Parabola del ricco stolto

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Una stampa raffigurante la parabola

Citazioni sulla parabola del ricco stolto o dell'avaro.

  • L'uomo riteneva di possedere lui stesso la propria anima, per se medesimo, così come faceva con i suoi beni, ed essa non gli muoveva alcuna obiezione. Il dialogo che lui portava avanti con se stesso prendeva in qualche modo il posto che avrebbe dovuto avere il dialogo con Dio, la preghiera. E gli pareva di vivere bene con la sua anima, perché essa era d'accordo con lui, perché accettava di star dentro quella prospettiva di vita, riempiendo i granai per poter poi godere di tutto ciò. Ma ora, poiché l'anima gli è richiesta indietro, il proprietario si scopre improvvisamente povero. La sua anima dovrà venire a trovarsi nuda davanti a Dio. I suoi granai sono completamente vuoti. I conti non tornano più. [...] L'ammonimento di Dio è per il proprietario spaventato un ultimo atto di benevolenza, l'unico che ancora conti. Egli deve cambiare molto rapidamente il suo rapporto con Dio. Dio è la sua vera ricchezza: per amore di questo bene, si deve rinunciare a tutti gli altri beni, e solo chi si consegna ad esso, scopre nuovamente Dio. Ma Dio non è un granaio. È l'amore che si dona largamente, così come ha mostrato il Figlio sulla croce. Egli si è donato fino all'ultima goccia di sangue: amore, perdono, redenzione, egli ritroverà questo tesoro presso il Padre, ma non come un bene accaparrato, bensì immesso nella relazione dell'eterno donarsi. (Adrienne von Speyr)

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