Milton Obote

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Milton Obote

Apollo Milton Opeto Obote (1925 – 2005), politico ugandese.

Citazioni di Milton Obote[modifica]

  • Sono umilmente qui davanti a voi in un paese che è stato devastato, saccheggiato e spogliato per più di otto anni dal regime brutale e mostruoso di Idi Amin. Sono pienamente consapevole della sofferenza e la miseria indescrivibile inflitta al nostro popolo dal mostro Amin e i suoi seguaci. I suoi tentativi di schiavizzare l'intera nazione, di brutalizzare e torturare un numero infinito di persone del nostro popolo col sostegno di traditori, mercenari e altri agenti stranieri hanno lasciato una cicatrice sul nostro paese che non sarà facile cancellare.
I stand humbly before you today in a country ravaged, plundered and divested for over eight years by the brute and monstrous regime of Idi Amin. I am deeply conscious of the untold suffering and misery inflicted on the people of our country by the monster Amin and his henchmen. His attempt to enslave the entire nation, brutalise and torture countless number of our people with the help of traitors, mercenaries and other foreign agents have left scar on our nation which will not be easy to erase[1]
  • Qualcuno avrebbe naturalmente creduto che ciò che successe in Uganda negli ultimi nove anni ci avrebbe insegnato una lezione permanente, e inculcato nel nostro popolo un nuovo senso di unità e lo zelo nel salvaguardare la nostra libertà appena conquistata così difficilmente. Dopo solo un anno dalla nostra liberazione però, ancora una volta l'opportunismo, l'ambizione personale e l'avidità di alcuni dei nostri leader hanno dato la stura a tutti i futili battibecchi che in passato contribuirono con una tale vendetta alla frammentazione della nostra società e permisero a Amin di ottenere facilmente e consolidare il suo controllo sul nostro paese, creando una devastazione senza precedenti. Invito tutti gli ugandesi a rendersi conto che solo attraverso la divisione possono verificarsi tali calamità e, nel vedere lo stato in cui si trova il nostro paese oggi, riconoscere quanto sia semplice disfare ciò che ci vollero anni a costruire.
One would have naturally assumed that what happened in Uganda over the past nine years will have taught us a permanent lesson and instilled in our people a new sense of unity and the zeal to closely guard our newly won freedom. However, in just a year since our liberation, opportunism, personal ambition and greed of some of our leaders have once again vent to all petty bickering which in the past contributed with such a vengeance to the fragmentation of our society and enabled Amin to easily gain and consolidate his control of our country and create unprecedented havoc. I call upon all Ugandans to heed the fact that it is only through disunity that such calamities can occur and looking at the state of our country today, recognise how simple it is to undo what takes literally years to build.[1]
  • È ironico che dopo tutte le solenni affermazioni da parte dei leader del cosiddetto mondo civilizzato sull'orrore e le atrocità commesse da Hitler durante la Seconda guerra mondiale, nessun capo d'una grande potenza si sentì obbligato a porre fine a simili atrocità commesse dal mostro in Uganda nell'ultimo quarto del ventesimo secolo.
It is ironic that after all the pontifications by the leaders of our so-called civilised world about the horror and atrocities committed by Hitler during the second World war, no leader of any major power felt compelled to put an end to similar atrocities committed by the monster in Uganda in the last quarter of the 20th century.[1]
  • Non importa chi scrive la storia e dove viene scritta. La tragedia ugandese deve essere ricordata come uno degli eventi più vergognosi della storia recente del mondo.
No matter who writes history and where it’s written, the Ugandan tragedy must go down as one of the most shameful events in the recent history of the world.[1]
  • La liberazione dell'Uganda dal regime dell'omicidio non ha senso se non intraprendiamo senza indugio il combattimento contro un altro arcinemico, cioè la povertà, l'ignoranza, e la malattia.
The liberation of Uganda from the rule of murder is meaningless unless we embark without delay in combating another arch-enemy namely: poverty, ignorance, and disease.[1]
  • Sappiamo tutti che quando Amin intraprese la sua missione diabolica di uccidere i cittadini dell'Uganda per la prima volta, pose l'accento sulla necessità di uccidere i soldati provenienti da Acholi e Lango. Non ci volle molto per estendere la sua mostruosa missione a tutte le tribù dell'Uganda. La lezione è chiara: la distruzione dell'intero corpo è facilitata quando uno rompe le righe.
We all know that when Amin first embarked on his devilish mission to kill citizens of Uganda, he laid emphasis on the necessity to kill soldiers who were from Acholi and Lango. It did not take long to extend his monstrous mission to cover all tribes of Uganda. The lesson is clear: destruction of the whole comes easily when one breaks ranks.[1]
  • Quando vedi bere i tuoi genitori, i tuoi fratelli, le tue sorelle, non pensare che se la stiano godendo. In realtà stanno soffrendo.
When you see your parents, brothers, sisters drinking, don't think they are enjoying it. They are actually suffering.[2]
  • Vorrei dirti che ho trovato l'incarico di presidente molto leggero, ma ho trovato l'impegno di essere il comandante in capo piuttosto pesante.
I want to tell you that I have found the work of the presidency very light, but I found the work of being the Commander-In-Chief rather heavy.[2]
  • Viviamo in un mondo di giganti e di nani. Viviamo in un mondo di grandi potenze e di piccole nazioni. Le piccole nazioni sono costantemente preoccupate dalla tendenza delle grandi potenze di usare come giganti la loro gigantesca potenza.
We live in a world of giants and dwarfs. We live in a world of big powers and small nations. The small nations are constantly worried by the tendency of big powers to use their giant's powers like giants.[2]
  • Noi qui in Uganda, per esempio, non vogliamo che i cinesi o i russi siano i nostri padroni domani, così come non vogliamo e non accettiamo che, direttamente o indirettamente, qualsiasi potenza occidentale sia il nostro padrone.
We here in Uganda, for instance, do not want either the Chinese or the Russians to be our masters tomorrow; in the same way that we do not want nor accept any Western power either directly or indirectly to be our masters.[2]
  • Per certe potenze europee, l'Africa è la loro riserva e parco giochi. Per loro, nessun governo africano ha il diritto d'esercitare l'autodeterminazione.
To some European powers, Africa is their preserve and playing field. To them, no African government has the right to exercise self-determination.[2]
  • Quando ottenemmo l'indipendenza, la nostra costituzione contenne delle clausole ambigue che non chiarirono se l'Uganda fosse una repubblica, una monarchia, o uno Stato federale o unitario. Abbiamo semplificato sbrigativamente le cose sin dal 1966. Ora siamo ora una repubblica, e tentiamo di emancipare il popolo economicamente e mentalmente.
When we got independence, our constitution had certain ambiguous provisions which did not make it clear whether Uganda was a republic, a monarchy, a federal or a unitary State. Since 1966, we have been streamlining things. We are now a republic and we are endeavouring to emancipate the people economically and mentally.[2]
  • Il passato appartiene ai nostri nonni, il presente appartiene agli adulti di oggi, ma il futuro, che è di massima importanza per il nostro paese, appartiene alla gioventù.
The past belongs to our grandfathers, the present belongs to the adults of today, but in the future which is of the greatest importance to our country belongs to the youth.[2]
  • I giovani d'oggi e domani non dovrebbero crescere in perimetri tribali chiusi. Dobbiamo staccarci dalla storia presente; dobbiamo crearci la nostra propria storia.
The youth of today and tomorrow should not grow up in closed tribal perimeters. We must break away from the present history; we must make our own history.[2]
  • È vero che in Uganda parliamo molte lingue, ma la differenza linguistica non costituisce affatto una difficoltà per l'unità dell'Uganda; e non lo sono neanche le differenze religiose.
It is true that in Uganda we speak many languages. But difference of languages is no difficulty at all in the unity of Uganda; and the difference of religion is no difficulty at all.[2]
  • Che tutto il nostro popolo respinga l'idea che ci sia in Uganda una tribù più importante delle altre tribù. Dopo aver respinto queste idee, dobbiamo costruire la base dell'unità nazionale, e ce la possiamo fare.
Let us all our people reject any idea that there is a tribe in Uganda which is more important than other tribes. After we have rejected those ideas, we must build a platform for national unity, and we can do this.[2]
  • La vecchia descrizione dell'Africa come il «continente scuro» ora non può bastare. L'Africa deve descriversi nei suoi propri termini, e ciò può essere fatto solo dall'Africa stessa.
The old description of Africa as the "dark continent" cannot now do. Africa must describe itself in its own way and that can only be done by the Africa.[2]
  • I più grandi e i più ricchi fra noi, e forse anche quelli tra noi con il più alto livello di istruizione, non possono reggere senza l'appoggio dell'uomo comune.
The biggest of us all, the richest of us all, and perhaps the highest educated of us all, cannot stand without the support of the common man.[2]
  • Questa è l'era dell'uomo comune, quindi la politica basata sui capi non può funzionare. È l'uomo comune che ha il voto. È il suo regno e la sua era.
This is the age of the common man and, therefore, politics based on bosses cannot work. It is the common man who has the vote. It is his reign and it is his age.[2]
  • Ci sono molte persone qui che non sono africani e che non conoscono africani, che hanno rifiutato di credere che un africano sia un essere umano.
There are many people here who are not Africans and who do not know Africans - who have refused to believe that an African is a human being.[2]
  • Sarebbe sbagliato per l'Africa di chiudere le sue frontiere e svilupparsi nell'isolamento. L'Africa fa parte del mondo, una parte molto importante di esso, e deve mantenere il contatto col resto della Terra. Ma ciò non significa che l'Africa debba fare il pappagallo e scimiottare in tutto gli altri continenti e paesi senza considerare la loro utilità sul suolo africano.
It would be wrong for Africa to be a closed shop and develop in isolation. Africa is a part of the world and a very important part of it, and has to maintain contact with the rest of the world. But that must not mean that Africa has to be a parrot and copy everything from other continents and countries irrespective of their usefulness on the soil of Africa.[2]
  • Appartengo a una tribù, una religione, ma non credo nel tribalismo, e non credo nella religione che mi separa dal resto del popolo... ma voglio sottolineare che a volte un leader è solo. Nell'Uganda People's Congress, comunque, un leader che sia solo non è un leader.
I belong to a tribe, religion, but I do not believe in tribalism and I do not believe in religion separating me and the rest of the people... but I want to emphasize that a leader is sometimes alone. However, in UPC, a leader who is alone is no leader.[2]
  • Amin non l'ho creato io. Fu Dio a crearlo.
I did not create Amin. It is God who created Amin.[2]

Citazioni su Milton Obote[modifica]

  • Obote divenne lo sponsor politico di Idi Amin. La sua carriera militare fu quindi fulminea mentre faceva il lavoro sporco, vale a dire terrorizzare o liquidare i nemici del presidente.
    Sembra per ora inconfutabile che Obote abbia commesso un errore classico. Quando ti avvali di un cane per eliminare i lupi, il cane alla fine, dopo aver fatto fuori tanti lupi, diventa peggio di tutto il branco. (Albert Sánchez Piñol)
  • Obote era stato educato ai principi della tradizione democratica inglese. Come per molti altri dirigenti africani, il punto di partenza era una concezione socialista di ampio respiro da raggiungere in Uganda attraverso la via parlamentare. I problemi di Obote erano tanto prevedibili quanto insolubili: un paese che aveva strutture del XIX secolo doveva guadagnare il supposto socialismo del XXI in un breve lasso di tempo. Per affrontare le resistenze, Obote fece ricorso alla forza dello Stato. Un po' alla volta l'Uganda si trasformò in una specie di dittatura civile e risultava paradossale che, entro certi limiti, la mentalità obotista fosse restia ad abbandonare il modello democratico. (Albert Sánchez Piñol)

Idi Amin Dada[modifica]

  • La corruzione nei regimi di Obote era così diffusa che era quasi data per scontata. I ministri, i presidenti dei parastatali e gli impiegati statali più ricchi possedevano flotte di macchine, bus, tantissime case per l'affitto, bar, distributori di benzina ecc. e Obote non chiese mai in nessun caso ai suoi uomini in che modo avessero accumulato questa ricchezza.
  • La folla che gioiva al rovescio di Obote si ricordava soprattutto dei suoi misfatti, ma anche della sua inerzia, della sua incompetenza e la sua impotenza politica nell'ora del bisogno. Indubbiamente, il tempo rivelerà una marea di ulteriori debolezze.
  • Non andate volontariamente alle vostre tombe, poichè non c'è alcuna possibilità che l'Obote respinto tornerà in Uganda come capo.
  • Obote ha avuto cinque anni per governare questo paese dal 1962 e il 1967, ma si è concesso un ulteriore periodo fino al gennaio del 1971. In quegli anni, molti ugandesi hanno ottenuto solo la miseria durante il regime di Obote.
  • Se sono ancora vivo, Obote non tornerà come presidente dell'Uganda. Questo lo dovete sapere categoricamente. Potrà essere presidente a casa vostra, ma mai come presidente dell'Uganda.

Note[modifica]

  1. a b c d e f (EN) Citato in Obote’s memorable speech at Bushenyi on May 27, 1980, Daily Monitor, 2 giugno 2013.
  2. a b c d e f g h i j k l m n o p q (EN) Citato in Uganda: Obote and Amin's Most Memorable Quotes, Allafrica, 29 maggio 2017.

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