Palazzo imperiale di Tokyo

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Il palazzo imperiale di Tokyo

Citazioni sul palazzo imperiale di Tokyo.

  • Il palazzo imperiale di Tokyo, città a forma di ruota, è il mozzo intorno al quale tutto gira. La muraglia grigia, i larghi fossati d'acqua stagnante, non lasciano mai intravedere il Mikado. Se viaggia, tra il Palazzo e la stazione, la folla s'inginocchia e abbassa gli occhi. […] Il palazzo imperiale è il Vaticano di quella religione del dovere. (Jean Cocteau)
  • Non si immagini un potente edificio, un mausoleo turrito, un fantastico sogno asiatico in trine di marmi, giungla di statue e fastigi d'oro; un Pitti, un Windsor, un Neuschwanstein dragonifero e pagodizzato. Il gusto giapponese della sobrietà offre qui al mondo una lezione memorabile di stile e raffinatezza: il Palazzo è costituito da padiglioni nascosti tra gli alberi, invisibili da fuori; la maestà del sovrano è però suggerita potentemente da rustiche ed imponenti muraglie inclinate che delimitano, al di là d'un fossato dove scorrono tranquille acque verdi, il Chiyoda-jô «il Castello-Campo delle Mille Età compaiono solo alcuni portali d'ingresso, alcuni ponti, qualche yagura (torre d'angolo o letteralmente «deposito per frecce»). Alberi di pino, elegantemente contorti, coronano gli spalti. (Fosco Maraini)
  • Non trovi che il complesso del palazzo imperiale sia molto interessante? [...] Misura due chilometri da nord a sud e un chilometro e mezzo da est a ovest, occupa il venti percento del distretto di Chiyoda, non lo attraversano né la metropolitana né altri tunnel e agli aerei è vietato sorvolarlo. In pratica è una vasta zona protetta nel cuore stesso di Tokyo. (Sword Art Online II)
  • Ricordo, prima della guerra, quando si passava qui in tranvai, ad un certo momento il bigliettaio s'irrigidiva sull'attenti e diceva: «Siamo giunti dinanzi all'onorevole Palazzo, i signori sono pregati di chinare la testa in segno — spesso c'era anche chi si toglieva il di rispetto»; allora i presenti si alzavano soprabito in segno ancora maggiore di deferenza — e tutti salutavano inchinandosi profondamente, in silenzio, cercando di non perdere l'equilibrio a causa dei movimenti del veicolo... (Fosco Maraini)

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