Pancho Pardi

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Francesco Pardi detto Pancho (1945 – vivente), politico italiano.

Citazioni di Pancho Pardi[modifica]

  • [Sul genocidio armeno] La storia della comunità armena fu avvolta in un silenzio che diventò sempre più intollerabile, anche quando Franz Werfel scrisse I quaranta giorni del Mussa Dagh e rese nota una vicenda terribile. Poi, come un'onda che si richiude, il silenzio si è richiuso su questa storia. La resistenza della Turchia ad ammettere l'atrocità ha contribuito ad annebbiare le coscienze.[1]
  • Signora Presidente, un'Aula parlamentare non è il luogo più adatto per discutere di letteratura, ma nel caso della morte di Tabucchi si deve comunque ricordare che egli è stato un autore con una fortissima originalità di scrittura e con una vocazione ad uscire fuori dai confini circoscritti della letteratura italiana. Egli ha svolto un curioso sodalizio con una grande figura di scrittore portoghese – ce l'ha fatto conoscere – e in questa maniera ha come disegnato quasi una figura duale. In un'Aula parlamentare mi sembra però più opportuno ricordare il suo impegno civile e anche direttamente politico. Negli anni contrassegnati dall'anomalia italiana, Tabucchi ha rappresentato una voce inflessibile, critica e durissima nei confronti di una situazione che non si è mai verificata in nessun Paese democratico. Mi riferisco alla salita al vertice del potere politico di un possessore di mezzi di comunicazione. [Il riferimento è a Silvio Berlusconi.][2]

Note[modifica]

  1. Citato in Seduta del Senato della Repubblica Italiana n. 715 del 24 aprile 2012 Legislatura XVI – Sull'anniversario dei massacri di armeni nell'Impero ottomano – Resoconto stenografico della seduta. Senato della Repubblica Italiana, 24 aprile 2012.
  2. Citato in Seduta del Senato della Repubblica Italiana n. 702 del 29 marzo 2012 Legislatura XVI – Sulla scomparsa di Antonio Tabucchi – Resoconto stenografico della seduta. Senato della Repubblica Italiana, 29 marzo 2012.

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