Mahmūd Abbās

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Mahmūd Abbās, conosciuto anche con la kunya Abū Māzen (1935, vivente), politico palestinese.

Citazioni di Abū Māzen[modifica]

TriangleArrow-Right.svg Citazioni in ordine temporale.

  • Sembra che il movimento sionista sia interessato ad aumentare le stime dei morti a causa dell'Olocausto per averne un maggiore tornaconto. Questo li ha portati ad enfatizzare questa stima [sei milioni] per conquistare la solidarietà dell'opinione pubblica internazionale. Molti studiosi hanno analizzato tale stima ed hanno raggiunto conclusioni sorprendenti, fissando il numero di vittime a poche centinaia di migliaia.[1][2]
  • Ho scritto nel dettaglio dell'Olocausto ed ho detto di non voler discutere dei numeri. Ho riportato una tesi comune tra gli storici, tra i quali esistono alcuni che parlano di 12 milioni di vittime, altri di 800.000. Non desidero discutere delle stime. L'Olocausto è stato un crimine terribile ed imperdonabile contro la nazione ebraica, un crimine contro l'umanità che non può essere accettato da qualsiasi essere umano. L'Olocausto è stata una cosa terribile e nessuno può metterla in discussione o negarla.[3]
  • Il momento è molto critico. Finché restiamo sotto occupazione, abbiamo bisogno d'assistenza. Ogni mese, gl'israeliani minacciano di sequestrare le nostre entrate fiscali. Soldi nostri che si tengono loro. È chiaro: se i donatori internazionali smettono d'aiutarci, rischiamo il collasso già dal prossimo mese. L'America, l'Europa. Ma anche i Paesi arabi: alcuni ci aiutano, altri sono riluttanti. Un esempio? Il nostro caro amico Gheddafi. Parlava sempre di solidarietà, ma non ci ha mai dato un penny. E anche i nuovi governanti libici hanno fatto promesse, ma finora nemmeno loro hanno dato un penny.[4]
  • Il popolo palestinese chiede libertà e pace e spera di poter condurre una vita normale in terra palestinese con i confini del 1967 e con Gerusalemme est come sua capitale. Siamo convinti che la pace richieda coraggio politico. La pace non può essere raggiunta attraverso la violenza, l'occupazione e le colonie.[5]
  • Non vogliamo che l'Italia cambi la sua politica. Ma solo che sia equa e leale. Siete nostri amici e allo stesso tempo siete amici d'Israele? Berlusconi è stato un grande tifoso d'Israele, a volte ha avuto posizioni singolari? Non importa, ci va bene quest'abilità italiana d'essere amici d'entrambi, perché può fare molto. Ma ora si dovrebbe guardare dov'è la giustizia. Vi chiedo: siete d'accordo o no con quel che fanno i coloni nei Territori? Siete per il diritto dei palestinesi a costruire un loro Stato? Siete con Israele nel suo sforzo per mantenere la sicurezza? Vi siete sempre pronunciati per il ritorno ai confini del '67? Okay: come potete mettere in pratica questi slogan? A chi ha torto, ora bisogna dire che ha torto. Sarei stato felice se qualcuno, Berlusconi o qualcun altro, m'avesse detto: Mr Abu Mazen, stai sbagliando. Nessuno l'ha mai fatto. Obama non mi ha mai rimproverato un solo errore. E allora bisogna essere leali. Non nell'interesse mio, ma della pace, della regione e anche d'Israele. Perché se c'è pace, c'è salvezza anche per Israele.[6]
  • Noi diciamo niente Stato palestinese senza Gerusalemme e Striscia di Gaza, per questo stiamo lavorando a una riconciliazione con Hamas.[7]
  • No, purtroppo gli Usa useranno sempre il diritto di veto all'Onu [sulle risoluzioni che condannano Israele]. Chiediamo ogni volta all'America di non farlo, di non essere di parte se vuole avere un ruolo più importante. Gli Usa devono imparare dall'Europa che ha con decisione condannato gli insediamenti che continuano ad essere costruiti in Cisgiordania.[7]
  • Diversi Paesi hanno riconosciuto lo Stato palestinese, come la Svezia e il Vaticano, ci sono anche 12 parlamenti nazionali, compreso quello italiano, che hanno chiesto ai propri governi di riconoscere il nostro Stato, chiediamo che ora che questi governi, compreso quello di Roma, riconoscano la Palestina.[7]
  • I rapporti sono ottimi, il governo italiano ci sostiene e ci finanzia, voglio citare l'esempio positivo del restauro della Natività. Noi non vogliamo che il governo italiano abbia la nostra stessa linea, ma chiediamo che l'Italia sia equidistante fra noi e Israele: se noi sbagliamo vogliamo che l'Italia ci dica "avete sbagliato" e che faccia lo stesso con Israele. Non chiediamo altro.[7]

Citazioni su Abū Māzen[modifica]

  • ...un uomo straordinario che vuole davvero trattare per la pace. (Shimon Peres)

Note[modifica]

  1. Dalla sua tesi di dottorato in storia svolta presso il Collegio Orientale di Mosca nel 1982 e intitolata "La connessione tra nazismo e sionismo, 1933-1945", pubblicata nel 1984 in arabo ad Amman in Giordania dall'editrice Dār Ibn Rush, Un primo ministro palestinese negazionista dell'Olocausto?, Rafael Medoff (The David S. Wyman Institute for Holocaust Studies)
  2. Abu Mazen e l'Olocausto di Tom Gross
  3. Dall'intervista, Intervista a Maḥmūd Abbās, di Akiva Eldar, Haaretz, maggio 2003.
  4. Citato in Francesco Battistini, «Il premier in Palestina è un buon segno», Corriere della sera, 8 aprile 2012.
  5. Citato in Razzi da Gaza su Israele: nessun ferito. Obama: "Pace unica via per sicurezza", La Repubblica, 21 marzo 2013.
  6. Citato in Francesco Battistini, «Il premier in Palestina è un buon segno», Corriere della sera, 8 aprile 2012.
  7. a b c d Citato in Abu Mazen: "Il governo italiano riconosca la Palestina. l'Europa può aiutare il percorso di pace", Repubblica.it, 1° novembre 2016.

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