Parma

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Piazza Garibaldi a Parma

Citazioni su Parma e sui parmigiani.

  • A Parma non è difficile vivere, a patto di saper dar ragione all'interlocutore in una discussione a carattere musicale o gastronomico. (Maria Luisa d'Asburgo-Lorena)
  • – A Parma si mangia sempre troppo. Prima si mangia e poi si parla di quello che si è mangiato. Fatica doppia! È un po' come mangiare due volte.
    – Pensa, oggi Santa Pasqua, a Parma molti non si alzano nemmeno da tavola. Tutta una tirata: pranzo e cena! Fanno la dodici ore del Lambrusco! (Prima della rivoluzione)
  • Federico scoprì di avere due padri camminando per le strade di Parma e facendosi condurre per mano da entrambi: questa scoperta era, ogni volta, come un respiro felice. Divenuto adulto, egli concluse che allo stesso modo l'uomo conquista un suo mondo sconosciuto ma che fatalmente – per il solo fatto della conquista – gli appartiene. Dall'Oltretorrente, i tre passavano il Ponte di Mezzo, che divideva la città del popolo da quella dei borghesi e degli agrari, e Federico fissava le luci d'acqua morta che via via si rintanavano alle sue spalle, tra le canne, per far posto ai tigli dei viali. Il pover àlmi – già pensava – si perdevano coi loro lumi in una buia esistenza. (Alberto Bevilacqua)
  • In dialetto parmigiano, la felicità, non c'è: non si dice, in parmigiano, Sono stato felice, si dice «A ston stè ben», son stato bene, così come non si dice, in dialetto parmigiano, Ti amo, si dice «At voj ben»>, ti voglio bene. E io, ho pensato, io, a pensarci, la mia lingua, il pozzo delle mie emozioni, io l'ho scavato a Parma, e quando dovevo lavorare con loro, con le mie emozioni, dovevo usare le parole che ho sepolto a Parma, devo tornare a Parma e buttare giù il secchio in quel pozzo lì che ho scavato a Parma non potevo fare altrimenti. (Paolo Nori)
  • Molto vi sarebbe da dire su i feraci talenti Parmigiani, gran parte de' quali sono rimasti affatto sepolti nelle tenebre dell'oscurità. È antichissimo in Parma il gusto delle Belle Arti. (Carlo Giuseppe Ratti)
  • Parma era sotto una trapunta di nebbia. Le torri dei Paolotti, i campanili di San Giovanni e del Duomo vi scomparivano dentro sciogliendo la loro geometria. Una serata d'altri tempi, quando le stagioni non s'erano ancora mischiate. Di quelle che richiudono la città in un guscio vaporoso e la fanno tornare improvvisamente familiare spegnendo l'eccitazione, i rombi e la frenesia. Nel nebbione, Parma aveva smesso di urlare. Sussurrava come le vecchie in chiesa. (Valerio Varesi)
  • Parma, nella Gallia Cisalpina, tosa innumerevoli armenti. (Marco Valerio Marziale)
  • [Sui parmigiani] Sono la più gran buona pasta del mondo, generosi di cuore e di spirito, anche se di lingua pronta e tagliente. Non sopportano le offese ma non sono permalosi: hanno affabilità, cortesia, gaiezza e amano il bel vivere e la buona tavola. (Maria Luisa d'Asburgo-Lorena)

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