Giorgio Albertazzi

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Giorgio Albertazzi (1923 – 2016), attore e regista italiano.

Citazioni di Giorgio Albertazzi[modifica]

  • Essere vuol dire desiderare, mentre l'avere, si sa, non è certamente frutto di felicità.[1]
  • La felicità è vivere e io sono per la vita.[1]
  • La felicità più che altro è un desiderio, è un'utopia.[1]
  • [Enrico Maria Salerno] La sua voce era molto stimolante, intanto era una voce molto erotica, nella quale parlava il corpo, parlava lo stomaco, le viscere, parlavano gli occhi incorniciati da quelle strane sopracciglia a punta. Lui era veramente un personaggio. Abbiamo fatto insieme un film in Africa, con la regia di Moser. Lavorare con Enrico era stupendo. Aveva paura delle notti africane, degli animali...[2]
  • Morgan è la vera forza di X Factor: un personaggio teatrale, una maschera, un vero artista. Con lui, vestito da stralunato gentiluomo del Settecento, vorrei fare un programma televisivo di letture, una gara di poesia adattata ai nostri tempi. Questo è un invito ufficiale: chissà, magari Morgan ci sta.[3]
  • Qui nel centro del Mediterraneo, dove ancora è possibile respirare l'incanto e il genio di Federico II, ho passato giorni magnifici [...] Ma, attenzione, la Sicilia non è tutta teatro, ci sono le donne che hanno la pelle più bella e più luminosa del mondo. Lei ricorda La terra trema di Luchino Visconti? Quelle donne siciliane vestite di nero, ma un po' scollate, al punto giusto, luminose e provocanti come non mai. Andate a rivedere quel film e poi ne riparliamo. Comunque in fatto di donne, difficilmente mi sbaglio.[4]

Citazioni su Giorgio Albertazzi[modifica]

  • Potreste dire che l'acqua fa parte del mare? Certamente no: l'acqua È il mare. E così non si potrebbe dire che Albertazzi faceva parte del teatro. Lui ERA il teatro, in ogni forma, in ogni accezione e significato. Chi ha avuto la fortuna di ascoltarlo recitare si è accorto che i versi più oscuri di Dante o i concetti più velati di Shakespeare divenivano comprensibili senza che dovesse spiegarli, gli bastava enunciarli. Così ha reso alcuni grandi testi, come le Lezioni Americane di Calvino, delle vere e proprie esperienze sensoriali, dove tutto veniva appagato: occhio, orecchio, cuore e mente. Queste sono le eredità che i grandi attori lasciano. Gli attori immensi lasciano eredità immense, e non esiste un grazie adeguatamente immenso da dire loro. (Giancarlo Magalli)

Note[modifica]

  1. a b c Citato in Gianni Bisiach, Inchiesta sulla felicità, Rizzoli, 1987.
  2. Citato in Sergio Basile e Andrea Di Bari, Io sono solo, loro sono tutti: conversazioni teatrali con Giorgio Albertazzi, Miraviglia editore, 2007.
  3. Citato in Maurizio Dalla Palma, Amici contro X Factor, Donnamoderna.com, 9 marzo 2009.
  4. Citato in Il ritorno di Albertazzi: "La mia Sicilia è la pelle delle vostre donne", Repubblica.it, 19 febbraio 2015.

Film[modifica]

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