Massimo Donà

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Massimo Donà (1957 – vivente), filosofo e musicista italiano.

Citazioni di Massimo Donà[modifica]

  • Le infinite sventure che fuoriescono dall'orcio – la contropartita del dono prometeico (l'antipyros, l'anti-fuoco) – bilanciano il potere della techne prometeica. Ma, bilanciandolo, ne annullano l'effetto, rendendo tale potere una mera "speranza" (elpis). E infatti, solo quest'ultima rimane sul fondo dell'orcio (pithos) – come dire che il potere della techne, il suo effettivo potere è nient'altro che potere della "speranza": quello consistente nel credere che l'oggetto della pre-visione metica verrà realizzato nel compimento del fare tecnico. D'altro canto, solo questa speranza e questa persuasione rendono possibile il dispiegamento del fare tecnico. E non a caso, proprio questo assegnarsi alla speranza, nient'altro che questo, viene reso esplicito, ossia viene coerentizzato epistemologicamente, dalla scienza e dalla tecnica contemporanee – lì dove queste ultime si danno uno statuto patentemente probabilistico, anzi rigorosamente falsificazionistico.[1]
  • Questo testimoniano costantemente e ossessivamente gli artisti; che a emergere al termine del processo produttivo è qualcosa che manifesta sempre e comunque un vero e proprio scarto rispetto al progetto originario – uno scarto di cui l'artista non sa rendere ragione. Un'eccedenza che rende l'opera sostanzialmente libera da qualsivoglia intenzione progettuale, e dunque libera dal soggetto stesso che l'ha prodotta.[2]

Note[modifica]

  1. Da Il fare perfetto: dalla tragedia della tecnica all'esperienza dell'arte, in Massimo Cacciari e Massimo Donà, Arte, tragedia, tecnica, Raffaello Cortina Editore, Milano, 2000, p. 74-75. ISBN 88-7078-643-9
  2. Da Il fare perfetto, p. 103.

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