Philo Vance (miniserie televisiva)

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Philo Vance

Miniserie TV

Immagine E._M._Jackson_(Elbert_McGran_Jackson)_-_Philo_Vance,_1930.jpg.
Lingua originale italiano
Paese Italia
Anno

1974

Genere poliziesco
Episodi tre episodi suddivisi ciascuno in due puntate
Regia Marco Leto
Soggetto Dai romanzi su Philo Vance di S.S. Van Dine
Sceneggiatura Biagio Proietti, Belisario L. Randone
Rete televisiva Rai 1
Interpreti e personaggi

Philo Vance, miniserie televisiva prodotta dal 1974.

La strana morte del signor Benson[modifica]

Episodio Primo, puntate 1-2[modifica]

  • Buonasera, sono Giorgio Albertazzi, come vedete. Sono qui per presentarvi questa volta un personaggio piuttosto insolito, almeno per me, Philo Vance. Chi è Philo Vance? A grosso modo si potrebbe dire che è un investigatore, anzi addirittura un classico del romanzo poliziesco degli anni '30. È un erede degli Sherlock Holmes, di Sam Spade. Ora come si sa è un destino degli eredi di essere in polemica con i loro predecessori. Philo Vance è in polemica con i metodi d'indagine classica del giallo poliziesco, così come il suo autore fu in polemica con la società americana del suo tempo. Quella che ci mostra nei suoi libri, un po' convenzionale, come apparve del resto nelle commedie di Hollywood di quegli anni. Spendiamo un paio di parole su questo autore, capirete meglio Philo Vance. Il mio Philo Vance. Sotto lo pseudonimo di Van Dine, l'autore di Philo Vance, si nasconde in realtà William Wright [il nome giusto è Willard], letterato, critico d'avanguardia di molto talento e di nessun successo. Filologo, antropologo, cultore d'arte, esteta. Un bel giorno Wright ebbe un esaurimento nervoso. Il medico gli prescrisse un riposo assoluto, consentendogli soltanto qualche lettura d'evasione, tipo romanzi gialli. Ma Wright anziché leggerli i romanzi gialli, preferì scriverli e inventò Philo Vance. Questa è la versione accreditata sulla nascita di Philo Vance, la leggenda. Un'altra versione che peraltro non esclude la prima, sostiene che Wright emarginato dalla cultura ufficiale, volle dimostrare a se stesso ed ai suoi detrattori, di essere capace di diventare, volendo, anche un uomo di successo, secondo il mito americano che misura il successo in modo direttamente proporzionale alla quantità di dollari che si è capaci di guadagnare. Perciò se qualche volta Philo Vance, vi sembrerà troppo saccente, cinico e forse un po' antipatico, pensate al suo autore che non a caso fu definito dal suo critico Mencken: "Il più affascinante antipatico che avesse mai conosciuto." (Giorgio Albertazzi)
  • Markham: Alvin Benson è stato assassinato.
    Vance: Ah, davvero?
    Markham: Sì.
    Vance: Non è una gran perdita, ha fatto una fine che si meritava. Non vedo perché sei così agitato, John. Siediti. Sarai mica stato tu a ucciderlo.
  • Vance: Se può esservi utile nell'indagine, prendete nota, che si tratta di una donna bruna, benché non riesca proprio a capire perché vogliate disturbare la signora.
    Markham: Da che cosa la arguisci che sia bruna, scusa.
    Vance: Che se non è una bruna, John, le conviene prendere una lezione di cosmetica. Dal profumo e dalla cipria che usa, non può essere che bruna.
  • Markham: Cosa ne dici della casa, Vance?
    Vance: Mah, di cattivo gusto, come il suo proprietario.
  • Alvin Benson pretendeva che tutti avessero un prezzo. Era il prototipo di un'America che detesto. (Vance)
  • Markham: Perché mi hai passato questa domanda?
    Vance: Mah, così. Mi divertiva.
  • Un elogio eccessivo, implica sempre una contraddizione. (Vance)
  • Heath: Quando al mondo avviene qualche guaio grosso, non si sbaglia mai cercando la femmina che l'ha fatto nascere.
    Vance: Cherchez la femme anche gli antichi romani avevano questa superstizione: Dux femina facti.
  • Quello che mi stupisce John, è la facilità con cui la polizia si è lasciata fuorviare da quel che chiamate "tracce." Se voi trovate un fazzolettino con un monogramma e subito partite in caccia al gran galoppo. Eppure le disavventure di Otello dovrebbero insegnarvi che non basta un fazzoletto a dimostrare una colpa. (Vance)
  • Voi vi avvicinate a un delitto con l'idea fissa che il criminale sia sempre uno sciocco, un pasticcione. Trovate un indizio e non vi passa neppure dalla mente che possa essere stato lasciato lì apposta per trarvi in inganno? (Vance)
  • Vance: Ogni uomo ha tante ragioni di uccidere, quanti ne ha l'assassino. Scoprire poi le ragioni perché uno uccide e l'altro no, questo è appunto questione di carattere, di ideologie individuali.
    Markham: E i vantaggi materiali? Non dimenticare che molti uccidono per interesse.
    Vance: L'idea cui prodest chi giova è così sciocca nell'apparire irresistibile. Uccidete un giudice e potete sospettare l'intera categoria dei magistrati.
  • Markham: Senti, ma tu sei ancora convinto della sua innocenza? Perché avrebbe confessato, allora?
    Vance: Perché ha deciso di vestire l'armatura del cavaliere antico. Si è gettato nell'agone per salvare la sua bella.
  • Intuizione. Lei è una ragazza acqua e sapone. Non può che bere latte e credere nel Presidente Roosevelt. (Vance)
  • Lei ha un modo incantevole di gettare fiori, Signor Vance, come fossero mattoni. (Muriel Clair)
  • Muriel Clair: Lei ha tutta l'aria di essere un tipo che s'infila i pantaloni, prima di rispondere al telefono come papà Germont [personaggio de La traviata di Giuseppe Verdi].
    Vance: Toccato, me lo merito. E infatti come papà Germont, sono venuto a chiederle un sacrificio.
  • Tutti gli alibi del mondo presentano sempre due facce: una vera e una falsa. (Vance)
  • Fra un giocatore temerario e un giocatore audace e freddo c'è un abisso. Il giocatore temerario è in balia del caso, della paura, della speranza, dell'irrazionale, mentre il giocatore freddo è guidato da un giudizio oculato. (Vance)

La canarina assassinata[modifica]

Episodio Secondo, puntate 3-4[modifica]

  • Vance: Sei tu John, vieni. Vuoi una tazza di caffè?
    Markham: Ti ringrazio, non c'è tempo. La canarina è morta.
    Vance:Morta?
    Markham: Sì, assassinata ieri sera, subito dopo il suo trionfale debutto a Broadway.
    Vance: Currie.
    Currie: Signore?
    Vance: La mia spremuta di frutta con una goccia di gin e un caffè nero per il signor procuratore.
  • I suoi amici, caro Sergente, potrebbero scegliere un'ora più rispettabile per sistemare le loro piccole divergenze e morire. Questa levataccia mi rovina la digestione. (Dottor Doremus)
  • D'ora in poi arricchirò il mio guardaroba di un paio di guanti di gomma. Ho il vizio di toccare tutto, quando entro in una casa. (Vance)
  • "Mai" è una parola che non dovrebbe esistere nel lessico di un investigatore. (Vance)
  • Il guaio di voi investigatori moderni è che tentate di ridurre la natura umana in una formula, mentre l'uomo, come la vita stessa, è estremamente sebacea, astuto. (Vance)
  • Vance: Come te la caverai?
    Markham: Aspetto numi da te, che hai il dono della divinazione.
  • Vorrei ricordare la dottore un detto latino: medice, cura te ipsum. Lo faccia subito dottore, lei è sull'orlo di una crisi. (Vance)
  • Ogni volta che ho provato di fidarmi di qualcuno, non posso dire che mi sia andata proprio bene. (Giorgina La Fosse)
  • Tra le cose brutte, riesco sempre a scovare le gemme. È un dono divino il mio. (Louis Mannix)
  • Su che cosa avrei potuto ricattarla, il passato di Margaret era pulito. Puzzava solo di fame. (Tony Squillace)
  • È l'opera di un uomo di intelligenza superiore che ha sbagliato per eccesso e non di un ladro di mestiere corto di cervello, per giunta. (Vance)
  • Che assurdità che dici. Cosa c'entra adesso la rispettabilità. Se ci tieni tanto, con il successo arriverà anche quello. (Kenneth Spotswoode)
  • Ogni uomo che mi ha avvicinato mi ha sempre offerto il suo aiuto per cambiare vita. Sembra quasi un rito, usate tutti le stesse parole, più o meno, il risultato è sempre lo stesso. Fai un passo avanti e il traguardo si allontana. Diventa una cosa misteriosa che non riesci a distinguere. *Sai soltanto che è lì, che ti aspetta. Sera facile poterlo raggiungere e allora, allora cominci a correre e a correre e... e poi ti accorgi che è sempre uguale. È come l'altalena. (Margaret Odell)
  • I canarini si stancano di volare. Vorrebbero finalmente trovare riposo in un angolo tranquillo. Dimenticare tutto e vivere come... come piccoli rispettabili persone normali. (Margaret Odell)

La fine dei Greene[modifica]

Episodio Terzo, puntate 5-6[modifica]

  • I giovani e i sani non si degnano di pensare ai vecchi, ai deboli. Siamo un peso troppo forte per loro. (Signora Greene)
  • Gli orologi segnano le ore, ma il tempo ha un'altra dimensione. (Amy)

Altri progetti[modifica]