Pietro Custodi

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Pietro Custodi (1771 – 1842), scrittore e storico italiano.

  • L'ordine la chiarezza, la forza de' raziocini e l'insinuantesi fluidità del suo stile trovansi nelle Osservazioni sulla Tortura in un grado eminente. Non temo di incontrar la taccia di esagerato, se dico che quest'opera mostra più che ogni altra qual grand'uomo era Verri. (citato in Giuseppe Maffei, Storia della Letteratura Italiana, p. 45)

Vita di Cesare Beccaria[modifica]

Incipit[modifica]

Sino alla metà dello scorso secolo la Lombardia, più ancora che le altre parti d'Italia, poteva rassomigliarsi all'antica Beozia. I domestici pregindizj, le pratiche superstiziose, un'arrogante pedanterìa soffocavano i fervidi ingegni. Era smarrita ogni traccia de' buoni studj. L'imitazione meccanica delle frasi di Cicerone chiamavasi eloquenza; l'audacia delle disputazioni scolastiche, dialettica; l'indigesta rapsodia delle opinioni de' dottori, scienza delle leggi, di cui trascuravansi le fonti. Le nuove scoperte fisiche e matematiche né si conoscevano, né s'indagavano. Uno sregolato e fallace esercizio della memoria era la somma de' metodi, come lo scopo unico delle scuole.

Citazioni[modifica]

  • Dopo otto anni di un'educazione fanatica, com'egli si espresse scrivendo all'abate Morellet, e non ritraendo dagli esempj domestici che un motivo di rispetto per la vecchiezza, e i pregiudizi del padre, Beccaria si fece educatore di se stesso. (par. II)
  • Il nostro autore e gl'illustri fratelli Pietro ed Alessandro Verri erano divenuti il centro di un'eletta società di studiosi giovani, che vivamente sentendo quanto la dovizia stessa sia resa spregevole dall'ignoranza, e persuasi che i fogli periodici sono uno de' migliori mezzi per abituare a qualche istruzione gli animi indolenti, uno ne intrapresero sotto il titolo del Caffè, ad imitazione dello Spettatore inglese, cui il foglio lombardo riuscì pari nell'eleganza e superiore nella varietà e scelta degli argomenti. (par. IV)
  • Fu buon amico; modesto, ma tenace della sua opinione. Pensator profondo, era lento e stentato nell'esprimere i suoi concetti; e fra diversi tratti di somiglianza di carattere che aveva coll'illustre Malesherbes, v'era pur quello di un'abituale negligenza nella scrittura e nell'ortografia. (par. XIII)

Bibliografia[modifica]

  • Pietro Custodi, Vita di Cesare Beccaria, Tipografia Bettoni, Padova 1812.

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