Mario Giannone

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Mario Giannone (1910 – 1989), religioso e professore italiano.

  • Amore e pietà lì dove trionfano spietati gli odi e le guerre omicide (Amor inter arma!).

La tentazione di un prete[modifica]

Incipit[modifica]

La campagna di Russia sul fronte del Don vide come protagoniste ben undici divisioni italiane – il cosiddetto «Armir» 1942/1943.
Più di duecento mila uomini tutti schierati sul fiume Don dopo la travolgente avanzata dei primi mesi di guerra, che vide i tedeschi vicino a Mosca al centro, e vicino a Leningrado a Nord, e attorno a Stalingrado a Sud.
Al centro di questo schieramento c'era «l'Armir», attestata su tutta la sponda occidentale del Don. Alla nostra sinistra, sullo stesso fronte, c'era l'Armata ungherese e, alla nostra destra, l'Armata Rumena. Contro tutto questo fronte si scatenò in dicembre 1942 l'offensiva preponderante delle Armate Russe.

Citazioni[modifica]

  • Fu una epica lotta in cui rifulsero le più belle qualità del soldato italiano, fatte di resistenza e di virile coraggio... (p. 14)
  • Sconfitti eravamo, col muso a terra e lo sconforto nel cuore. (p. 15)
  • Dove sono i tedeschi? E tutti quelli che vestivano la divisa tedesca venivano crudelmente ammazzati. (p. 18)
  • Anche i fascisti, colti con il gagliardetto sulla giubba, venivano inesorabilmente ammazzati. (p. 18)
  • Se qualcuno sfinito si accasciava al suolo, lì restava per non più rialzarsi, o perché assiderato o perché freddato da due colpi di parabellum. (p. 19)
  • Si voleva che noi si morisse quanto più possibile! (p. 22)
  • Solo pochi ne sopravvivemmo e così alla fine dell'inverno ci potemmo contare: eravamo appena cinquecento di tante migliaia che eravamo caduti prigionieri alla fine di gennaio. (p. 26)
  • E tanti ne assolsi.
    Amor inter arma!
    L'amore che vince ogni più cupo pensiero e dissolve ogni tormento nel cuore. (p. 27)
  • E la morte passò con la nuda falce a produrre tanti vuoti nelle nostre già sparute schiere di sopravvissuti. (p. 27)
  • C'era una cosa nel campo che ci disturbava non poco, togliendoci quella pace e quella serenità che ci erano tanto care. Era l'assillante propaganda politica affidata a comunisti italiani rifugiati in Russia. (p. 61)
  • Che razza di uomini era mai questa gente russa che non rispettava nessun valore di umana corrispondenza? (p. 57)

Bibliografia[modifica]

  • Mario Giannone, La tentazione di un prete, Edizioni Vocazioniste, Napoli 1987.

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