Michele Mari

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Michele Mari (1955 – vivente), scrittore italiano.

Citazioni di Michele Mari[modifica]

  • [Su alcuni racconti di Franz Kafka] Coesione antropologica e diaspora sono i due poli della contraddizione che agita queste pagine dalla prima all'ultima, pagine abitate da sciacalli (Sciacalli e arabi), scimmie (Relazione per un'Accademia), cani (Indagini di un cane), talpe (La costruzione) e topi (Josefine), ma sempre ossessionate dal problema della razza, della tradizione, dell'identità.[1]

Cento poesie d'amore a Ladyhawke[modifica]

  • Come un serial killer | faccio pagare alle altre donne | la colpa | di non essere te
  • Tu non ricordi | ma in un tempo | così lontano che non sembra stato | ci siamo dondolati | su un'altalena sola || Che non finisse mai quel dondolio | fu l'unica preghiera in senso stretto | che in tutta la mia vita | io abbia levato al cielo
  • Verrà la morte e avrà i miei occhi | ma dentro | ci troverà i tuoi

Incipit di Roderick Duddle[modifica]

«In verità... io... mi chiamo Michele Mari».[2]

Note[modifica]

  1. Dall'articolo Kafka: cani e sciacalli dal volto umano, Corriere della Sera, 27 febbraio 2000.
  2. Citato in Giacomo Papi, Federica Presutto, Riccardo Renzi, Antonio Stella, Incipit, Skira, 2018. ISBN 9788857238937

Bibliografia[modifica]

  • Michele Mari, Cento poesie d'amore a Ladyhawke, Einaudi, 2007. ISBN 8806181122

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