parziale. (Narratrice)

Episodio 10, Veleno e maledizione[modifica]

  • Reg: C-chi sei?!
    Nanachi: Sono un pupazzo morbidone. Sono qui per consolarvi.
  • Reg [pensando, mentre osserva il rifugio di Nanachi]: Strumenti da esploratore? E poi... Questi sono... fischietti? [rivolto a Nanachi]: D-dimmi, tu chi...
    Nanachi: Vero, non ti ho detto nemmeno il mio nome. Mi chiamo Nanachi. Per gli esploratori come voi sono quel che si dice un Residuo.

Episodio 11, Nanachi[modifica]

  • Così come i fiori sbocciano nutrendosi di innumerevoli morti, così il fondo di questo mondo si colma di infinite tragedie. Non te ne renderai conto finché non ti capiterà... A te, con gli occhi abbagliati da una bellezza che rapisce il cuore, basta avanzare con passo fermo. La tua tragedia diventerà il nutrimento che permetterà a un nuovo fiore di sbocciare. (Narratrice)
  • Nanachi [mostrando Mitty a Reg]: Anche lei è un residuo.
    Reg: Re...
    Nanachi: Hai mai sentito degli effetti della risalita dal sesto strato?
    Reg: Se non ricordo male... sono perdita di umanità, oppure morte.
    Nanachi: Esatto. Sopravvivere alla maledizione del sesto strato riduce così. [accarezza Mitty] Si perdono personalità e intelletto. Letteralmente il residuo di quel che era una persona. Non si può ritornare come prima in nessun modo. [...]
    Reg: Ma Nanachi, tu... A te non è andata diversamente?!
    Nanachi: C'è un motivo dietro, e sono comunque l'eccezione tra le eccezioni. Non è qualcosa che ci si aspetti. [...] A proposito, se il compagno di un esploratore diventa un Residuo, lo considerano morto e ne recuperano solo i cimeli. Insomma, per loro è meglio considerarli morti. E poi spunto io, che rappresento la possibilità di fare ritorno dal sesto strato preservando la propria umanità. Se mi facessi vedere prima o poi cercheranno di acciuffarmi, no? Farmi vedere è un grosso rischio per me.

Episodio 12, La vera natura della maledizione[modifica]

  • L'ambizione, più potente del veleno e più profonda della malattia, rapisce gli uomini. Una volta attecchita non vi è scampo, proprio come una maledizione, e porta tutti gli avventurieri ad avanzare, gettandosi a capofitto. Per loro, una vita priva di ambizione è ben più temibile della morte. (Narratrice)
  • [Nanachi e Reg sono sotto a un drappo di tessuto leggerissimo e quasi invisibile]
    Reg: Questo cos'è?
    Nanachi: Un cimelio di terza classe, fil di nebbia. È un tessuto estremamente sottile. È esattamente così.
    Reg: Cosa?
    Nanachi: La vera natura della maledizione dell'Abisso. [...] esattamente così impalpabile, ci avvolge così strato dopo strato. Non si sente al tatto e non si vede. Si muove seguendo i nostri movimenti. Si muove col solo respiro.
    Reg: E col solo contatto si subisce la maledizione?
    Nanachi: Non è così. Toccarla e basta è innocuo, si piega. Esattamente come questo tessuto.
    Reg: Allora... Allora com'è che la si subisce?
    Nanachi: Quando si fa così... [afferra il tessuto sopra di sé, e lo tira con forza] In questo modo... [il tessuto si strappa e Nanachi ha la testa fuori dal drappo] Attraversandola si scatenano i sintomi. Se si tratta di un dito l'effeto non è poi un granché, ma se sono la testa o il petto, insomma dei punti vitali, a passare... Beh, come hai visto con i tuoi occhi diventa impensabile farlo.
    Reg: E quando si scende cosa succede invece?
    Nanachi: A scendere lascia sgusciare facilmente. Funziona un po' come una trappola a fossa, in cui si entra e non si riesce a uscire.
  • Reg: Sei stata fantastica, Nanachi! Il tuo piano ha sfruttato le capacità del nemico contro di lui! Sarebbe fantastico se potessi venire con noi nel fondo dell'oltretomba!
    Nanachi: Ecco... Ci ho pensato, e c'è qualcosa che vorrei chiederti.
    Reg: Di che si tratta? Dimmi tutto!
    Nanachi [imbarazzata]: È discutibile a dirsi ma...
    Reg: Non farti problemi!
    Nanachi: Allora te lo chiedo. Vorrei... che uccidessi Mitty.

Episodio 13, Coloro che sfidano[modifica]

  • Un viaggio senza mai più ritorno. Dei tesori mai più ritrovati. La vita che mai pi tornerà. Quasi nulla in questo mondo può tornare com'era prima. Pur sapendolo, gli esploratori avanzano ancor oggi, continuano a camminare alla ricerca di paesaggi mai visti prima. Nessuno può arginare l'ambizione per l'ignoto. (Narratrice)
  • Nanachi! Andrà tutto bene, andrà tutto bene. Sopporterò tutto. Perciò, quando non sarò più umana... Ti prego... Fa' in modo che la mia anima torni da te, Nanachi! (Mitty, ultime parole rivolte a Nanachi prima di diventare un Residuo)
  • [Nanachi ha chiesto a Reg di usare il cannone crematorio su Mitty, che non può morire perché il suo corpo rigenera anche le ferite piùù gravi]
    Reg: Mitty ha davvero perso tutta la sua umanità? Se la chiami risponde, e poi...
    Nanachi: Sono semplici reazioni. Per quanto ci abbia provato, non sono mai riuscita a comunicare. Però... quell'occhio. Lo vedi anche tu, no? Ormai Mitty... Mi sembra che l'anima di Mitty sia intrappolata in quel corpo.
    Reg: Lasciami... riflettere un po'.
    Nanachi: Capisco. [...] Scusami. Ti chiedo cose strane di punto in bianco... Ma guarirò Riko, non preoccuparti. E poi lei piace a Mitty...
    Reg [pensando]: Tu, che mi eri sembrata un pilastro finora, adesso mi appari terribilmente fragile. Tutti i farmaci, tutti i veleni che sono qui, sono stati accumulati nei tentativi di ridare dignità a Mitty. Se questa è la tua ragione di vita, dopo aver ucciso Mitty, cosa... cosa ne sarà di te?
  • Reg: Nanachi, lascia che ti chieda una cosa. Mitty... secondo te è infelice di essere con te? A me non sembra...
    Nanachi: So cosa vuoi dirmi. Vuoi chiedermi se è necessario ucciderla, con la vita tranquilla che fa, vero? Io... Io stessa, prima o poi, in un modo o nell'altro, morirò. Quando ciò accadrà, Mitty resterà sola in eterno. Mitty non può morire di fame. Ma se la si pugnala soffre, tanto da far scorrere le lacrime. Anche se fosse una semplice reazione, continuerebbe a soffrire in eterno. Senza poter neanche gridare, la sua anima intrappolata in eterno. Reg, questa è l'ultima occasione che ho per liberare Mitty. L'ultima. Ti prego. Una simile opportunità non mi ricapiterà più.
    Reg: Ricevuto. Nanachi, fammi una promessa. Non cercare la morte dopo che Mitty non ci sarà più.
    Nanachi: Certo che no. Devo guarire Riko, no?
    Reg [piangendo]: Anche dopo che Riko sarà guarita!
    Nanachi: Che crudeltà... Ho capito, te lo prometto.
    Reg: Allora... lascia fare a me. La accompagnerò... con tutto il cuore. [Nanachi mette una mano sulla spalla di Reg]
  • Riko [guardandosi intorno nel rifugio di Nanachi]: Ma non c'era qualcun altro? [Reg e Nanachi trasaliscono]
    Nanachi: Perché... lo chiedi?
    Riko: Chissà perché mi era sembrato... Sapete, ho fatto degli incubi davvero terribili. Non mi ricordo molto, ma di punto in bianco mi trovavo stritolata nel mezzo di qualcosa simile a pietra, nera e durissima. All'inizio c'era un po' di spazio per me, ma si andava stringendo man mano... Faceva malissimo, non respiravo... A un certo punto non ho più capito cosa fossi, avevo dimenticato anche come parlare, avevo tanta paura e non facevo che piangere. Sentivo una voce piangere. Qualcun altro che piangeva. [Mitty che le stava vicino] All'inizio ne ero spaventata, ma poi ho capito che anche l'altra persona aveva paura. Così mi sono un po' tranquillizzata, e così sono rimasta a lungo. Avevo paura, ma davanti a me c'era qualcuno molto più impaurito di me. Non riuscivo a parlare, ma almeno con gli occhi provavo a rassicurarla, per tutto il tempo. Poi la voce ha smesso di piangere e ho sentito odore di fumo. [quando Reg ha usato il cannone creamatorio su Mitty] L'altra persona se n'è andata senza voltarsi indietro, ma ho visto il suo profilo. Proprio come gli altri esploratori che ho incontrato, aveva gli occhi colmi di ambizione. E così mi sono ricordata cosa volessi diventare, e mi sono detta "devo andare!" In quel momento ho avuto l'impressione che avrei rivisto quella persona. E poi ho aperto gli occhi.

Note[modifica]

  1. Gli studenti si rivolgono a Jiruo usando il termine Leader.
  2. Il corsivo è presente nei sottotitoli originali, quasi come se Shiggy citasse una frase presente su uno dei libri sull'Abisso utilizzati a scuola.
  3. Come dfetto da Shiggy nell'episodio 3, le parole di un fischietto bianco (e Ozen lo è) sono la verità sull'Abisso.

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