Maria Grazia Ciani

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Maria Grazia Ciani (1940 – vivente), grecista, traduttrice, accademica e scrittrice italiana.

«I classici greci e latini sopravvivono comunque, sono e restano le sentinelle dell’Occidente»

Intervista di d.b., pangea.news, 8 gennaio 2020.

  • Ho sempre amato l'epica, di ogni paese. È stato quindi inevitabile, laureandomi in greco, dedicarmi poi in modo particolare a Omero. Tradurre mi piace e non mi affatica né mi annoia: mi fa compagnia. È vero, preferisco l'Iliade all'Odissea, per la struttura, il "passo" guerriero, la tensione continua, anche la lingua, più incisiva di quella dell'Odissea, anche se non sembra. Perché la prosa? Perché non sono un poeta, perché la traduzione verso per verso, adottata comunemente, non mi piace. Ho scelto la prosa con l’intento di dare comunque un ritmo, una cadenza. E confesso che, anche se la lettura risulta scorrevole e anche piacevole, ora penso di aver tolto qualcosa alla severa scansione dell'esametro, soprattutto per quanto riguarda l'Iliade, cioè appunto il passo guerriero, la bellezza degli enjambement, il valore delle pause a metà verso. Però allora la scelta fu inevitabile: consideravo l'esametro soprattutto un verso narrativo e quindi la prosa mi sembrò adatta alle mie possibilità.
  • [Dal gorgo dell'Odissea ha tratto Penelope, offrendo una 'variazione' inattesa. Penelope non è più "angelo del focolare", che con scaltrezza scansa le avances dei pretendenti, in una vita di attese, ma femmina e appassionata. Come le è venuta l'ispirazione?] Nessuna ispirazione, semplicemente ho letto i mitografi, che di solito vengono trascurati, e in Apollodoro ho trovato questa variante su Penelope: Odisseo l'avrebbe uccisa perché aveva scoperto che lo aveva tradito con uno dei Proci. Di varianti su Penelope e Odisseo i mitografi ne riferiscono molte, pur raccomandando cautela: ma è il loro mestiere, sono i giornalisti dell'epoca e devono dare conto anche delle "chiacchiere". Da questa "notizia", di una Penelope uccisa da Odisseo per adulterio, mi è venuta l'idea di un'"altra" Penelope e il resto è nato dall'immaginazione. Non amo le "riscritture" dei classici, ma per una Penelope che nell'Odissea non fa che piangere e lamentarsi, ho pensato a una donna che in segreto può coltivare anche altri pensieri e passioni. Anche suo malgrado.
  • [Da grande classicista, che rapporti ha avuto con la Bibbia? Cosa ama e cosa la respinge di quel testo?] Ho avuto rapporti con i Vangeli ma pochi con la Bibbia, quindi non posso dire che cosa mi respinge e che cosa mi piace. Per ora posso dire che mi interessa anche per un confronto con il Corano. E forse è troppo tardi per incominciare adesso, ma i tempi lo richiedono, lo esigono. Per ora mi spinge la curiosità e il desiderio di sapere.

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