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Avarizia

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La parabola del ricco stolto (Rembrandt, 1627)

Citazioni sull'avarizia e sugli avari.

Citazioni

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  • All'avaro manca tanto quello che ha quanto quello che non ha. (Publilio Sirio)
  • Allo Stato il denaro è necessario come i nervi che lo sostengono, e quando vi siano numerosi gli avari, essi devono esser considerati come la base e il fondamento di quello. (Poggio Bracciolini)
  • Avarizia è il quinto vizîo che nasce della mala volontà; e questo fa l'animo vizîoso e disordinato in ciò che 'l fa disideroso ed empio di guadagnare o ritenere ricchez[z]e. E comettesi Avarizia per molte vie, e ha catuna il suo nome per meglio tenelle a mente. E quelli sono i vizî che nascono d'Avarizia, e sono cosí nominati: Simonia, Usura, Ladroneccio, Fur[t]o, Rapina, Forza, Ing[a]nare, Spergiuro, Bugia. (Bono Giamboni)
  • Avaro (agg.). Smodatamente desideroso di conservare ciò che altre brave persone vorrebbero tanto ottenere. (Ambrose Bierce)
  • Bione chiamava l'avarizia la metropoli d'ogni scelleratezza, e diceva che il ricco avaro custodisce i suoi averi come se fossero cosa propria, e non ne trae alcun comodo come se fossero cosa altrui. (Giovanni Stobeo)
  • Bisogna fuggire l'avarizia perché è un difetto molto brutto e cattivo, ma bisogna amare l'economia che è buona virtù e sorella della prudenza; essa è un grande aiuto alla carità. (Victorine Le Dieu)
  • C'è una tirchieria maniacale e artigiana­le nelle piccole cose che dà più soddisfa­zione dell'avarizia nelle grandi. Rammen­di invisibili agli occhi altrui, atti piccini che fai di nascosto, te ne vergogni e perciò covi un segreto con te stesso e una compli­cità con le cose. Ti senti più furbo, rispar­mioso e furfantello. E t'illudi di vivere a sbafo. La vita felice è fatta di micragnose delizie. (Marcello Veneziani)
  • [Diogene di Sinope] Definì l'avarizia la metropoli di tutti i mali. (Diogene Laerzio)
  • Dovrai pur confessare che questa brama della ricchezza è per natura insita in tutti. Tutti infatti, in ogni età, in ogni condizione, in ogni onore, in ogni dignità, sono presi dal desiderio dell'oro, e cioè dell'avarizia, e godono dell'oro come di cosa ben nota ed affine. (Poggio Bracciolini)
  • Era avarissimo: quando dava la mano porgeva solo due dita. (Marcello Marchesi)
  • Gli avari sono tutori non padroni delle loro ricchezze. (Salvator Rosa)
  • I micragnosi si curano della proprietà come se appartenesse a loro, e non ne traggono utilità come se appartenesse ad altri. (Bione di Boristene)
  • L'avarizia accumula ricchezze che usa per il tornaconto personale, non nell'interesse collettivo. (Cesare Marchi)
  • L'avarizia comincia dove finisce la povertà. (Honoré de Balzac)
  • L'avarizia degli uomini è tanto grande che ciascuno s'ingegna quanto può di prender molto dagli altri e di render poco. (Giovanni Papini)
  • L'avarizia delle persone, delle famiglie e delle nazioni può contagiare i meno abbienti come i più ricchi, e suscitare negli uni e negli altri un materialismo che soffoca lo spirito. (Papa Paolo VI)
  • L'avarizia e il lusso, rovinosi malanni che hanno fatto crollare tutti i grandi imperi. (Tito Livio, attribuita a Marco Porcio Catone)
  • L'avarizia è la forma più sensuale di castità. (Ennio Flaiano)
  • L'avarizia è naturale. Percorri pure tutta la città, le piazze, le case, i templi: se qualcuno affermerà di non volere più di quello che gli basti — la natura infatti è contenta di poco — ritieni di avere trovato la fenice. (Poggio Bracciolini)
  • L'avarizia in età avanzata è insensata: cosa c'è di più assurdo che accumulare provviste per il viaggio quando siamo prossimi alla meta? (Marco Tullio Cicerone)
  • L'avarizia nasce dalla convinzione che certe cose ci sono necessarie mentre probabilmente non lo sono, e dal timore che ci venga tolto ciò da cui dipende il nostro sostentamento. (Ari Kiev)
  • L'avaro e il dissipatore hanno un solo e medesimo difetto. Entrambi non sanno far uso del denaro e per entrambi esso è motivo di infamia. Perciò con ragione entrambi ricevono uguale castigo, perché ugualmente non sono degni di possedere. (Iperide)
  • L'avaro non dà volentieri nemmeno quello che gli avanza. (Fedro)
  • La avarizia è metropoli d'ogni ribbalderia. (Salvator Rosa)
  • La ricerca esclusiva dell'avere diventa [...] un ostacolo alla crescita dell'essere e si oppone alla sua vera grandezza: per le nazioni come per le persone, l'avarizia è la forma più evidente del sottosviluppo morale. (Papa Paolo VI)
  • Ma Dio lo perdoni a chi assassina me, che do a ognuno quel che io ho! Per ciò mai niente ho né aver, se non cambio vezzo. La qual cosa non è possibile, perch'io ebbi la prodigalità per dota, come la maggior parte de gli uomini ha l'avarizia; ed è chiaro che i prodighi spendano ogni cosa in un tratto, come avessero a vivere un dì, e gli avari non ispendano mai cosa alcuna, come avessero a viver sempre. (Pietro Aretino)
  • Non tutti gli avari sono gretti. L'avarizia è una passione, un vizio capitale, una forza che muove il mondo, una filosofia deplorevole ma saldamente costruita, una religione terrestre che arma gli uomini e i popoli gli uni contro gli altri. Spilorceria, tirchieria, sordidezza sono le forme grottesche e maniache dell'avarizia, i suoi sottoprodotti più dozzinali. (Remo Cantoni)
  • Piangiamo sulla povertà, ma non inteneriamoci per l'avarizia nemmeno se è l'avarizia di un povero. (Jules Renard)
  • Qual regione, o qual Città n'è priva? | Qual bosco, qual tugurio? In ogni lato | l'Ambizione, e l'Avarizia arriva. | Queste nel mondo, come l'uom fu nato, | nacquero ancora, e se non fusser quelle, | sarebbe assai felice il nostro stato. (Niccolò Machiavelli)
  • Sa perché dicono che sono avaro? Perché i soldi non li sbatto in faccia alla gente, come fanno certi miei colleghi. (Alberto Sordi)
  • Un avaro non può mai essere uomo virtuoso. (Antistene)
  • Uno avaro più fa conto d'un quattrino che de dieci milia carchi de honori. (Anonimo, Aristippia)
  • Uno dei primi effetti della bellezza femminile su di un uomo è quello di levargli l'avarizia. (Italo Svevo)
  • Ed una lupa [1], che di tutte brame | sembrava carca nella sua magrezza, | e molte genti fé già viver grame, | questa mi porse tanto di gravezza | con la paura ch'uscia di sua vista, ch'io perdei la speranza dell'altezza.
  • Fino a quel punto misera e partita | da Dio anima fui [papa Adriano V], del tutto avara: | or come vedi, qui ne son punita.[2]
  • Questi fuor cerchi, che non han coperchio | piloso al capo, e papi e cardinali, | in cui usa avarizia il suo soperchio.
  • L'avarizia non solo è la più stolta delle passioni, ma anche la più dispotica, investe ogni aspetto dell'anima, distrugge ogni fondamentale ragione di vita spirituale. L'avarizia crea i più irresistibili legami con il contingente e l'effimero.
  • La volontà di potenza, l'egoismo innalzato a sistema, il narcisismo mentale sono le radici sottili e inconsce dello spirito di avarizia.
    L'avaro vuole dominare il mondo delle forme, vuole divenire padrone dei suoi fratelli schiacciandoli con il peso delle sue ricchezze. Per questo egli accumula con passione le ricchezze – non vi è cosa che non farebbe per aumentarle – e pensa che il denaro sia tutto, che la potenza economica tenga il posto di ogni altra cosa. Quanto più sarà ricco, tanto più potrà dominare, ma come farà a sapere di essere ricco? L'avaro non lo saprà mai, vedrà se stesso sempre povero, non dirà mai basta all'ingorda fame, e così la volontà di potenza che l'ha sedotto, alla fine lo beffa, muore e il suo tesoro viene disperso.
    L'avarizia così offusca il lume della ragione e la conoscenza della grazia: più sarai ricco e più avrai potenza.
  • L'avaro non riconosce di esserlo, afferma di essere sobrio, parsimonioso, economo, di dover fare delle privazioni per non mancare ai suoi doveri, di non poter essere generoso perché altrimenti lui stesso dovrebbe mendicare, trova continuamente nuove economie e se ne vanta come di un pregio. Non vi è nulla di più spaventoso della buona fede dell'avaro, ed è questa buona fede che gli uccide l'anima.
    Gli schiavi di altre passioni finiscono presto o tardi a sentirsi a disagio, le conseguenze delle loro passioni prima o poi li fanno meditare o vergognarsi; la possibilità di riconoscere il proprio peccato è una piccola via di salvezza loro offerta. Ma l'avaro di che cosa può pentirsi o vergognarsi? Frugale per non spendere, casto per economizzare, sobrio per non sprecare, convinto di sacrificarsi per il bene dei lontani eredi, si crea, a maggiore tranquillità, la visione di opere buone cui lascerà, morendo, tutto il suo. Allora si sente un eroe, un santo, un martire.
  • Al povero manca il pane, all'avaro manca tutto.
  • Chi accumula ed altro ben non fa, sparagna il pane e all'inferno va.
  • Chi ama i soldi vende la sua anima.
  • Crepi l'avarizia e schiatti la lussuria.
  • Dove c'è avarizia, c'è mestizia.
  • Gli avari ed i falliti facilmente stanno uniti.
  • I danari servono al povero di benefizio, e all'avaro di supplizio.
  • Il più povero che ci sia in terra è l'avaro.
  • L'avarizia è il carnefice del ricco senza cuore.
  • L'avarizia è il secondo peccato capitale.
  • L'avarizia è la regina dei vizi.
  • L'avarizia fa stentare gli altri vizi.
  • L'avarizia tesoreggiando impoverisce.
  • L'avaro accumula con sudore ciò che deve lasciare con gran dolore.
  • L'avaro è come il porco: serve dopo morto.
  • L'avaro è come l'asino, che porta il vino e beve l'acqua.
  • L'avaro è come l'ubriacone: più beve e più ha sete.
  • L'avaro è il drago che custodisce i tesori per gli altri.
  • L'avaro è insaziabile.
  • L'avaro è sempre povero.
  • L'avaro fa ridere quando muore.
  • L'avaro in punto di morte rimpiange i soldi spesi per la bara.
  • L'avaro non è mai ricco.
  • L'avaro non possiede l'oro, ma è posseduto dall'oro.
  • L'avaro non volle lasciar fuggire il fumo dalla sua stanza e affogò.
  • L'avaro più possiede e più è miserabile.
  • L'avaro quanto più ha, tanto più è bisognoso.
  • L'avaro ricco non ha mai né parenti né amici.
  • La povertà è priva di molte cose, l'avarizia è priva di tutto.
  • Molti patiscono per necessità, ma l'avaro per volontà.
  • Quando tutti i vizi sono vecchi, l'avarizia è ancora giovane.
  • Quanto minor bisogno ha di denaro, tanto più gode averne il vecchio avaro.
  • Stretto di mano, stretto di cuore.
  • Tanto cresce l'avarizia, quanto cresce il denaro.
  • Trovare avaro ladro è caso raro, non è così trovar ladro un avaro.
  • Vorrebbe l'avaro dal donar alieno, che di prodighi fosse il mondo pieno.
  • A padre avaro figlioul prodigo.
  • All'avaro accade come allo smeriglio.
  • Avaro agricoltor non fu mai ricco.
  • Chi serba, Dio non gli dà.
  • Chi serba, serba al gatto.
  • Chi sparagna, vien la gatta e glielo magna.
  • Dio ha dato per penitenza all'avaro che né del poco né dell'assai si contenti.
  • L'avarizia è scuola di ogni vizio.
  • L'avaro è come l'idropico; quanto più beve, più ha sete.
  • L'avaro è procuratore de' suoi beni, e non signore.
  • L'avaro non fa mai bene se non quando tira le calze.
  • L'ultimo vestito ce lo fanno senza tasche.

Note

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  1. Nella Divina Commedia la lupa è il simbolo dell'avarizia.
  2. Secondo molti commentatori qui Dante attribuisce a papa Adriano V, Ottobuono dei Fieschi, conti di Lavagna, papa dal 11 luglio 1276 al 18 agosto (giorno del suo decesso) dello stesso anno, caratteristiche che pare appartenessero invece ad uno dei suoi predecessori ed omonimo, Adriano IV, l'inglese Nicola Breakspear, papa dal dicembre 1154 al settembre 1159.

Bibliografia

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Altri progetti

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