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Monica De Gennaro

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Monica De Gennaro nel 2012

Monica De Gennaro (1987 – vivente), pallavolista italiana.

Citazioni di Monica De Gennaro

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Citazioni in ordine temporale.

  • Ho sempre amato gli sport di squadra perché si condivide tutto, felicità e sconfitte.[1]
  • [«Nel ruolo di libero oggi non teme rivali»] All'inizio me l'hanno fatto provare per l'altezza. Mi sono subito sentita a mio agio. È un ruolo che mi dà una grande carica. Ci vuole molta tecnica anche se è un lavoro "sporco": prendi sempre pallonate e non puoi darne... Però è una grande soddisfazione difendere e ricevere bene per portare la squadra a far punto.[1]
  • L'Imoco è un gruppo che fa dell'unione la sua caratteristica migliore, abbiamo creato negli anni un grande gruppo e vedo che quando arrivano nuove ragazze si ambientano subito in squadra senza problemi e trovano il modo di esprimersi al meglio. La società non ci fa mancare niente, è una dei top team europei, abbiamo un pubblico straordinario, noi possiamo essere serene e lavorare per dare il massimo, penso sia la situazione ideale per una giocatrice.[2]
  • La rinuncia che mi pesa di più è la lontananza dalla mia famiglia e dai miei cari, questo per me è il sacrificio più grande della mia vita da sportiva.[3]
  • Il talento senza il lavoro non basta, solo con l'allenamento e l'impegno di ore e ore di preparazione di ogni dettaglio ti possono dare la possibilità di gestire le tensioni e le situazioni più diverse che ti possono capitare in una partita.[3]

Intervista di Emanuela Macrì, vivovolley.net, 23 dicembre 2015.

  • Alle finali del campionato nazionale under15 insieme ad una stagione, mi giocavo l'occasione di una vita. Tra il pubblico, infatti, sedeva il talent-scout che mi avrebbe offerto quella possibilità che mi sarebbe mancata se fossi rimasta in Campania. Crescere, sportivamente, al sud non è semplice; lo era ancora meno qualche anno fa, quando le squadre di livello erano poche e ambire ad una carriera nel massimo campionato significava preparare una valigia e ricacciare in gola le lacrime e la nostalgia di casa.
  • [Sul ruolo di libero] [...] devo cercare di rimanere positiva e propositiva senza abbassare mai il livello della concentrazione. Anche quando (e può succedere) per i primi 20 punti del set non ti arriva nemmeno un pallone mentre i successivi cinque punti si trasformano in una sequenza di difese e recuperi, errori da evitare o incassare. Senza cedere allo sconforto né lasciare il minimo spazio alla negatività.
  • Mi piace prendere le pallonate! E mi diverto quando la difesa è difficile e il recupero richiede qualche acrobazia, così come trovo rigeneranti gli sguardi d'intesa con le compagne. Sono piccoli momenti in campo, brividi sulla pelle difficili da tradurre in parole.
  • Molti dicono che dovrei sorridere di più, perché troppo spesso sembro imbronciata. Ma non così. In partita ho bisogno di chiudere la porta alle distrazioni per rimanere concentrata. Fuori dal campo, invece, sono una persona riservata. Credo fermamente nella necessità di lavorare divertendosi, anche se sono convinta che questo non significhi per forza ridere o sorridere in continuazione. È il mio modo di pormi e di affrontare le cose, chiedendo il tempo e lo spazio per concedere fiducia e confidenza.

Intervista di Maria Scarogni, ilgazzettino.it, 17 febbraio 2021.

  • [«Come ricordi la Monica De Gennaro da bambina?»] Sicuramente iperattiva e quando giocavo volevo sempre vincere. Però ero anche molto caparbia e testarda, diciamo che ho fatto impazzire mia mamma combinandone di tutti i colori. Adesso sono cresciuta e migliorata ma quella voglia di giocare e di vincere, anche se è a carte, è rimasta.
  • [...] non mi accontento mai, [...] cerco sempre la perfezione anche se non si può davvero raggiungere.
  • [«[...] è stato deliberato che anche il libero potrà rivestire il ruolo di capitano in una squadra»] Penso che sia una cosa giustissima, in effetti non ho mai capito perché non potesse farlo. Soprattutto perché per esempio poteva essere capitano un centrale ma non un libero, che paradossalmente passa più tempo in campo. È un giocatore che è molto presente e trovo la decisione molto corretta, anche per valorizzare di più il ruolo.

Tommaso Guaita, ultimouomo.com, 28 maggio 2025.

  • [Sull'Imoco Volley] La capacità della società di creare negli anni gruppi di alto livello è stata fondamentale. [...] Giocatrici date per finite sono arrivate a Conegliano e hanno fatto bellissime stagioni anche perché sono state messe nelle giuste condizioni da chi lavora per noi. Io sono da tanti anni a Conegliano e non so di preciso cosa cambia nella testa di chi arriva, ma di sicuro per raggiungere certi livelli bisogna lavorare tantissimo in allenamento. Chi non ha la testa per farlo non raggiunge certi successi.
  • Tutti giocano per vincere e io gioco ogni partita per vincere. Poi se ci riusciamo va bene così ma io vado avanti soprattutto perché in campo mi diverto. È un gioco, e questo fa sì che tutto sia più facile. Per quanto desideri sempre vincere, non penso di esserne ossessionata, perché se hai dato tutto, facendo il meglio, ma le altre ti battono perché sono più forti posso solo dire loro "brave". Il giorno dopo tornerò in palestra per fare di più e batterle la prossima volta.
  • [«Se non avessero inventato il ruolo di libero saresti arrivata dove sei ora nonostante il tuo metro e settantatré?»] Forse nella pallavolo di trent'anni fa avrei avuto qualche possibilità, ma in quella di oggi sicuramente no. Assolutamente. Sono troppo piccola. Oggi la fisicità è esplosa e il gioco è molto cambiato. Guarda quanto sono alte le altre. Per arrivare a certi livelli penso che si debba essere una decina di centimetri in più. In un'epoca tanto fisica, il ruolo del libero ha le sue caratteristiche uniche e ha dato un'occasione anche ai meno alti di arrivare in serie A. Per me è stata un'innovazione decisiva.
  • Sono una che pretende tanto e in alcuni casi potrei essere un po' meno esigente, ma il segreto delle vittorie in fondo sta tutto lì. Nel continuare a cercare la perfezione, anche se non esiste.

Intervista di Lia Capizzi, editorialedomani.it, 20 luglio 2025.

  • La verità è che il mio ruolo, quello del libero, è difficile perché dipende dagli altri, dalle situazioni di gioco imprevedibili.
  • Le vite degli atleti sono fatte di alti e bassi. [...] Per esempio, nell'estate del 2023 sono rimasta fuori dalla Nazionale e poi l'anno dopo ho vinto l'oro olimpico. Non sembra una casualità. È più una cosa del tipo: se vuoi quello, devi prima toccare veramente il fondo. [...] Quell'esclusione dalla Nazionale, così inaspettata, mi ha fatto molto male. Ho cercato di prendere il lato positivo, per la prima volta avevo del tempo da dedicare a me stessa in estate. Quello stop mi è servito, mi sono accorta di tutto ciò che avevo e di cui non mi rendevo conto, perché ero stata sempre assorta nella vita frenetica tra i ritiri con il club e con l'Italia. Ho avuto il tempo di rifiatare, ho ripensato al mio percorso personale. [...] Quindi, da una delusione è nato qualcosa di bello.
  • Agli occhi di qualcuno la mia riservatezza potrebbe essere un limite. Me lo dicono in molti: eh, ma sei sempre seria. Invece io so anche ridere, scherzo molto spesso. Però riesco ad aprirmi solo con le persone di cui mi fido. In campo invece posso sembrare arrabbiata, quando invece sono solo molto concentrata.
  • [...] a me hanno sempre insegnato di pensare sempre alla palla successiva. Hai preso un ace in ricezione? Un libero forte si vede se la palla dopo la riceve bene, è questo fa la differenza. In allenamento pretendo molto di più se per caso sbaglio, ma perché in partita ho poco tempo per resettare, devo farmelo scivolare in fretta.

Citazioni su Monica De Gennaro

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  • Lei ha una capacità unica di alzare palloni con una precisione millimetrica, anche in bagher rovesciato da fuori campo. La alza sempre perfetta per l'attaccante. [...] Questa sua dote è veramente difficile da replicare. Io al mondo l'ho visto fare solo da lei. Questo per noi liberi è diventato un modello. (Eleonora Fersino)
  • Moki per me è sempre stata un riferimento. Non solo tecnico. Io la definisco la leader silenziosa del gruppo. [...] Lavora sempre in silenzio e ha una mentalità vincente. [...] Lei era quella che si allenava sempre mezz'ora in più. Se su dieci ricezioni ne metteva nove in testa, lei ricominciava perché una l'aveva sbagliata. Questa mentalità ce l'hanno veramente in pochi. Lei è proprio una campionessa campionessa. Vera! Dentro e fuori dal campo. (Eleonora Fersino)
  • Ogni giorno continua a lavorare duramente, facendo un'ora extra di allenamento. Noi scherzavamo, aspettando di vedere quando avrebbe smesso di fare quell'extra per prenderla un po' in giro. Ma è stato proprio grazie alla sua leadership e al suo esempio che tutta la squadra, in particolare le più giovani, ha capito che per vincere e raggiungere gli obiettivi che ci eravamo prefissate, dovevamo lavorare duramente. (Gabriela Guimarães)

Note

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  1. a b Dall'intervista di Antonio Giuliano, De Gennaro, volley ad alta fedeltà, avvenire.it, 21 settembre 2017.
  2. Dall'intervista di Franco Vittadini, Monica De Gennaro/ La pallavolista si racconta: voglio vincere ancora!, ilsussidiario.net, 20 gennaio 2020.
  3. a b Da Valeria Marzoli, Sul tetto del mondo. Intervista alla pallavolista Monica De Gennaro, pilastro della difesa azzurra, mediavoxmagazine.it, 24 novembre 2022.

Voci correlate

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Altri progetti

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