Masuccio Salernitano

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Masuccio Salernitano (o Masuccio da Salerno), soprannome di Tommaso Guardati (1410 ca. – 1475), novellista italiano.

  • La Cava, citate multo antiqua fedelissima, e nuovamente in parte devenuta nobile [...] fu sempre abundantemente fornita de singolari maestri moratori e tesseturi. (da Il Novellino)

Il novellino[modifica]

Incipit[modifica]

Novellino del nobele materno poeta Masuccio guardato da Salerno, intitulato a la illustrissima Ippolita d'Aragona e de' Visconti, duchessa de Calabria; e in primo il prologo felicemente comincia
Come che io manifestamente comprenda e per indubitato tenga, inclita ed eccelsa madonna, che al suono de la mia bassa e rauca lira non si convenga de libro comporre, né meno de proprio nome intitularlo, e che più de temerità dignamente sarò redarguito, che d'alcuna eloquenzia né multo né poco commendato; nondemeno avendo da la mia tenera età faticato per esercizio il mio grosso e rudissimo ingegno, e de la pigra e rozza mano scritte alcune novelle per autentiche storie approbate, ne gli moderni e antiqui tempi travenute, e quelle diverse dignissime persone per me mandate, sì como chiaro ne' loro tituli si demostra, per la cui accagione ho voluto quelle che erano già disperse congregare, e de esse insieme unite fabricare il presente libretto, e quello per la sua poca qualità nominare il Novellino, ed a te, sulo presidio e lume de la nostra italica regione, intitulare e mandare; a tale che tu, con la facondia del tuo ornatissimo idioma ed eccellencia del tuo peregrino ingegno, pulendo le multe rugine che in esso sono, e togliendo e resecando le sue superfluità, ne la tua sublime e gloriosa biblioteca lo vi possa licet indigne aggregare.

Citazioni[modifica]

  • E vui, rapacissimi lupi, gulosissimi avari, carnalazzi infangati ne la feccia de questo ingannevole mundo, ogne dì andate dietro le usure, a' falsi contratti e a' mali guadagni, e con li vostri inganni tenete l'altrui, robbate le chiese, usurpate le facultà degli impotenti, bevitive il sangue de' poveri, non esequite i testamenti, e con mille altre pravissime operazione ve deviate de Cristo, sequendo la scola del diavolo! (p. 141)
  • Napoli, cità eccellente, como che meritamente sia capo del nostro siculo regno, cossì è e serà sempre florentissima in arme e in littere per li suoi generosi citadini illustrata; ne la quale, non son già multi anni passati, fu un dottor legista de onorevole fameglia, ricchissimo e multo costumato. (da Novella VIII, 1957)

Citazioni su Masuccio Salernitano[modifica]

  • In Masuccio non c'è la vena distaccata del Boccaccio, ma una vena satirica aspra ed esasperata. Egli è un moralista che vuol rappresentare polemicamente le brutture del mondo in cui vive. (Carlo Salinari)
  • La deformazione grottesca di situazioni e figure costituisce, infatti, il momento più autenticamente poetico di Masuccio; quando tutti gli umori di cui è ricco il suo temperamento possono trovare il loro sfogo e, insieme, la loro misura. (Carlo Salinari)

Bibliografia[modifica]

  • Masuccio Salernitano, Il Novellino, a cura di Roberto Di Marco, Sampietro Editore, Bologna, 1968.
  • Masuccio Salernitano, Il Novellino, a cura di G. Petrocchi, Firenze, Sansoni 1957.

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