Paolo Casarin

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Paolo Casarin (1940 – vivente), ex arbitro italiano.

Citazioni di Paolo Casarin[modifica]

TriangleArrow-Right.svg Citazioni in ordine temporale.

  • Quando un arbitro tira fuori otto cartellini gialli in una partita non posso escludere che sia un pirla.[1]

Inter-Milan 1977, arbitraggio casalingo

Intervista di Luca Castaldini, SportWeek nº 38 (955), 21 settembre 2019, pp. 41-43.

  • [Sullo stadio Giuseppe Meazza.] È cresciuto un anello alla volta, è diventato imponente da grande.
  • [«Qualche volta le è capitato [di arrivare in ritardo a una partita]?»] Per un derby di Torino rischiai grosso. Arrivato il sabato dal Brasile (uno dei cento Paesi visitati per lavoro, nei suoi 25 anni di dipendente dell'Eni; ndr), dopo una notte insonne la domenica mattina prendo il treno per Torino. Ma mi addormento. Per fortuna, poco prima di Porta Susa, il controllore mi tocca sulla spalla. "Che ore sono?", ho pensato subito, nel panico. Non era tardi. "Lei non sa quanto sono contento di vederla", ho detto subito a quel signore.
  • [Sulla direzione del derby di Milano del 27 marzo 1977, da milanese d'adozione.] Presi tutte le precauzioni, compreso l'andare in macchina allo stadio. [«Niente taxi?»] No! Intanto avrei rischiato di trovare un tassista dell'Inter o del Milan e allora addio concentrazione... Scelsi la macchina per tornare all'antico, come quando nelle serie minori mi capitava di andare ad arbitrare nel Polesine. Dove peraltro era più complicato, soprattutto perché l'idea di parcheggiare in un posto isolato, visto che spesso eravamo in mezzo al nulla, svaniva subito. Per il derby invece arrivai con un paio d'ore d'anticipo nella zona di via Novara e nascondere l'auto non fu un problema.

Note[modifica]

  1. Citato in Gianni Mura, Berti estraneo in campo, la Repubblica, 6 luglio 1994.

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