Massimo Cacciari

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Massimo Cacciari nel 2012

Massimo Cacciari (1944 – vivente), filosofo e politico italiano.

Citazioni di Massimo Cacciari[modifica]

  • [Il MOSE di Venezia] è una storia molto lunga, nella quale mi sono trovato completamente solo, con le mie amministrazioni, a contrastare questo progetto, che era [considerato] criticissimo sotto l'aspetto tecnico, ambientale, da una serie numerosa di esperti.[1]
  • [Il MOSE di Venezia] Nel Comune -se la ministra avrà il tempo e la voglia- ci sono depositati migliaia e migliaia di pagine di indagini, inchieste, analisi, che ho portato in tutte le sedi per 25 anni, a dimostrazione che il MOSE è sì un progetto di altissima ingegneria, ma criticissimo, indicando con precisione tutte le parti che, poi, alla fine si sono rivelate appunto quelle critiche, che non funzionano. Perchè, dopo infiniti rinvii, il MOSE al momento attuale non ha avuto nemmeno un collaudo. La prova che si doveva fare qualche tempo fa, non è stata fatta, è stata rinviata: la prova, non il collaudo.[1]
  • Il sistema di pensiero elaborato da Emanuele Severino è la più importante «impresa» filosofica europea dopo Heidegger e versus Heidegger. (citato in Corriere della sera, 16 gennaio 2009)
  • L'Isola [la Sicilia] è una straordinaria sedimentazione di bellezza. Una miscellanea di popoli e di culture. Un prendere e un dare ininterrotto, millenario. Un arricchimento reciproco di vincitori e vinti. Prendiamo Palermo, una città in cui il concetto di crisi, in chiave filosofica, cioè, un moto perpetuo di mutamenti fa capire il senso della storia. L'alternativa alla condizione di crisi è l'immobilismo, quindi il nulla. Probabilmente in tutto il mondo non c'è una città che offre questa contaminazione di culture, dal greco classico al romanico, dall'arabo al normanno. E tanto altro ancora. Ora in tutta la Sicilia si assiste ad una metamorfosi interessante, un passaggio di stati che hanno determinato una salutare condizione di crisi. Antidoto ad una mortale sclerotizzazione.[2]
  • L'unica cosa certa è che Pisapia non può vincere. [le elezioni comunali di Milano del 2011] (da un'intervista ad Affariitaliani, 15 novembre 2010 [3])
  • Nessuno può guardare nell'anima di un altro. Se una persona ha davvero perso ogni speranza e per lei la vita è diventata una pura e semplice sofferenza, abbiamo il dovere di credergli. Il politico legislatore dovrà muoversi sì sulla base delle proprie convinzioni, ma dovrà saper formulare una legge che contempli l'insopprimibile libertà dell'individuo. La nostra cultura ha eretto la libertà a criterio supremo, e una decisione contraria alla libertà non avrebbe alcun fondamento. Bisogna anzitutto verificare con il più severo rigore che la richiesta [di eutanasia] non derivi da alcuna forma di pressione e di necessità, che sia assolutamente libera. (da L'espresso n. 39 anno LII, 5 ottobre 2006)
  • Non arriveremo mai a fare la cosa "verità", ma lo scopo della ricerca della sua affermazione permette di avvicinarsi ad essa, il che è già bello di per sé. (da Che cosa significa verità. Massimo Cacciari, in Vorrei, 12 luglio 2011)
  • [Ponzio Pilato] Non fu imparziale né democratico. E non poteva capire Gesù. (citato in Corriere della sera, 5 luglio 2007)
  • Oggi che cosa ci troviamo davanti? Una massa di individui, altro che liquidi: gassosi! Soggetti che, venuta meno ogni forma di aggregazione sociale, sindacale, corporativa, politica, si ritrovano soli. È questa la novità. È questo che crea la base sociale dei Trump, delle Le Pen, dei Salvini e dei Grillo. Alla radice non c'è solo l'impoverimento, il declassamento del ceto medio: c'è l'individualizzazione di massa.[4]
  • [Su Napoli] Più ci penso e più mi convinco della forza delle immagini benjaminiane[5]. Si tratta di immaginare questa città come una colossale spugna stesa sul mare che non affronta i suoi problemi attraverso macroprogetti, sulla base di una ratio logocentrica, che non riduce il complesso delle tensioni, dei conflitti, che non tende ad annullarli, bensì assimilarli e, quasi, nutrirsene.[6]
  • Questa riforma [la Riforma costituzionale Renzi-Boschi] è una puttanata, mi fa schifo, ma voterò Sì.[7]
  • [Sulla Sicilia] Un contenitore così profondo da non potersi mai esplorare e conoscere per intero.[2]
  • [Sulla contrapposizione tra chi è a favore delle unioni civili e dell'omogenitorialità e chi è contrario] [...] vorrei che qualcuno mi spiegasse cos'è la famiglia tradizionale. Quella dell'Atene del V secolo? Quella di Sparta? Quella di Roma? [...] Quella patriarcale di cinquant'anni fa? Quella "moglie, marito, figlio-due figli"? È quella? È quella cioè degli ultimi cinquant'anni la famiglia tradizionale? [...] La famiglia è un prodotto socio-culturale. [...] È quindi del tutto evidente che il suo concetto si vada trasformando. [...] occorrerebbe che queste trasformazioni [...] avvenissero con un minimo di [...] fondamento culturale, di consapevolezza, di coscienza. Non alla faccia di "Vogliamo tutto" e ogni cosa che ci salti in mente è un "diritto naturale" perché poi si contrappongono due "naturalismi": quello cattolico che è di un'assurdità totale perché tutto può essere un cristiano fuorché un "naturalista"; e quello dall'altra parte dei cosiddetti "diritti naturali" che sono un fantasma [...] (da diMartedì, 2 febbraio 2016[8]

Da L'ateismo oggi? Volgare e mondano

Intervista di Andrea Galli, Avvenire, 11 dicembre 2009.

  • L'affermazione nietzschiana della morte di Dio non è affatto volgarmente ateistica come qualcuno può pensare.
  • Un autore come Nietzsche non ha nulla a che spartire con un volgare ateismo.
  • La vera forma dell'ateismo, che non ha a che vedere né con Nietzsche né con Heidegger, è la visione per cui, detto in estrema sintesi, noi siamo soltanto un essere nel mondo: noi siamo accasati, addomesticati nel nostro essere mondano.

Da Cacciari: “La città non è utopia, i turisti servono”

Intervista di Raffaella De Santis, Rep.repubblica.it, 12 novembre 2018.

  • Il fenomeno che viviamo in Italia è analogo a quello di tutti i centri storici delle maggiori città del mondo, dove funzioni più redditizie di quelle residenziali diventano competitive.
  • A Venezia c'erano due milioni di turisti all'anno negli anni Settanta, adesso ce ne sono trenta milioni. Ed è una pressione irresistibile, una domanda che continuerà a crescere. Pochi anni fa non c'erano i cinesi, non c'erano i russi. Adesso sì, a valanghe. Sarà dura. Il consumo della città aumenta vertiginosamente.
  • Se vogliamo resistere al deflusso dai centri storici bisogna dare alle persone la possibilità di viverci a parità di condizioni rispetto a chi vive altrove. Il costo della vita di chi abita in centro non può essere il doppio rispetto a chi abita dieci chilometri fuori. Oggi invece stare in centro ha dei prezzi altissimi. Bisognerebbe rivedere il sistema fiscale e di agevolazioni, sia per i residenti che per le attività artigianali e commerciali.

Citazioni su Massimo Cacciari[modifica]

  • Perché non dicono nomi [di possibili candidati alla presidenza della repubblica]? Non ci sono i nomi? Ci sono i nomi. Non esiste Carlo Petrini, con un progetto economico formidabile? Non esiste Massimo Cacciari? Non ha scritto abbastanza per essere meglio di Marini, Amato e qualche altro catenaccio di un'epoca perduta? [...] Ma stai zitto tu [Cacciari], che non sei stato neanche a vedere le cose di casa tua, che non sai un cazzo! Nulla sai! Non sai cosa c'è nelle chiese di Venezia, hai fatto fare il ponte di Calatrava! Tu l'hai fatto fare, soldi buttati, per un ponte inutile! (Vittorio Sgarbi)

Note[modifica]

  1. a b Intervistato da Lilli Gruber, Venezia, Massimo Cacciari: "Ho contrastato il Mose, progetto criticissimo e guarda caso il più costoso di tutti ma a questo punto conviene finirlo!", in onda su Otto e mezzo, 13 novembre 2019, LA7 (fino al minuto 1:38). URL archiviato il 14 novembre 2019.
  2. a b Citato in Aldo Librizzi, Massimo Cacciari: «Sicilia grande bellezza», Palermoparla.it, 23 aprile 2015.
  3. Considerazioni di Cacciari sull'esito delle primarie svolte dal Partito Democratico per scegliere il candidato sindaco da presentare alle elezioni comunali di Milano del 2011.
  4. Citato in Marco Cicala, La borghesia? Uccisa dal capitalismo assoluto, Il Venerdì di Repubblica, 2 marzo 2017
  5. Il riferimento è al saggio Napoli, scritto con Asia Lacjs (1891 – 1979).
  6. Da Claudio Velardi, La città porosa, Cronopio, Napoli, 1992, p. 164; citato in Marco Demarco, L'altra metà della storia. Spunti e riflessioni su Napoli da Lauro a Bassolino, p.67
  7. A Otto e mezzo, La7, 10 maggio 2016; citato in Wil Nonleggerlo, Se questo è un dibattito costituzionale: lo stupidario del referendum, l'Espresso, 30 novembre 2016.
  8. Visibile al minuto 08:30 di Giuseppe De Rita e Massimo Cacciari si confrontano su politica e attualità, YouTube, 2 febbraio 2016.

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