Nazir di Agra

Da Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà.

Wali Muhammad conosciuto come Nazir di Agra o Nazir di Akbarabad (1735 – 1830), poeta indiano.

Citazioni di Nazir di Agra[modifica]

  • Chi ha la lingua, non riesce a parlare che a segni, | chi è muto vuol fare eloquenti discorsi in persiano. | La cornacchia si pavoneggia in un cappello di cigno, | e la ranocchia saltellando dà calci al grosso elefante. | Che dire? Insomma, è questo lo spettacolo del mondo. (in Bausani, p. 150)
  • Quei che nel mondo è Re, non è altri che un uomo, | e chi è mendicante e pitocco, non è altri che un uomo, | il danaroso e l'afflitto, non è altri che un uomo, | e chi mangia ogni grazia di Dio, non è altri che un uomo, | e chi va in cerca d'una crosta di pane, non è altri che un uomo! || Faraone, che si vantava, lui, d'essere Dio | e Sciaddâd[1], che s'era fatto un paradiso e n'era il Signore, | Nimrôd[2] , che si faceva chiamare Dio avanti a tutti... | È cosa che tutti capiscono, a che parlarne di più: | quando tutto fu finito, chi erano? Null'altro che uomo! || [...] || Dai nobili ai plebei, dal Principe fino al Ministro | tutti son uomini, sieno onorati o meschini. | Qui uomo è il Maestro, uomo è il discepolo suo, | e quello che è buono lo chiamano uomo, o Nazîr, | e quello che fra tutti è malvagio uomo, infine, è anche lui. (in Bausani, pp. 156-157)

Note[modifica]

  1. Re leggendario dell'Arabia Felice (Yemen). Edificatore, secondo la tradizione islamica, dei giardini di Iram simili al paradiso terrestre, considerava se stesso Dio. Cfr. Storia delle letterature del Pakistan, p. 157.
  2. Nel Corano il nemico di Abramo. Cfr. Storia delle letterature del Pakistan, p 157.

Bibliografia[modifica]

  • Alessandro Bausani, Storia delle letterature del Pakistan, Urdu, Panjâbī, Sindhi, Pasc'tô, Bengali, Pakistana, Nuova Accademia Editrice, Milano, 1958.

Altri progetti[modifica]