Pierre Boulle

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Pierre-François-Marie-Louis Boulle (1912 – 1994), scrittore francese.

Il ponte sul fiume Kwai[modifica]

Incipit[modifica]

L'abisso insormontabile che certe considerazioni scavano tra l'anima occidentale e l'orientale può darsi sia solo effetto di un miraggio. Non sarà per caso la rapresentazione di un luogo comune senza solida base, una illuminazione cammuffata perfidamente da slogan, di cui non si può invocare neppure la qualità di primitiva verità per giustificare l'esistenza?
In questa guerra la necessità di "salvare la faccia" non era altrettanto imperiosa, necessaria per i Britannici come per i Giapponesi? Non era essa che regolava i movimenti degli uni, senza che ne avessero coscienza, con altrettanto rigore, altrettanta fatalità, di quello che non facesse con gli altri, anzi, con tutti i popoli? Forse gli atti in apparenza opposti dei due nemici non erano per caso manifestazioni differenti ma anodine della stessa realtà immateriale? E lo spirito del colonnello giapponese Saito, non era nella sua essenza analogo a quello del suo prigioniero, il colonnello Nicholson?

Citazioni[modifica]

  • L'essenziale è che questi ragazzi abbiano la sensazione di esser sempre comandati da noi, e non da queste scimmie. Finché si regoleranno in base a questa idea, saranno soldati e non schiavi. (p. 16-17)
  • Un lavoro ragionevole è quello che ci vuole per mantenere gli uomini in buona forma fisica, e la dissenteria non osa assalire colui che si sforza quotidianamente di compiere il proprio dovere verso l'imperatore. (p. 21)
  • Non considerare mai terminata un'operazione fino a che non si sono causate le maggior noie possibili all'avversario. (p. 154)

Bibliografia[modifica]

  • Pierre Boulle, Il ponte sul fiume Kwai (Le pont de la rivière Kwai), traduzione di Enrica e Giuseppe Ciocia, Oscar Mondadori, Milano 1965.

Voci correlate[modifica]

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