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Million Dollar Baby

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Million Dollar Baby

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Titolo originale

Million Dollar Baby

Lingua originale inglese
Paese Stati Uniti d'America
Anno 2004
Genere drammatico, sportivo
Regia Clint Eastwood
Soggetto F.X. Toole (racconti della raccolta Rope Burns)
Sceneggiatura Paul Haggis
Produttore Clint Eastwood, Albert S. Ruddy, Paul Haggis, Tom Rosenberg, Gary Lucchesi
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani
Note
  • Vincitore di 4 premi Oscar (2005):
    • Miglior film
    • Miglior regia
    • Miglior attrice protagonista
      (Hilary Swank)
    • Miglior attore non protagonista
      (Morgan Freeman)

Million Dollar Baby, film statunitense del 2004 con Clint Eastwood, Hilary Swank e Morgan Freeman, regia dello stesso Eastwood.

Frasi

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Citazioni in ordine temporale.

  • La gente ama la violenza. Rallenta agli incidenti stradali per vedere se ci sono morti; ed è la stessa gente che dice di amare la boxe, ma che non ha idea di cosa sia: parlare di boxe è parlare di rispetto. Cercare di ottenerlo per se stessi, togliendolo all'avversario. (voce narrante)
  • Frankie amava ripetere che la boxe era qualcosa di innaturale, che nella boxe si fa tutto al contrario. A volte, per tirare un colpo vincente, bisogna arretrare. [...] Ma se arretri troppo, non combatti più. (voce narrante)
  • Alcuni direbbero che la qualità più importante per un pugile è avere cuore. Frankie invece direbbe: "un pugile che è solo cuore stai tranquillo che le prende di sicuro e di brutto!". (voce narrante)
  • La boxe è qualcosa di innaturale perché si fa sempre tutto al contrario. Quando vuoi spostarti a sinistra, non fai un passo a sinistra: spingi sull'alluce destro. Per spostarti a destra usi l'alluce sinistro. Invece di allontanarti dal dolore come farebbe qualunque persona sana, gli vai incontro. Tutto nella boxe funziona al contrario. (voce narrante)
  • Se c'è una magia nella boxe è la magia di combattere battaglie al di là di ogni sopportazione, al di là di costole incrinate, reni fatti a pezzi e retine distaccate. È la magia di rischiare tutto per realizzare un sogno che nessuno vede tranne te. (voce narrante)
  • Non voglio altri allenatori, capo. Io voglio lei. (Maggie Fitzgerald) [a Frankie Dunn]
  • Compio trentadue anni, signor Dunn. E festeggio il fatto che ho passato l'ennesimo anno a lavare i piatti e a fare la cameriera, cosa che faccio dall'età di tredici anni. E secondo lei dovrei compierne trentasette prima di diventare un pugile decente. E dato che è un mese che tiro pugni a questo sacco veloce senza risultati, comincio a rendermi conto della verità. L'altra verità è che mio fratello sta in galera, mia sorella truffa la previdenza sociale fingendo che suo figlio sia ancora vivo, mio padre è morto e mia madre pesa oltre centoquaranta chili. E se dovessi ragionare a mente fredda, dovrei tornare a casa, trovare una roulotte usata, comprarmi una friggitrice e dei biscotti. Il problema è che mi sento bene soltanto quando mi alleno. Se sono troppo vecchia allora non mi resta niente. Le basta come spiegazione? (Maggie Fitzgerald) [a Frankie Dunn]
  • Ti riposerai da morta. (Frankie Dunn) [a Maggie Fitzgerald]
  • Ma alcune ferite sono troppo profonde, o troppo vicine all'osso, e per quanto uno provi a dargli una sistemata non sempre riesci a fermare l'emorragia. (voce narrante)
  • Mamma prendi Mardell, JD e andate via. O dirò all'avvocato che per paura di perdere il sussidio non hai firmato l'atto di proprietà come avresti dovuto. Posso sfilarvi la casa da sotto il culo quando voglio, luridi morti di fame che non siete altro. E se provate a ritornare giuro che è quello che farò. (Maggie Fitzgerald)
  • Non posso vivere così, Frankie. Non dopo quello che ho fatto. Ho girato il mondo. Il pubblico ha inneggiato al mio nome, be', più che al mio nome al soprannome che mi ha dato lei, però tifavano per me. Sono apparsa sui giornali. Chi avrebbe mai potuto immaginarlo.. Quando sono nata pesavo un chilo e cento scarsi, mio padre diceva sempre che avevo lottato per venire al mondo e che avrei lottato fino alla morte. È quello che voglio fare, ma non voglio lottare contro di lei. Ho avuto quello che volevo. Ho avuto tutto. Non permetta che mi venga portato via. Non mi lasci sdraiata qui finché non sentirò più la voce dei miei tifosi. (Maggie Fitzgerald)
  • Io ti ho trovato un pugile e tu l'hai fatta diventare la migliore. (Scrap) [a Frankie]
  • Quando è entrata da quella porta aveva solo coraggio e nessuna possibilità di diventare quello che voleva. Un anno e mezzo dopo lei ha combattuto per il titolo mondiale, il merito è tuo. La gente muore ogni giorno, Frankie, mentre lucida il pavimento o lava i piatti, sai qual è il loro ultimo pensiero? 'Non ho mai avuto un'occasione'; invece grazie a te Maggie ce l'ha avuta e se morisse oggi sai quale sarebbe il suo ultimo pensiero? 'Ho avuto l'occasione che volevo'. Morirei in pace se fossi in lei. (Scrap) [a Frankie]
  • Mo cuishle significa mio tesoro. Mio sangue. (Frankie Dunn)
  • Chiunque al mondo può perdere un incontro. (voce narrante)

Dialoghi

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Citazioni in ordine temporale.

  • Maggie: Signor Dunn?
    Frankie: Ti devo dei soldi?
    Maggie: No, signore.
    Frankie: Conosco tua madre?
    Maggie: Credo proprio di no, signore.
    Frankie: E allora che cosa vuoi?
    Maggie: Ho fatto l'incontro di contorno. Se è per questo, ho anche vinto. Maggie Fitzgerald.
    Frankie: Be', Maggie Fitzgerlad... che c'è?
    Maggie: L'ha visto per caso?
    Frankie: No.
    Maggie: Me la sono cavata bene. Magari poteva essere interessato ad allenarmi.
    Frankie: Io non alleno ragazze.
    Maggie: Forse dovrebbe, chi mi segue mi considera una tosta.
    Frankie: Ragazzina, "tosta" non basta.
  • Frankie: Padre, un sermone straordinario, mi sono commosso.
    Padre Horvak: Cosa ti confonde questa settimana?
    Frankie: Sempre la stessa cosa: Dio, la storia della Trinità...
    Padre Horvak: Frankie, lo capiscono quasi tutti fin dall'asilo: è una questione di fede.
    Frankie: Vuole dire una specie di pane burro e marmellata infilati nel medesimo sacchetto?
    Padre Horvak: Congratulazioni, te ne stai qui davanti alla mia chiesa a paragonare Dio ad un panino farcito? L'unica ragione per cui vieni a messa è irritare me, ma oggi non ci riuscirai.
    Frankie: Io sono confuso.
    Padre Horvak: Non è vero.
    Frankie: È così, padre.
    Padre Horvak: Allora ti do io la risposta, esiste un unico Dio. C'è altro?, perché avrei da fare.
    Frankie: E che cos'è lo Spirito Santo?
    Padre Horvak: È un'espressione dell'amore di Dio.
    Frankie: E Gesù?
    Padre Horvak: È il figlio di Dio, non fare lo stupido...
    Frankie: Ma questo che significa, che sarebbe una specie di semidio?
    Padre Horvak: Non esistono semidei, cazzo di miscredente!
  • Frankie: Sbaglio o ti avevo detto che non volevo Danger tra le palle?
    Scrap: Non fa male a una mosca.
    Frankie: Be', fa male a me. Mi spezza il cuore vedere che tira pugni in aria come se rispondesse ai colpi!
  • Maggie: Non voglio altri allenatori, capo, io voglio lei.
    Frankie: Non chiamarmi capo, io non sono il tuo capo e quindi non chiamarmi così. [...]
    Maggie: Se la smetto di chiamarla capo mi allenerà?
    Frankie: No.
    Maggie: Allora tanto vale che la chiami così.
  • Maggie: Sto sfinendo il sacco da boxe, capo.
    Frankie: Non sono il tuo capo. E poi è il sacco che sta sfinendo te.
  • Scrap: Sta facendo progressi, la ragazzina.
    Frankie: Già, come se qualcuno la stesse aiutando...
    Scrap: Magari invece è un talento naturale. Secondo me, ha qualcosa in più.
    Frankie: Sì, il mio sacco veloce. Ecco quello che ha.
    Scrap: Chissà chi diavolo gliel'ha dato?
    Frankie: Eh, chissà...
  • Frankie: Senti, tu mi sembri una brava ragazza... ti posso dare un consiglio?
    Maggie: Magari, sarei felice.
    Frankie: Ci sono un sacco di allenatori in questa palestra, o altrove se vuoi, disposti ad allenarti. Le ragazze vanno di moda ultimamente. L'unico problema è che ti faranno perdere tempo perché sei troppo vecchia.
    Maggie: Non mi sento così vecchia...
    Frankie: Be', nemmeno io, ma non mi metto certo a combattere contro un ventunenne!
  • Scrap: Ho saputo di Willie. Senza cuore, davvero senza cuore. Ma non sarebbe tanto grave se tu non fossi così vecchio...
    Frankie: Già, ma io ho la fortuna di vederci da tutti e due gli occhi...
    Scrap: Non direi che questo ti abbia agevolato.
    Frankie: Be', ho sempre la palestra. Alla mia età non sono costretto ad allenare pugili.
    Scrap: Almeno ti ha detto perché?
    Frankie: È stato Mickey. Mickey ha i contatti giusti.
    Scrap: Qui non si stratta di contatti, è che non hai mai creduto in lui veramente.
    Frankie: Ma se l'ho scoperto io, gli sono stato addosso per 8 anni! Lo facevo se non credevo in lui?!
    Scrap: Poteva combattere per il titolo già due anni fa, e guarda che lui lo sapeva! Mi stupisce che sia rimasto con te così a lungo!
    Frankie: Ma concorrere per il titolo e vincerlo sono due cose differenti! Dimmi che cosa avrei dovuto fare?! Riempirgli la testa di cazzate, invece di proteggerlo?!
    Scrap: L'hai protetto dal titolo, temevi che diventasse un campione.
    Frankie: Certo!
    Scrap: Bene, adesso sì che è tutto chiaro.
    Frankie: Allora perché non parliamo di te Scrap? Il tuo manager che cosa ha fatto? Cazzo, tu sì che eri un pugile, molto meglio di Willie! Ti ha procurato un incontro per il titolo o ti ha mandato al macello facendoti squartare da pugili più forti finché non hai perso un occhio?!
    Scrap: Ho avuto la mia chance. E me la sono giocata come ho potuto, fino in fondo.
    Frankie: Certo, me lo ricordo bene! E allora scusami tanto se ho evitato che il mio pugile passasse la seconda parte della sua vita a togliere sputi dal pavimento!
    Scrap: Sì, hai ragione. Sei tu quello più in gamba, sei tu quello che studia il greco.
    Frankie: È gaelico!
    Scrap: Be', te lo dico io cosa hai evitato: che il tuo pugile fosse un campione! Come si dice questo in gaelico?!
  • Maggie: Mi abbandonerà ancora?
    Frankie: Mai.
  • Maggie: È tosta. Non riesco ad attaccarla, non mi fa neanche avvicinare.
    Frankie: Vuoi sapere perché?
    Maggie: Perché?
    Frankie: Quella combatte meglio di te, ecco perché. È più giovane, è più forte, ha molta più esperienza di te. E allora? Adesso come pensi di cavartela?
  • Frankie: Preferisci andare in aereo o vuoi che prendiamo la macchina?
    Maggie: Allora anch'io posso decidere qualcosa?
    Frankie: È quello che ti sto dicendo.
    Maggie: Bello! Andata aereo, ritorno macchina.
    Frankie: È la cosa più stupida che abbia mai sentito! Come si fa a fare una cosa del genere?
    Maggie: Io ho deciso così.
  • [Durante l'incontro contro "The Blue Bear"]
    Maggie: Non ci vedo bene, capo.
    Frankie: Quanti occhi ti servono per arrivare alla fine?
    Maggie: Me ne basta uno.
  • Padre Horvak: Lo sai che non puoi fare una cosa del genere.
    Frankie: Lo so padre. Lei non sa quant'è testarda... quanto è stato duro allenarla. Gli altri pugili hanno sempre fatto esattamente quello che gli dicevo... lei chiedeva sempre "perché questo"... "perché quello"... e poi faceva di testa sua comunque. E se è arrivata a battersi per il titolo non è stato certo per... perché ha dato ascolto a me. Però... però adesso ha deciso di morire... e io voglio solo tenerla con me! Le giuro su Dio, padre... che so... so che sarebbe peccato mortale farlo, però tenerla in vita è come ucciderla. Capisce padre? Che cosa bisogna fare?
    Padre Horvak: Niente. Devi farti da parte Frankie. Lascia fare tutto a Dio.
    Frankie: Lei non sta chiedendo l'aiuto di Dio, sta chiedendo il mio aiuto!
    Padre Horvak: Frankie, tu sei venuto a messa praticamente ogni giorno per ventitré anni. L'unica persona che viene in chiesa tanto spesso è colui il quale non riesce a perdonarsi qualcosa, e di qualunque peso si tratti non è nulla, paragonato a questo. Lascia perdere Dio, o l'Inferno e il Paradiso... se tu fai una cosa del genere, ti perderai. Finirai in un abisso. Non riuscirai mai più a ritrovarti.
    Frankie: Ormai è troppo tardi.

Frankie non è mai più tornato. Non ha lasciato neanche un messaggio, nessuno ha mai saputo che fine abbia fatto. Ho sperato che fosse venuto a cercare te, a chiederti l'ennesima volta di perdonarlo, ma forse non c'era rimasto più niente nel suo cuore. Spero solo che abbia trovato un posto dove vivere in pace, un posto in mezzo ai cedri e le querce, sperduto tra il nulla e l'addio. Ma forse è soltanto un'illusione. Ovunque si trovi adesso, ho pensato che fosse giusto farti sapere chi era veramente tuo padre. (voce narrante)

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