Paradiso perduto (film 1998)

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Paradiso perduto

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Titolo originale

Great Expectations

Lingua originale inglese, francese
Paese Stati Uniti d'America
Anno 1998
Genere drammatico, romantico
Regia Alfonso Cuarón
Soggetto Charles Dickens
Sceneggiatura Mitch Glazer
Produttore Art Linson
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Paradiso perduto, film statunitense del 1998 con Ethan Hawke e Gwyneth Paltrow, regia di Alfonso Cuarón.

Incipit[modifica]

Ogni cosa è ciò che è: il colore del giorno, il modo in cui ti sentivi da bambino, la sensazione dell'acqua salata sulle gambe scottate dal sole... A volte l'acqua è gialla, a volte è rossa, ma il colore che hai nella memoria varia col variare dei giorni. Io non racconterò questa storia com'è realmente accaduta ma la racconterò come la ricordo io. (Finn) [voce fuori campo]

Frasi[modifica]

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  • Ti mangi le unghie? È una brutta abitudine. La gente dice sempre che gli occhi sono la finestra dell'anima... tutte cazzate! Le mani... sono quelle che distinguono un vero signore. (Arthur) [a Finn bambino]
  • Tu l'ami invece, è vero? [riferendosi a Estella] Ti spezzerà soltanto il cuore, è un fatto! È tragico sei già innamorato di lei e anche se io ti mettessi in guardia, ti assicurassi che lei ti ferirà profondamente, tu continuerai a cercarla. [poi con tono sarcastico] Non è fantastico l'amore? (Nora) [a Finn bambino]
  • Che tipo di creatura può mai rubare una cosa del genere, un dono del genere, la fiducia? Chi lo farebbe? Approfittarsi di una donna di quarantadue anni... Quale creatura abbandona una donna lasciandola ad aspettare come una stupida? Un uomo, un uomo fa queste cose. Quindi gli uomini devono pagare, dico bene? Estella farà piangere gli uomini. [...] Oh sì, li farà a pezzi, le ho insegnato bene! Quando tornerà, li trafiggerà come un coltello caldo affonda nel burro. (Nora) [a Finn]
  • Dunque sapevo ancora disegnare. Per quanto abusate e trascurate, le mie capacità erano rimaste intatte. Mi era stato dato un dono e io non lo avevo perduto. Ogni altra cosa al suo confronto era come sfumata. Che senso ha? Cosa c'è dietro l'immagine del mondo? Quando un dono è autentico noi lo riconosciamo in noi stessi, negli altri, così come riconosciamo l'amore, un dono del tutto immeritato. (Finn) [voce fuori campo]
  • [Riferendosi a Estella] Prima le servivi per fare pratica, uno strumento per apprendere: getti un topo al serpente perché lui impari a cacciare e a inghiottire tutto il boccone. Devo dire che non è stato poi tanto difficile. [Finn si dispera] Via, via! Ti è piaciuto! E io ti avevo messo in guardia anni fa, non lo dovevi fare! Te lo dissi che ti avrebbe ferito nel profondo. Tu scegliesti di non ascoltare. Be', suggerisco di guardare al lato positivo. Noi siamo insieme, uniti: tu, Estella ed io, una piramide del dolore. Non è amore, ma è un legame. Siamo insieme. (Nora)
  • Parigi è una splendida città, splendida, una città piena di cultura, una magnifica città. Una città che trabocca di eleganza, di bellezza. Devi andare a Parigi. Non lo rimpiangerai mai per il resto della vita. Un artista deve andare a Parigi almeno una volta nella vita. Devi assolutamente andarci. Le strade, l'amore, le donne... (Arthur) [a Finn]

Dialoghi[modifica]

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  • Zio Joe: Ehi Finn, come si affumica un pesce spada?
    Finn: Accendi un sigaro e glielo soffi in faccia!
  • [Finn, scalzo, raggiunge Estella e sale anche lui sul taxi che era sul punto di partire]
    Finn: Che cos'hai in mente?
    Estella: Ti sei dimenticato le scarpe!
    Finn: Cosa si prova a non avere emozioni? Me lo dici? [...]
    Estella: Mettiamo che ci fosse una bambina e che da quando avesse avuto l'età della ragione, le avessero insegnato ad avere paura... diciamo, ad avere paura della luce del giorno, che le avessero insegnato che era sua nemica, che le avrebbe fatto del male e che poi, in un giorno di sole, tu le chiedessi di uscire fuori a giocare e lei non volesse... non puoi arrabbiarti con lei, giusto?
    Finn: Io ho conosciuto quella bambina e ho visto la luce nei suoi occhi, puoi dire o fare quello che ti pare, ma io continuo ancora a vederla.
    Estella: Noi siamo quello che siamo, le persone non cambiano!

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