Max Payne 2: The Fall of Max Payne

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Max Payne 2: The Fall of Max Payne

Immagine Max-Payne-2-Logo.svg.
Titolo originale

Max Payne 2: The Fall of Max Payne

Sviluppo Remedy Entertainment,
Rockstar Vienna
Pubblicazione Rockstar Games
Anno 2003
Genere sparatutto in terza persona
Piattaforma Microsoft Windows, Linux, Playstation 2, Xbox, Mac OS X
Preceduto da Max Payne
Seguito da Max Payne 3

Max Payne 2, videogioco del 2003.

Frasi[modifica]

  • Erano tutti morti. L'amore uccide. L'amavo? C'era un'altra scelta?
  • Il passato è come un buco nero. Puoi provare a scappare, ma più corri, più questo cresce terribilmente alle tue spalle, e lo senti sfiorarti i talloni. L'unica via di uscita è quella di voltarsi e affrontarlo. Ma è come guardare dentro la tomba della donna che ami. O ficcarti in bocca la canna di una pistola, sentire il proiettile che freme dentro il tamburo, pronto a farti schizzare via il cervello.
  • È il momento dei cartoni animati, in cui la gravità aspetta che il coyote realizzi di avere sbagliato prima di farlo precipitare.
  • Mentii dicendo a me stesso che era tutto finito. Io ero ancora vivo. La mia famiglia, no.
  • Il passato è come un puzzle, come uno specchio rotto. Mentre lo metti insieme ti tagli, un'immagine riflessa in continuo movimento. E tu cambi con lei. Potrebbe distruggerti, farti diventare pazzo... ma potrebbe anche salvarti.
  • La regola del buco: Non importa quanto tempo ci metti a uscirne, puoi sempre ricaderci in un istante.
  • Quando ti svegli, hai una visione confusa del mondo. Quello che era logico nel sogno diventa insensato. Nessun salvataggio surreale. Nessuna magica via di uscita... ma sei sveglio.
  • Sentii crescere in me un sentimento conosciuto... lo odiavo.
  • Era rimasta una sola cosa da fare. Fui costretto a ridare a Vlad la sua pistola. Un proiettile alla volta.
  • In un incubo ogni scelta che fai è sbagliata.
  • Il tuo passato ha un modo per assalirti di sorpresa, cominci a sentire echi lontani, come in una moviola, diventi insofferente con tutto e con tutti, consapevole che rimbombano solo nella tua testa.
  • Quando il divertimento si trasforma in un riflesso surreale della tua vita sei un uomo fortunato se ti viene ancora da ridere. Fortunato, e non per modo di dire.
  • Una casa stregata comporta una sequenza progressiva di spaventi, accettarli o andarsene è l'unica possibilità. Ti fa pensare al libero arbitrio. Davvero le nostre decisioni sono intese da noi per quello che siamo?
  • Come sempre siamo d'accordo nel disaccordo. (da Vladimir Lem)
  • Signori e Signore permettetevi di presentarvi Max Payne il più grande e raffinato collezionista di cadaveri di New York. Gentili ospiti preparatevi a morire! (da Vladimir Lem)
  • Non è vero che non avevano voglia di parlare; al contrario, i morti hanno sempre un sacco da dire.
  • C'era una bomba che ticchettava nella mia testa: nessun antidolorifico l'avrebbe disinnescata.
  • Sulla carovana della vita erano saliti di nuovo i fantasmi del passato.
  • "Le cose che voglio" di Max Payne: una sigaretta. Un whisky. Il sole che splende. Voglio dormire, dimenticare. Cambiare il passato. Mia moglie e mia figlia che mi sorridono. Munizioni infinite e licenza di uccidere.
  • In quel momento la desiderai, più di qualsiasi altra cosa.
  • Non sei nient'altro che un criminale monco. (Mona Sax a Vladimir Lem che cerca di stringere un patto con lei)
  • La realtà non è mai come credi che sia...
  • Fiamme, che non potevano cancellare il mio passato, resero ancor più vive le sue ombre. Dovevo uscire.
  • Assoluto distacco. Ero morto dentro.
  • La morte aveva un vantaggio su di me, munizioni infinite.
  • Il Dramma di quando si vuole una cosa è la paura di perderla, o di non riuscire mai ad averla. Pensare rende deboli.
  • È tutta una questione di punti di vista, legati a tempo e luogo, amore e amicizia, vita e morte. Tutto è soggettivo. Le scelte, le risposte, il bene e il male. Einstein aveva ragione. Il tempo è relativo agli occhi dello spettatore. Quando guardi dentro la canna di una pistola, il tempo rallenta e la vita ti passa davanti in un baleno, con tutte le sue ferite e le cicatrici. Puoi vivere una vita intera in una frazione di secondo.
  • Nel sogno ero come un fantasma invisibile che aleggiava sul mio corpo. Non meritavo di cavarmela con così poco. Non esistono lieto fine.
  • Vlad aveva ragione. Non c'era scelta. Niente, una linea dritta. L'illusione arriva in seguito, quando ti chiedi "Perché io?", "E se magari...?". Quando ti guardi alle spalle vedi dei rami, come un bonsai sfrondato o un fulmine biforcuto. Se avessi fatto una scelta diversa non saresti lo stesso tu, sarebbe qualcun altro a guardarsi indietro e a porsi domande di tutt'altro tipo.
  • Tutto era di nuovo chiaro. Nessun'altra ambiguità, nessun'altra domanda.
  • Apice frastagliato di un cerchio imperfetto. Vuoi restare qui, con gli occhi socchiusi, in attesa che il sangue defluisca dal corpo? O vuoi sgattaiolare fuori, aiutare le persone che ami e impedire che il fuoco si propaghi ulteriormente?
  • Per tutto questo tempo ci hanno raccontato la favola sbagliata della bella addormentata. Il principe non la svegliò con un bacio. Chi dorme per centinaia d'anni non può riaprire gli occhi. Era tutto al contrario. Il principe la baciò per provare a svegliarsi LUI dal suo incubo.
  • La morte è inevitabile. Il timore che ne abbiamo ci fa evitare ogni rischio, blocca le nostre emozioni. È un gioco a perdere, senza passione... sei morto.
  • E adesso come tutti i miei amori lei è mia per sempre. Mi aveva portato qui in questo momento di lucidità, quando il tempo rallenta. Scelsi di guardare indietro per vedere me stesso. E in quel momento resuscitai.
  • È quasi mattina. Il risveglio dal sogno americano.
  • Siamo nati per soffrire, morire per le cose a cui teniamo. Per amore. Per le giuste cause. Grazie a lei avevo risolto il caso. Il mio caso. Ogni cosa. Chi in realtà fossi. Ne è valsa la pena? Dire di no sarebbe stata una bugia. Alcune volte sei fortunato. Altre volte succede qualcosa di buono. Qualcosa che non penseresti di meritare nemmeno in un milione di anni. Qualcosa che ti dà una ragione per andare avanti.
  • Sognai mia moglie. Era morta, ma andava tutto bene.
  • [pubblicità]Alla scuola per non vedenti di Brooklyn sappiamo che non vedere non significa crederlo.

Dialoghi[modifica]

  • Segreteria telefonica: È presente un nuovo messaggio.
    Valerie Winterson: Vlad, sono io. Dove sei? Ho bisogno di te. Sto andando al cantiere. […] Lo farò io. Mi occuperò di entrambi al posto tuo.
  • Vinnie Gognitti: Occasioni al volante di Vincent! Sono Vinnie, lasciate pure un messaggio! Ahahah!
    Segreteria telefonica: Sono presenti tre nuovi messaggi.
    Boss mafioso: …Vinnie, Vinnie, Vinnie, Vincent… Sei andato contro il mio volere e ora ritorni a chiedere aiuto. Ti avevo detto di non fare la guerra ai russi e l’hai fatto. E ora vuoi che ti mandi altri uomini. No, Vinnie, è abbastanza. Hai voluto la bicicletta e adesso pedala.
    Segreteria telefonica: Sono presenti due nuovi messaggi.
    Prostituta: Ehi, sacco di merda! Quando giochiamo a guardie e ladri e io faccio lo sbirro, non devi prendermi a botte, stronzo che non sei altro. Oh, ti sei fatto prendere la mano. Beh, lascia che ti dica una cosa, la pagherai!
    Segreteria telefonica: É presente un nuovo messaggio.
    Mona Sax: Vinnie Gognitti, Vladimir Lem sta venendo a prenderti. Conoscendolo, probabilmente, si tratterà di una bomba. Lo sto facendo solo per mettergli i bastoni tra le ruote, non farti strane idee.
    Segreteria telefonica: Non sono presenti nuovi messaggi.
  • Alfred Woden: Questa è la segreteria telefonica del senatore Alfred Woden. Lasciate un messaggio.
    Segreteria telefonica: Sono presenti tre nuovi messaggi.
    Max Payne: Woden? Max Payne. Dobbiamo parlare. Sei in debito con me.
    Segreteria telefonica: Sono presenti due nuovi messaggi.
    Mona Sax: Alfred, ti avevo detto che non era una buona idea. Posso capire il tuo rimorso, ma non aiuterà Max, peggiorerà solamente le cose. Non sono sicura di poterlo fare. Ti ho detto che abbiamo avuto una relazione. Diavolo, sono pazza di lui. Non sono sicuro di potercela fare.
    Segreteria telefonica: É presente un nuovo messaggio.
    Vladimir Lem: Sto venendo a ucciderti, vecchio. Sai cosa mi fa veramente incazzare, vero? Non ti sarebbe costato nulla dire "grazie" una volta nella tua vita. Dire "Vlad, figliolo -posso chiamarti così perchè ti voglio bene proprio come un figlio.- Vlad, figliolo, sei un portento, tutto quello che tocchi diventa oro. No, saresti morto, vero? Ho finito per fare il lavoro sporco al tuo posto. Dovresti essere orgoglioso, ho imparato tutto quello che mi hai insegnato. Sto venendo a mostrartelo.
    Segreteria telefonica: Non avete nuovi messaggi.

Altri progetti[modifica]