Maria Kuncewiczowa

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Maria Kuncewiczowa (1897 – 1989), scrittrice polacca.

La straniera[modifica]

Incipit[modifica]

Rosa suonò il campanello in modo imperioso, brusco: perché non aprono subito? non sanno che doveva venire per degli affari importanti?
Sabina trasportò il più rapidamente possibile dalla cucina all'anticamera la sua enorme pinguedine, e salutò la signora all'antica maniera. Liberò Rosa dalla pelliccia, prese il manicotto e il cappello, borbottando qualcosa fra i denti in attesa degli ordini. E col dondolìo delle spalle mostrava che né il rispetto dovuto, né il nervosismo della paura eran capaci di vincere in lei un'antichissima antipatia, e tanto meno il bisogno cronico di protestare contro l'indole della nuova venuta.

Citazioni[modifica]

  • Oh, chi riaccenderà | lo spento amore? | La notte scenderà | giù nel mio cuore! (p. 44)
  • Dio ci dà e Dio ci toglie, e l'uomo non può opporsi alla volontà della Provvidenza! (p. 63)
  • "Sai che cosa mi piace? Che dinanzi a un quadro di soggetto sacro si provi il senso d'un altro mondo senza scorie terrene. Come ad esempio in Leonardo da Vinci".
    Gettò uno sguardo obliquo e turbato verso l'opera di Witz [Crocifissione]:
    Là tutto resta così umano. Soffrono, gemono e muoiono! (p. 98-99)
  • La morte è sempre e dovunque terribile per una creatura che è nata e che non ha vissuto. Che non ha vissuto affatto: capisci, che non ha vissuto! (p. 169-170)
  • In Brahms sono una cosa sola la tristezza e la gioia, la vittoria e la disfatta. Non c'è posto né per il desiderio, né per il rimpianto. Non ci sono segreti. Non c'è bisogno di Dio: c'è tutto. (p. 240)
  • Se una notte di plenilunio è bella, essa è perfetta, e nulla manca né in cielo né in terra: nel cielo che contempliamo e nella notte accecata dal suo splendore. (p. 240)

Bibliografia[modifica]

  • Maria Kuncewiczowa, La straniera (Cudzoziemka), traduzione di Renato Poggioli, I Libri del Pavone, Arnoldo Mondadori Editore, Milano 1960.

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